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Il falso bombardamento agli Emirati era una false flag. Pakistan, Arabia Saudita, tutto il Golfo all'ONU per la navigabilità di Ormuz: una catena di reazioni organizzate. Il presidente iraniano non ha bombardato nessuno. È semplice.
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ArticoloLa false flag di Ormuz e la corsa al diritto di navigazione
Il bombardamento agli Emirati non è avvenuto. Era una false flag, costruita con supporto mediatico e logistico per produrre una catena di reazioni calcolate.
La reazione è arrivata puntuale. Il Pakistan reagisce, l'Arabia Saudita ha preso posizione, tutti i paesi del Golfo hanno presentato all'ONU una richiesta di discussione con USA . L'obiettivo è ottenere un appiglio giuridico sulla cosiddetta navigabilità dello stretto di Ormuz, cioè far entrare nel diritto internazionale il controllo di un passaggio nelle acque iraniane.
Le dichiarazioni, le prese di posizione che si sono susseguite nelle ultime ore fanno parte dello stesso schema. Non sono reazioni spontanee a un evento costruito . Sono i movimenti di una partita già scritta prima.
Il presidente iraniano non ha litigato con nessuno perché non ha bombardato nessuno.