Tag

False Flag

Tutti i messaggi di Silent People marcati con il tag False Flag: cronologia completa, aggiornamenti e thread collegati, dal piu recente al piu vecchio.

Torna al feed
TX-3849

NATO ed Europa sono coinvolte nel conflitto in Yemen attraverso supporto aereo e mezzi militari, senza informare i propri cittadini. Un coinvolgimento grave che potrebbe provocare ripercussioni politiche e strategiche.

Articoli collegati

ArticoloYemen
Nel dispositivo aereo impegnato figurerebbero numerosi aeromobili britannici destinati al rifornimento in volo, con operazioni di supporto condotte da Cipro e Mascate. Si segnala inoltre la presenza di droni da combattimento turchi Bayraktar Akıncı, alcuni dei quali sarebbero stati trasferiti presso la base aerea King Faisal. La ricerca degli obiettivi, soprattutto dei sistemi di lancio, sarebbe affidata a piattaforme senza pilota equipaggiate con sensori elettro-ottici, utilizzate per individuare e segnalare le posizioni da colpire. Nel complesso, le informazioni delineano un dispositivo che combina sorveglianza aerea, acquisizione degli obiettivi e sostegno logistico alle operazioni
TX-3740

L’ oCCIDENTE cerca la guerra e mente ai suoi cittadini. Le istituzioni che dovrebbero difenderli hanno tradito il loro compito, corrotte da un sistema criminale.

Articoli collegati

ArticoloIl teatro della follia
Le due campagne elettorali che si stanno svolgendo in USA e Israele, Trump appare sempre come un disperato: questa settimana, tra la mega-operazione in grande stile in Inghilterra e poi rilasciati su cauzione, la visita “segreta” ma la sapevano tutti di Netanyahu negli Emirati, poi l’11 settembre dei poveri, un dirottamento che persino la stampa vassalla ha dei dubbi. Lasciamo stare il fatto che poi, come nei migliori film americani, c’erano i piloti di riserva. Ma la domanda più strana è: come mai c’era un pilota omanita su un aereo emiratino? Cose arabe? Ma andiamo avanti. Poi il primo ministro inglese esce fuori dicendo che sono gli iraniani dietro ai furgoni senza armi: dove sono le prove? Poi esce Trump, da un po’ i numeri: noi abbiamo avuto 18 morti, loro 4.500 cifra tonda tonda se la prende, tanto per cambiare, con gli iraniani e dice: “Li distruggeremo” Un criminale. La Kallas, che rappresenta l’Europa, tace in silenzio, con i suoi vestiti e la borsetta, e ride senza sapere perché. Gli israeliani che fanno uscire le notizie che Saddam Haftar il libico Filo Turco si è messo d’accordo con Israele e gli Emirati per occupare le isole iraniane. Insomma, Netanyahu in galera non ci vuole andare e così lui stesso si è messo a fare le investigazioni con Trump e bin Zayed, e hanno scoperto che dietro l’omanita c’è l’Iran. Indagine rapidissima: mentre era in volo ci sono state cinque versioni. Poi Netanyahu si è scapicollato all’aeroporto, facendo scortare l’aereo da aerei da guerra. Appena arrivati a Tel Aviv, il tipo, macchiato di sangue, spiega: «Sai, ho preso, così ho dato un pugno». Se non fosse documentato, non ci crederei. Speriamo che non chiamino la Meloni, che fa due balletti e si mette gli occhiali da 007, Già mi immagino lei, seria, con la sigaretta in mano: «Allora ragazzi, vi spiego la mia idea». Signori, che dirvi? In questo spettacolo indecoroso per tutte le democrazie del mondo, è la fine indecorosa di un’era, dove i nostri avi hanno combattuto per nulla. Gli analisti d’intelligence studiano il profilo psicologico e fanno un report, perché devono andare dal capo a dire: «Abbiamo le prove, c’è l’Iran». Guarda il commento che ha fatto cinque anni fa: tipo, «Ma andate a cagare tutti!». Cittadini, datevi una mossa: l’uso dell’arma nucleare non è più un tabù per questi criminali di guerra.
TX-3733

RAF FAIRFORD Andy Burnham accusa l’Iran di un presunto coinvolgimento nell’incidente di RAF Fairford. È questo l’incidente perfetto per costruire una nuova coalizione contro Teheran?

