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Drone

Tutti i messaggi di Silent People marcati con il tag Drone: cronologia completa, aggiornamenti e thread collegati, dal piu recente al piu vecchio.

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Droni iraniani Shahed-136 stanno colpendo postazioni nel Kurdistan iracheno.

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Segnalato l’abbattimento di un drone saudita sopra Sana’a, la capitale yemenita.

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attacco iraniano con droni ha colpito Erbil, nel Kurdistan iracheno.

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Violenti scontri al confine tra Sudan ed Etiopia, in direzione di Sherarina, nel Tigray occidentale. Forze stanziate in Sudan tentano di attraversare il confine e attaccare le postazioni etiopi.

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Esplosioni nello Stretto di Hormuz e a Erbil!

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Sistemi di difesa aerea attivati ​​a Riyad

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attività della difesa aerea a Isfahan

TX-3701Thread 2

Basi curde nel nord dell’Iraq sotto attacco: segnalati droni e missili iraniani.

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TX-3700Thread 2

Un lancio di missili è stato segnalato in direzione di Erbil, nel nord dell’Iraq.

TX-3644

Meloni sostiene che la battuta sulla gonna di Tajani le sia uscita male. Ma il drone contro i militari italiani, invece, le è uscito bene?

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ArticoloPer capire perché Giorgia Meloni non sia andata all’ONU
Dobbiamo risalire a circa una settimana prima, quando Ansar Allah ha inviato un messaggio di minaccia all’Italia, richiamando l’attenzione sulla presenza di aerei da guerra nella regione. Ormai i messaggi si lanciano con i missili, perché nessuno si fida più delle parole. E così Ansar Allah passa ai fatti. Pochi giorni prima, in Italia, le dichiarazioni di Crosetto erano state molto nette: «Noi non aspettiamo nessuno e non aspettiamo i tempi della burocrazia. Andiamo lì e scortiamo le navi italiane: le facciamo passare noi attraverso lo Stretto». La questione nasceva dagli statunitensi: Washington sosteneva di aver raggiunto un accordo segreto con gli Houthi per consentire il passaggio delle navi americane attraverso lo Stretto. Gli italiani, in qualche modo, hanno deciso di portarsi avanti, cercando di aprire la strada anche agli europei. Ma nessuno li ha seguiti. L’iniziativa di Crosetto richiama, per certi aspetti, quanto accaduto sul fronte yemenita, dove l’Arabia Saudita avrebbe dato inizio a una nuova escalation militare bombardando l’aeroporto in Yemen mentre stava atterrando un aereo iraniano messo a disposizione per il funerale di Khamenei. Una decisione che solleva interrogativi sulla rottura della tregua con Ansar Allah. Perché Bin Salman ha deciso di rompere una tregua che, pur tra molte difficoltà, aveva contribuito a contenere il conflitto? E soprattutto: Trump ha chiesto a Bin Salman di rompere la tregua? L’obiettivo era forse quello di coinvolgere la Turchia nel conflitto, facendo leva sugli accordi della Mecca? E Giorgia Meloni si è prestata a questo disegno oppure, nel tentativo di ritagliarsi una vittoria elettorale e geopolitica, ha cercato inutilmente di trascinare in guerra l’intera Europa? Sono interrogativi che meritano risposte, perché le conseguenze di queste iniziative potrebbero andare ben oltre le intenzioni dei loro promotori. Poi arriva la botta. BOOM. Un drone colpisce una base in cui sono presenti aerei italiani. Immediatamente viene diffusa un’agenzia per precisare che non ci sono stati morti. Sono momenti concitati, in cui a Roma cercano di capire che cosa sia successo e perché sia stato lanciato quel drone. A quel punto cominciano a trapelare notizie di contatti con gli Houthi, i quali avrebbero chiarito di non avere nulla contro l’Italia. Dunque, tutto a posto. La faccenda è chiusa. Ma un momento: perché è stato lanciato un drone? Su questo, a quanto pare, non è dato sapere. Il problema è che a Roma sembrano avere difficoltà a leggere e comprendere il contesto. È vero che gli Houthi hanno inviato una lettera nella quale affermano di non essere interessati a una guerra con l’Italia. Ma pongono anche una domanda precisa: «Perché siete lì con gli aerei da guerra e i radar?». Nel contesto yemenita, questa domanda contiene una trappola politica e strategica che Roma finge di non vedere, oppure non comprende. Noi propendiamo per la seconda ipotesi. Il ragionamento degli yemeniti è semplice: se viene lanciato un drone contro una presenza militare italiana, è perché quella presenza viene considerata parte di un dispositivo che fornisce supporto, anche attraverso i radar, all’Arabia Saudita, impegnata nei bombardamenti contro lo Yemen. Non siete certo lì per fare una vacanza. La decisione degli Houthi di non rispondere immediatamente con un’azione militare più decisa contro l’Italia va letta, dunque, anche come una scelta politica. La lettera contiene un messaggio preciso: «Noi non siamo in guerra con l’Italia». Ma questo non significa che Roma possa considerare la questione definitivamente chiusa. Il messaggio contiene anche un avvertimento: se l’Italia dovesse entrare direttamente in guerra contro Ansar Allah, la risposta potrebbe essere militare. In altre parole, gli Houthi stanno comunicando di non voler aprire un conflitto con Roma, ma anche di essere pronti a reagire qualora fosse l’Italia a scegliere la strada dello scontro. Una distinzione che a Roma farebbero bene a comprendere: non essere in guerra oggi non significa essere al riparo da una guerra domani. E l’Italia pensa di poter gestire la vicenda come nel caso Paragon: non rispondere a nessuno, nella speranza che tutto venga dimenticato. Ma questa volta è intervenuto anche il ministro degli Esteri iraniano. Durante l’incontro con Tajani, mentre il ministro italiano esponeva le proprie considerazioni, il suo omologo iraniano gli avrebbe ricordato, con un sorriso: Nel vostro Paese ci sono basi statunitensi dalle quali partono mezzi utilizzati per bombardarci. Inoltre, i Paesi europei aiutano gli Stati Uniti fornendo informazioni utili agli attacchi contro l’Iran. Sappi che quelle basi sono considerate obiettivi iraniani. Tajani, messo di fronte alla questione, avrebbe reagito borbottando tra sé e sé, mentre a Roma si decretava il ritorno al nucleare. Dopo tutte queste figuracce, Meloni si ritrova sempre più isolata e, secondo alcune letture dell’ambiente diplomatico, persino oggetto di derisione. Con Trump i rapporti sarebbero ai ferri corti, mentre in Europa faticano a comprenderne le mosse. Per un calcolo politico, Meloni, andando all’ONU, dovrebbe incontrare Netanyahu. E anche questo ha influito: in vista delle elezioni, una foto insieme a lui potrebbe trasformarsi in un disastro politico e avere un costo elettorale molto alto. Nell’ambiente diplomatico circola inoltre l’accusa secondo cui Meloni giochi spesso di sponda e metta ostacoli agli altri. Una reputazione che, secondo questa ricostruzione, avrebbe ormai compromesso la fiducia nei suoi confronti, persino in Libia. Il quadro che emerge è quello di un’Italia che cerca di ritagliarsi uno spazio autonomo sul piano militare e diplomatico, ma che rischia di trovarsi sola proprio nel momento in cui le tensioni regionali aumentano. Ricapitolando: l’Italia sembra non aver compreso che le proprie scelte, considerate irresponsabili dai suoi avversari, possono mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini italiani per interessi particolari. Ci auguriamo che la magistratura faccia chiarezza e accerti eventuali responsabilità dei nostri rappresentanti istituzionali e politici. Perché questo banditismo politico non porterà a nulla di buono.
TX-3583Thread 2

