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Negoziati

Tutti i messaggi di Silent People marcati con il tag Negoziati: cronologia completa, aggiornamenti e thread collegati, dal piu recente al piu vecchio.

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TX-3354

Il Segretario al Tesoro degli USA ammette indirettamente che l’Iran non intende tornare al tavolo dei negoziati, contrariamente a quanto sostenuto da Trump.

TX-3282

Trump chiede aiuto a Mosca sull’Iran, "ma manda il capo della CIA a intimare alla Russia di non toccare la NATO ? " Una contraddizione clamorosa che rischia di alimentare tensioni e guerra.

TX-3271Thread 3

Il capo della CIA è volato a Mosca per chiedere alla Russia di fare pressione sull’Iran per aprire Hormuz, minacciando sanzioni. Mosca ha respinto la richiesta e rassicurato Teheran.

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TX-3270Thread 3

La Russia ha respinto la richiesta degli Stati Uniti di esercitare pressioni sull’Iran!

TX-3269

Gli USA parlano di “massima pressione economica” sull’Iran, ma dietro la propaganda trattano indirettamente con Teheran attraverso l’Oman. La guerra sembra ormai spostarsi sul piano diplomatico.

TX-3266Thread 3

IL DIRETTORE DELLA CIA In russia PER CHIEDERE UN CESSATE IL FUOCO in IRAN . NELLO STESSO TEMPO WASHINGTON CONTINUA A LAVORARE ALLA DESTABILIZZAZIONE INTERNA DELL'IRAN.

TX-3265

L’Iran conosce le vulnerabilità economiche, politiche e strategiche del Pakistan e sta cercando di sfruttarle per aumentare la propria influenza su Islamabad ?

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ArticoloPakistan, la richiesta di 10 miliardi agli Stati Uniti rivela tutte le fragilità di Islamabad
La richiesta del Pakistan agli Stati Uniti di una facility da 10 miliardi di dollari per sostenere la propria valuta mette in evidenza una realtà molto più problematica di quanto possa apparire. Islamabad si trova stretto tra debito, riserve finanziarie limitate e forte dipendenza dai partner esterni. Il Paese deve continuare a gestire miliardi di dollari di debiti a breve termine verso Arabia Saudita, Cina e Kuwait, mentre la propria economia rimane vulnerabile alle oscillazioni del petrolio, alla crisi valutaria e alle tensioni regionali. La vera criticità è che il Pakistan rischia di trovarsi dipendente contemporaneamente da più potenze. Ha bisogno della Cina, dei Paesi del Golfo e del FMI, ma ora cerca anche una garanzia finanziaria americana. Questo riduce il suo margine di autonomia e lo costringe a muoversi continuamente tra interessi geopolitici contrapposti. C'è poi la questione iraniana. Il ruolo di Islamabad nei colloqui con Teheran potrebbe aver rafforzato il peso diplomatico del Pakistan, ma sarebbe un errore interpretare questo, Il rischio, per Islamabad, è quello di sopravvalutare il proprio nuovo peso diplomatico. Il problema più grave, però, è interno: 10 miliardi di dollari possono offrire ossigeno, ma non risolvono le debolezze strutturali dell'economia pakistana. Se il Paese continua a finanziare la propria stabilità attraverso prestiti e garanzie esterne, la crisi viene semplicemente rimandata. Il Pakistan sta quindi cercando di trasformare la propria posizione strategica in una fonte di sostegno finanziario. Ma la domanda fondamentale rimane: sta diventando più indipendente oppure sta semplicemente sostituendo una dipendenza con un'altra?
TX-3259

Le sanzioni USA rischiano di colpire anche le economie che commerciano con Teheran. Se lo strangolamento non piegherà l’Iran, la pressione potrebbe trasformarsi in escalation. I prossimi 20 giorni saranno decisivi.