TX-3731

NETANYAHU IN CAMPAGNA ELETTORALE È già partita la gara delle cinque versioni dei fatti. Ora sembra cercare uno scontro geopolitico a qualsiasi costo: basterebbe anche una rissa condominiale con un iraniano.

TX-3725

Eventuali incidenti futuri che coinvolgano aerei o infrastrutture civili, accompagnati da una rapida attribuzione all’Iran prima della conclusione delle indagini, rappresenterebbero un elemento da monitorare con particolare attenzione.

Articoli collegati

ArticoloIran e scenari di attribuzione
Informazioni attribuite a fonti di sicurezza iraniane segnalano la presunta elaborazione, da parte dei servizi israeliani, di scenari destinati a generare un grave incidente nella regione e ad attribuirne successivamente la responsabilità all’Iran. Tra le ipotesi indicate figurerebbero operazioni contro aerei o infrastrutture aeroportuali, con l’obiettivo di provocare un incidente di massa e creare le condizioni per una risposta internazionale contro Teheran. Si tratterebbe di uno scenario riconducibile alla logica delle operazioni sotto falsa attribuzione. La finalità attribuita a questa presunta pianificazione sarebbe la costruzione di un consenso internazionale contro l’Iran, attraverso un evento capace di modificare rapidamente la percezione dell’opinione pubblica e dei governi. In questa prospettiva, i servizi iraniani starebbero concentrando parte delle proprie attività sul monitoraggio e sulla prevenzione di scenari che possano successivamente essere utilizzati per sostenere accuse contro Teheran. Il quadro si inserisce in una fase di crescente pressione sull’aviazione iraniana, caratterizzata da limitazioni e sospensioni dei collegamenti da parte di alcuni Paesi della regione e dall'intensificazione delle misure statunitensi. Parallelamente, risultano ancora attivi collegamenti con diversi Paesi, tra cui Cina, Russia, Turchia, Armenia e Pakistan,Iraq Particolare attenzione viene attribuita alla situazione irachena, dove le restrizioni sui voli iraniani avrebbero provocato proteste e pressioni sul governo. Un ulteriore elemento inserito nella narrativa riguarda un volo sulla tratta Dubai–Tel Aviv, sul quale sono circolate versioni contrastanti: alcune fonti hanno parlato di un tentativo deliberato di provocare lo schianto, mentre altre hanno riferito di una colluttazione a bordo e di un successivo atterraggio d’emergenza in Arabia Saudita. Al momento, le diverse ricostruzioni devono essere considerate separatamente e non costituiscono, da sole, prova di un'operazione coordinata. Dagli incidenti aerei alle accuse di collegamenti con Teheran , potrebbero essere inseriti in una più ampia battaglia narrativa, nella quale la tempestiva attribuzione della nazionalità, dell’origine o del presunto mandante precede talvolta l’accertamento completo dei fatti. La stessa impostazione viene collegata dalle fonti iraniane a precedenti episodi nei quali eventi regionali sarebbero stati utilizzati per costruire consenso contro l’Iran o contro Ansar Allah. La componente centrale della ricostruzione è dunque la possibilità che un singolo incidente venga trasformato rapidamente in un caso geopolitico, attraverso l'attribuzione immediata della responsabilità e la conseguente pressione internazionale. Eventuali incidenti futuri che coinvolgano aerei o infrastrutture civili, accompagnati da una rapida attribuzione all’Iran prima della conclusione delle indagini, rappresenterebbero un elemento da monitorare con particolare attenzione.
TX-3723
Il grande show della settimana: attentati, visite “segrete”, aerei e nazionalità annunciate prima ancora dei fatti. Netanyahu cerca l’Iran anche dove non c’è: prima si costruisce la narrativa, poi si cercano i fatti.