L’IRGC ha lanciato cinque missili balistici contro una struttura del Mossad nei pressi dell’aeroporto di Erbil, dove si sarebbe tenuta una riunione operativa.

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TX-3570Thread 2

attacco con drone a Erbil

TX-3552

Nuovi attacchi di Ansar Allah contro l’Arabia Saudita

TX-3547

ABBATTUTO DRONE USA MQ-9 REAPER dall'iran isola di Qeshm

TX-3540Thread 6

Ansar Allah mostra le immagini di quello che sostiene essere l’abbattimento di un F-15 saudita. Un monito ai Paesi arabi? E torna la domanda: perché sono stati lanciati allarmi, ancora da verificare, su presunti attacchi ai luoghi sacri?

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TX-3538Thread 6

Arabia Saudita chiede aiuto al mondo arabo ed europeo, ma restano domande: perché questa guerra? Perché il ritiro delle forze? E perché colpire l’aeroporto mentre atterrava un volo iraniano?

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ArticoloLa sceneggiata dell’Arabia Saudita e le domande senza risposta
La ridicola sceneggiata dell’Arabia Saudita sembra essere arrivata a un punto paradossale: Riyadh chiede con urgenza l’intervento della comunità araba, proprio mentre quella stessa comunità non è riuscita a trovare un’azione comune per i palestinesi. E ora, invece, si pretende che siano gli altri Paesi arabi a intervenire per difendere il suo petrolio e i suoi interessi strategici. Nel frattempo, circolano accuse e ricostruzioni che attribuiscono ad Ansar Allah l’intenzione di colpire luoghi sacri. Ma, al di là della propaganda e delle notizie non verificate, rimangono sul tavolo altre questioni che meritano risposte. Secondo diverse ricostruzioni, circa mille mezzi blindati e ingenti quantità di armamenti sarebbero stati abbandonati in Yemen dalle forze e dai mercenari sostenuti dalla coalizione, mentre molti combattenti si sarebbero ritirati lasciando sul terreno equipaggiamenti e mezzi militari. E poi c’è una domanda che continua a circolare nei corridoi diplomatici e politici: perché l’Arabia Saudita avrebbe bombardato la pista dell’aeroporto internazionale proprio mentre era previsto l’atterraggio di un aereo iraniano? Perché? Perché è stata intrapresa questa guerra? Perché una parte delle forze impegnate sul terreno si sarebbe ritirata? E perché oggi Riyadh chiede il sostegno e l’intervento di altri Paesi, compresi quelli europei? Sono domande che continuano a ripetersi: perché, perché e ancora perché? Finché non arriveranno risposte chiare e documentate, resterà il dubbio su quali siano realmente gli obiettivi di questa escalation e su chi, alla fine, sarà chiamato a pagarne il prezzo.
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Le difese aeree iraniane hanno abbattuto un drone statunitense MQ-9 Reaper sull’isola di Qeshm.

TX-3534Thread 6

Ansar Allah annuncia di aver preso di mira un velivolo F-15.

TX-3533Thread 6

L’Arabia Saudita ha diramato un allarme sulla Mecca, nel tentativo di creare la percezione che la città fosse sotto attacco.

TX-3531Thread 6

Notizia non confermata: si segnala l’abbattimento di un F-15 nella zona di Marib, in Yemen. Ascolto radio

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