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ArticoloLA GUERRA DELLO STRANGOLAMENTO
I grandi strateghi americani sanno perfettamente che le sanzioni, da sole, difficilmente piegheranno l’Iran. Il vero problema è che lo strangolamento economico non colpisce soltanto Teheran: colpisce l’intera rete regionale che per anni ha commerciato con l’Iran, direttamente o attraverso intermediari e circuiti opachi. Il petrolio iraniano non scompare perché Washington lo sanziona: cambia bandiera, rotta, intermediario e sistema di pagamento. La Cina rimane il principale acquirente e una parte rilevante dei traffici passa attraverso reti difficili da controllare. Ed è qui che la strategia diventa pericolosa. Se lo strangolamento economico non produce la resa di Teheran, Washington sarà costretta a scegliere tra un accordo e un'escalation. Il rischio è che un incidente venga utilizzato per trasformare una guerra regionale in un confronto più ampio. La lezione della guerra in Ucraina è brutale: lo strangolamento può logorare, ma può anche costringere l’avversario a combattere ancora più duramente. Noi lo diciamo adesso: i prossimi venti giorni saranno decisivi. Se la pressione economica comincerà a trasferirsi violentemente sui prezzi dell’energia, sulla sostenibilità finanziaria e sulle economie più fragili, soprattutto nei Balcani, la crisi potrebbe assumere una dimensione europea. La resilienza iraniana non si misura con l’orologio occidentale. Sessanta giorni possono essere una scadenza diplomatica per Washington; non necessariamente lo sono per Teheran. E quando la pressione supera la soglia della sostenibilità, arriva il momento più pericoloso: quello in cui le potenze non scelgono più tra vittoria e compromesso, ma tra azzardo e perdita di credibilità.
TX-3258

Teheran detta le condizioni: beni congelati sbloccati, fine della guerra regionale e nessun negoziato sul nucleare. Islamabad sa che non può giocare storto. L’Iran tratta dalla resilienza.

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ArticoloL’IRAN TRATTA DA UNA POSIZIONE DI RESILIENZA
Come avevamo indicato ieri, il punto della trattativa è ormai chiaro: Teheran non intende cedere sul terreno imposto dagli altri, ma pretende che siano le condizioni iraniane a costituire la base dell’eventuale accordo. Le richieste iraniane sono nette: sblocco dei beni congelati, cessazione della guerra sui diversi fronti regionali, compresi Libano e Cisgiordania, e piena attuazione degli impegni previsti dal Memorandum di Islamabad. Sul nucleare, Teheran ribadisce di non voler accettare un negoziato alle condizioni imposte dagli Stati Uniti. E soprattutto c’è Hormuz: l’Iran lega la riapertura dello Stretto all’attuazione delle proprie condizioni e rivendica il diritto di stabilire tempi e modalità della riapertura. Il messaggio a Islamabad è altrettanto chiaro: il Pakistan sa che la situazione è critica e che non può giocare su due tavoli senza rischiare di perdere la propria funzione di mediatore. Teheran sta giocando una partita diversa: non quella della forza immediata, ma quella della resilienza. Resistere, mantenere le proprie leve strategiche e trasformare il tempo in uno strumento negoziale. È questa la vera partita: chi riuscirà a sopportare più a lungo il costo dello stallo senza essere costretto a cedere.
TX-3249Thread 2

Trump affida al Pakistan un nuovo canale con Teheran: Asim Munir sarà a Teheran per rilanciare la mediazione. Il piano di strangolamento dell’Iran è già fallito

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TX-3247Thread 2

Esiste una trattativa informale tra Stati Uniti e Iran, condotta nel silenzio più totale, che prenderà forma entro 72 ore. La speranza è che l'amministrazione USA non abbia colpi di testa. Perché il prezzo di un'iniziativa fuori tempo è già scritto.

TX-3245

Dopo la visita a Baghdad del presidente del Parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf, l’Iran ha autorizzato il passaggio di diverse petroliere irachene attraverso lo Stretto di Hormuz, in seguito a ripetute richieste da parte di Baghdad.

TX-3235

Scott Bessent, segretario al Tesoro USA, annuncia nuove sanzioni contro l’Iran, sostenendo che le misure di isolamento economico senza precedenti mirano a indebolire il regime di Teheran.