Il grande show della settimana: attentati, visite “segrete”, aerei e nazionalità annunciate prima ancora dei fatti. Netanyahu cerca l’Iran anche dove non c’è: prima si costruisce la narrativa, poi si cercano i fatti.

Articoli collegati

ArticoloIL GRANDE SHOW MEDIATICO DELLA SETTIMANA
Il grande show mediatico delle notizie di questa settimana: da una parte il famoso attentato in Inghilterra, uscito in pompa magna come una grandissima operazione e, come piace dire a Trump e Meloni, **un lavoro fantastico**. Nella narrativa si cerca sempre di mettere dentro l’Iran: si cerca l’iraniano, si cerca il collegamento, si cerca qualcuno da coinvolgere. Poi arriva la **visita segreta di Netanyahu, che tanto segreta non era**, con il racconto dell’incontro con tutti i capi della regione: Arabia Saudita, Qatar, Marocco, Bahrein, Libia e chi più ne ha più ne metta. La visita ad Abu Dhabi è stata confermata, ma il grande vertice con tutti i leader della regione appartiene soprattutto alle varie ricostruzioni circolate. Adesso arriva l’aereo. E anche qui la cosa interessante è il metodo della narrazione: **prima ancora di capire esattamente che cosa sia successo, arriva subito la nazionalità**. Prima i piloti vengono indicati, nelle ricostruzioni israeliane, come russi e ucraini; poi cominciano a circolare altre versioni. E adesso, secondo le ultime ricostruzioni, si parla di un diverbio tra un emiratino e un omanita. Il fatto in sé dovrebbe essere la notizia. Invece sembra diventare fondamentale stabilire **prima di tutto chi è, da dove viene e quale nazionalità ha**. Perché? Perché una volta fissata la nazionalità nella testa dell’opinione pubblica, diventa molto più facile costruire attorno al fatto una narrativa politica. E così un incidente a bordo di un aereo rischia di trasformarsi, ancora prima che siano accertati i fatti, in una storia geopolitica: prima si sceglie il protagonista, poi si cerca la storia da raccontare. E qui torna anche la solita ossessione per l’Iran: basta un aereo, un pilota, una nazionalità o un presunto collegamento e immediatamente parte la ricerca del filo iraniano. Nel frattempo, gli Stati Uniti dalla guerra contro l’Iran sono passati al blocco aereo e alle trattative, mentre hanno completato il disimpegno dall’Iraq. I Paesi del Golfo si trovano davanti a una situazione sempre più complicata, mentre gli Stati Uniti sembrano avere sempre più difficoltà a garantire direttamente la sicurezza regionale. E le negoziazioni con l’Iran? Servono anche a prendere tempo. Promesse che vengono fatte e poi rimesse in discussione, un po’ come accade nelle trattative di Trump: si mettono le sanzioni sul tavolo, durante la negoziazione si dice che potrebbero essere tolte e, alla fine, non è detto che arrivi nulla. La domanda che ormai viene spontanea è questa: Chi ha ingaggiato Israele, e il disperato Netanyahu, a cercare l’incidente in un altro Paese per creare le condizioni per un nuovo attacco?
TX-3587

YEMEN: Israele e Arabia Saudita hanno fornito informazioni fuorvianti sugli Houthi. Trump, dopo aver ordinato i preparativi, ha bloccato gli attacchi all’ultimo momento.

Articoli collegati

ArticoloTRUMP BLOCCA ALL’ULTIMO MOMENTO GLI ATTACCHI AGLI HOUTHI DOPO LE PRESSIONI SAUDITE E LE INFORMAZIONI FUORVIANTI
Israele e Arabia Saudita hanno fornito a Washington informazioni fuorvianti sulla minaccia rappresentata dagli Houthi, contribuendo a spingere l’amministrazione Trump verso la preparazione di attacchi aerei. Giovedì, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha nuovamente sollecitato Trump a intervenire contro Ansarallah. Trump ha quindi ordinato al Pentagono di preparare l’operazione, ma domenica, all’ultimo momento, ha cambiato decisione, bloccando gli attacchi almeno per il momento. La scelta sarebbe maturata anche alla luce delle forti perplessità espresse da esponenti della sua cerchia ristretta circa l’efficacia e i rischi di un coinvolgimento militare statunitense.
TX-3099

GLI ATTACCHI STATUNITENSI E SAUDITI ALLE MILIZIE FILO-IRANIANE IN IRAQ SEGUONO OPERAZIONI SOTTO FALSA BANDIERA ORGANIZZATE DA ISRAELE. DA QUI IL LANCIO DI MISSILI IRANIANI SULLA GIORDANIA.

TX-2779

Prestare attenzione ai siti di tipo Archive Genocide. Utilizzano tecniche OSINT avanzate e invasive per raccogliere informazioni. Le persone oggetto di queste attività non appartengono al collettivo palestinese, sono soggetti estranei al contesto.

Prestare attenzione ai siti di tipo Archive Genocide. Utilizzano tecniche OSINT  avanzate e invasive per raccogliere informazioni. Le persone oggetto di queste attività non appartengono al collettivo palestinese, sono soggetti estranei al contesto.
TX-2457Thread 2

L'Iran sostiene che il bombardamento dell'aeroporto del Kuwait sia stata una false flag. Secondo Teheran, l'operazione era diretta esclusivamente contro basi e obiettivi militari statunitensi

Apri per vedere l'intero thread collegato.

✦ Leggi tutto il thread →
TX-2444Thread 2

Danni all'aeroporto del Kuwait dopo la risposta missilistica iraniana

TX-2401Thread 2

Il presidente Vladimir Putin afferma che il drone che ha colpito la Romania ieri non era russo, ma ucraino.

Apri per vedere l'intero thread collegato.

✦ Leggi tutto il thread →
TX-2397Thread 2

Meloni deve muoversi con prudenza sul caso del "drone russo" . In Italia esistono ambienti economici e gruppi di pressione favorevoli a un’accelerazione del riarmo, e il rischio di operazioni opache o narrative strumentali non può essere ignorato.

TX-2393Thread 3

Il drone precipitato in Romania potrebbe essere stato parte di una possibile operazione false flag finalizzata ad attribuire la responsabilità alla Russia.

Apri per vedere l'intero thread collegato.

✦ Leggi tutto il thread →
TX-2392Thread 3

Il Ministero della Difesa della romania ha diffuso un comunicato ufficiale in cui conferma che il velivolo precipitato a Galati proveniva dagli attacchi della Federazione Russa contro l'Ucraina

TX-2390Thread 3

Un drone avrebbe colpito il territorio della Romania, Paese membro della NATO, nei pressi della città orientale di Galați

TX-2380

Le trattative sono una farsa. La guerra non è finita: è cambiata forma. Provocazioni a Hormuz, navi sequestrate, droni clandestini, disinformazione totale. L'arte della guerra oggi è questa.

Articoli collegati

ArticoloLa guerra che non si chiama guerra
Le trattative tra USA e Iran sono una farsa. Mentre i diplomatici parlano, i militari agiscono. Gli americani continuano a rifornire armi, esercitano pressioni sugli iracheni per lo smantellamento delle milizie filo-iraniane bombardano Libano, moltiplicano le provocazioni nello Stretto di Hormuz con operazioni navali clandestine. Al confine con il Kurdistan ci sono invasioni di campo che nessun telegiornale racconta. La strategia è cambiata. Non più bombardamenti, non più attacchi militari dichiarati. Ora si lavora per destabilizzare l'Iran dall'interno: false informazioni, false trattative, false tregue. Una disinformazione totale costruita per logorare senza lasciare impronte. La guerra non è finita.
TX-2231

Fondazioni, stipendi, polizia e giornalisti al servizio di un sistema di controllo digitale. Chi parla di Palestina finisce su liste di proscrizione.