TX-3229

TRUMP DICHIARA DI AVER INTERROTTO LE TRATTATIVE CON L'IRAN. TEHERAN NON RICONOSCE ALCUN CANALE NEGOZIALE APERTO.

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ArticoloCON CHI STAVA TRATTANDO
Ogni giorno che passa Trump è più disperato. Sostiene di aver chiesto di smettere di trattare con l'Iran. La domanda è semplice: con chi stava trattando. A noi viene il dubbio che non trattasse con nessuno. Con i suoi intermediari, forse. Con gli immobiliaristi. Con gli stupratori. Ecco, ve lo diciamo noi: con Teheran non c'è nessun intermediario, perché nessuna persona seria prende sul serio Trump. Solo Giorgia Meloni è convinta di essere la femme fatale. In Italia sono convinti che le informazioni dell'intelligence israeliana siano vere. In realtà Israele conduce una guerra per procura per conto degli Stati Uniti contro l'Europa, una specie di guerra cognitiva. Gli americani non possono lasciare Israele alla berlina: è un asset economico del petroldollaro, ed è tutto un comparto militare truffaldino che alimenta la ricchezza delle lobby negli Stati Uniti. Lobby che, per ripararsi dalla magistratura e dalle indagini, si definiscono israeliane. Un po' come durante la Seconda guerra mondiale, quando molti nazisti si dichiararono ebrei per sfuggire alle persecuzioni giudiziarie. Nel frattempo le transazioni in dollari tra Russia e Cina stanno diminuendo drasticamente, gli assegni tornano indietro, e a Washington cominciano a sentire l'affanno. L'Europa tace, corrotta. Qualcuno azzarda canali riservati con l'Iran. Ma i mercenari senza patria, credenti nel dio dollaro, vogliono far credere all'Europa e alla politica che esiste una minaccia terroristica, una guerra cognitiva che arriva fino alle stanze del potere. E da noi ci credono pure. Qui la domanda diventa un'altra: perché ci credono. Perché hanno paura di cambiare stile di vita. Sanno che la terra trema sotto i loro piedi, ma restano lì, codardi e traditori della patria, pronti a scappare al momento opportuno lasciando che la povera gente si linci da sola per un pezzo di pane. E purtroppo la gente non impara mai, perché queste cose sono sempre successe e la memoria è talmente corta da non ricordare più nemmeno i nonni che hanno sacrificato la vita. Il più grande tradimento della storia democratica si sta consumando oggi, davanti a tutti. È la fine dell'impero democratico.
TX-3178

Uno dei nodi tra USA e Iran riguarda i pagamenti per il transito nello Stretto di Hormuz: Teheran rivendica autonomia nella scelta della valuta, mentre Washington punta a preservare il ruolo del dollaro.

TX-3145

Il Qatar ha presentato una proposta diplomatica volta a rinviare di 72 ore un'eventuale operazione militare. Secondo la stessa fonte, la proposta è stata respinta dalle autorità iraniane.

TX-3096

TRUMP ANNUNCIA IL RISARCIMENTO DELLE NAVI DANNEGGIATE CON BENI IRANIANI CONGELATI. L'IRGC RISPONDE MINACCIANDO IL BLOCCO DI HORMUZ A CHI ADERIRA' ALLA PROPOSTA.

TX-3076Thread 4

Iraq | Dopo la smentita di Baghdad sulla presunta proposta USA all'Iran, il governo ha disposto il dispiegamento dell'esercito nelle aree di Baghdad dove operano milizie filo-iraniane.

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TX-3058Thread 4

La smentita dell'ufficio del premier iracheno alimenta i dubbi su una trattativa che, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe naufragata.

TX-3057Thread 4

Iraq | L'ufficio del primo ministro smentisce il New York Times: "Priva di fondamento" la notizia secondo cui l'Iran avrebbe respinto una proposta di cessate il fuoco USA consegnata da Ali al-Zaidi.

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