Articoli collegati

ArticoloNazismo digitale: fondazioni, provocatori e liste di proscrizione contro chi parla di Palestina
I governi di diversi paesi europei, tra cui l'Italia, stanno diffondendo circolari interne e linee guida operative sul contrasto all'antisemitismo online. Questo è il contesto in cui si muove un meccanismo ben più complesso e preoccupante, che riguarda direttamente chiunque utilizzi i social media per esprimere opinioni sul conflitto in corso in Medio Oriente. Esistono soggetti pagati, operativi su tutte le principali piattaforme, il cui compito specifico è provocare reazioni. Non si tratta di singoli individui animati da convinzioni personali: si tratta di lavoratori stipendiati, che svolgono questa attività come una professione vera e propria, con orari, obiettivi e retribuzioni. Il denaro arriva attraverso fondazioni private, spesso registrate come organizzazioni no-profit o culturali, che ricevono finanziamenti da soggetti istituzionali e li girano a chi svolge il lavoro di provocazione online. Il sistema delle fondazioni funziona da schermo: chi paga non appare, chi esegue può sempre rivendicare la propria autonomia. In questo ecosistema operano anche giornalisti e opinionisti che, negando sistematicamente l'evidenza dei fatti documentati, alimentano il clima di polarizzazione necessario affinché le provocazioni producano risultati. Negare l'evidenza è parte del business: più scandalosa è la negazione, più forte è la reazione, più utile è il materiale raccolto. Il metodo operativo è semplice. I provocatori pubblicano contenuti che minimizzano la morte di civili e di bambini, attendono che qualcuno risponda in modo incontrollato, e quella risposta emotiva diventa il materiale su cui costruire una denuncia. Ma c'è un elemento ulteriore che rende questo sistema particolarmente grave: le autorità di polizia vengono coinvolte in questo processo, spesso senza nemmeno rendersene pienamente conto, svolgendo gratuitamente un lavoro di sorveglianza e segnalazione che serve interessi privati. Le forze dell'ordine diventano così uno strumento operativo di un sistema che ha origini e finalità ben lontane dalla tutela dell'ordine pubblico. Il risultato concreto di questo meccanismo sono le liste di proscrizione. Profili schedati, nominativi raccolti, persone etichettate come pericolose o antisemite sulla base di commenti provocati ad arte. Queste liste circolano, vengono condivise tra organizzazioni, utilizzate per segnalazioni, dossier, richieste di rimozione di contenuti, e in alcuni casi per procedimenti penali. È una forma di controllo sociale che non ha nulla da invidiare ai meccanismi più bui della storia: un nazismo digitale, dove la schedatura non avviene con timbri e carte bollate ma con algoritmi e piattaforme OSINT acquistate da chi ha un interesse diretto nell'esito. La difesa è la consapevolezza. Chi esprime solidarietà con il popolo palestinese, chi documenta crimini di guerra, chi critica le politiche di un governo straniero ha il pieno diritto di farlo. Ma deve farlo sapendo che dall'altra parte c'è un sistema organizzato, finanziato e professionale, che aspetta lo scivolone. Non rispondere agli insulti. Non raccogliere le provocazioni. Non perdere il controllo davanti a chi nega l'evidente per mestiere. Documentare, analizzare, ragionare con lucidità: sono le uniche armi che questo sistema non riesce a processare.
TX-2142Thread 3

Israele intercettore lanciato contro stormo di uccelli Nessun drone yemenita su Eilat ieri.

Apri per vedere l'intero thread collegato.

✦ Leggi tutto il thread →
TX-2130Thread 3

Drone Yemen attendere conferma Nessuna rivendicazione yemenita ufficiale. Senza conferma possibile operazione sotto false flag orchestrata da Israele.

Scorri per altri