Tag

Spacciatore di narrazione

Tutti i messaggi di Silent People marcati con il tag Spacciatore di narrazione: cronologia completa, aggiornamenti e thread collegati, dal piu recente al piu vecchio.

Torna al feed
TX-3871

Trump comincia a dare i numeri, con dichiarazioni sempre più strane nel tentativo di calmare le Borse: prima sul Venezuela, poi sullo Stretto di Hormuz e adesso su Yanbu, in Arabia Saudita. Ma i conti non tornano.

TX-3832

Il Pakistan ha definito «fake news» il rapporto del New York Times sull’impiego di caccia pakistani nelle operazioni contro il movimento yemenita Ansarullah.

TX-3802

Trump alza la tensione minacciando un attacco terrestre contro l’Iran. Secondo questa analisi, si tratta di una pressione politica e psicologica: l’Iran non cederà e la pressione economica è fallita.

Articoli collegati

ArticoloTrump alza la tensione: minacce, interessi e guerra psicologica contro l’Iran
Trump alza la tensione sostenendo di voler condurre un attacco terrestre in Iran. In realtà, è solo una pagliacciata: vuole far credere a quei poveri proxy che sia in corso l'organizzazione di un'operazione militare. Le tensioni servono alla sua campagna elettorale, a Israele, ai mercati finanziari e a giustificare l'aumento dei prezzi. Tecnicamente, l'unica opzione rimasta agli Stati Uniti sarebbe quella di sganciare una bomba atomica. L'Iran non cadrà e la pressione economica è fallita. Le società segrete hanno abbandonato gli Stati-nazione, lasciando la politica ufficiale e creando una propria politica informale.
TX-3749

Un attentatore suicida avrebbe tentato di farsi esplodere alla Mecca, in Arabia Saudita. Attenzione: il video che sta circolando sull'attentato alla Mecca è vecchio. Al momento non abbiamo ancora alcuna certezza che il fatto sia realmente avvenuto.

TX-3723
Il grande show della settimana: attentati, visite “segrete”, aerei e nazionalità annunciate prima ancora dei fatti. Netanyahu cerca l’Iran anche dove non c’è: prima si costruisce la narrativa, poi si cercano i fatti.

Il grande show della settimana: attentati, visite “segrete”, aerei e nazionalità annunciate prima ancora dei fatti. Netanyahu cerca l’Iran anche dove non c’è: prima si costruisce la narrativa, poi si cercano i fatti.

Articoli collegati

ArticoloIL GRANDE SHOW MEDIATICO DELLA SETTIMANA
Il grande show mediatico delle notizie di questa settimana: da una parte il famoso attentato in Inghilterra, uscito in pompa magna come una grandissima operazione e, come piace dire a Trump e Meloni, **un lavoro fantastico**. Nella narrativa si cerca sempre di mettere dentro l’Iran: si cerca l’iraniano, si cerca il collegamento, si cerca qualcuno da coinvolgere. Poi arriva la **visita segreta di Netanyahu, che tanto segreta non era**, con il racconto dell’incontro con tutti i capi della regione: Arabia Saudita, Qatar, Marocco, Bahrein, Libia e chi più ne ha più ne metta. La visita ad Abu Dhabi è stata confermata, ma il grande vertice con tutti i leader della regione appartiene soprattutto alle varie ricostruzioni circolate. Adesso arriva l’aereo. E anche qui la cosa interessante è il metodo della narrazione: **prima ancora di capire esattamente che cosa sia successo, arriva subito la nazionalità**. Prima i piloti vengono indicati, nelle ricostruzioni israeliane, come russi e ucraini; poi cominciano a circolare altre versioni. E adesso, secondo le ultime ricostruzioni, si parla di un diverbio tra un emiratino e un omanita. Il fatto in sé dovrebbe essere la notizia. Invece sembra diventare fondamentale stabilire **prima di tutto chi è, da dove viene e quale nazionalità ha**. Perché? Perché una volta fissata la nazionalità nella testa dell’opinione pubblica, diventa molto più facile costruire attorno al fatto una narrativa politica. E così un incidente a bordo di un aereo rischia di trasformarsi, ancora prima che siano accertati i fatti, in una storia geopolitica: prima si sceglie il protagonista, poi si cerca la storia da raccontare. E qui torna anche la solita ossessione per l’Iran: basta un aereo, un pilota, una nazionalità o un presunto collegamento e immediatamente parte la ricerca del filo iraniano. Nel frattempo, gli Stati Uniti dalla guerra contro l’Iran sono passati al blocco aereo e alle trattative, mentre hanno completato il disimpegno dall’Iraq. I Paesi del Golfo si trovano davanti a una situazione sempre più complicata, mentre gli Stati Uniti sembrano avere sempre più difficoltà a garantire direttamente la sicurezza regionale. E le negoziazioni con l’Iran? Servono anche a prendere tempo. Promesse che vengono fatte e poi rimesse in discussione, un po’ come accade nelle trattative di Trump: si mettono le sanzioni sul tavolo, durante la negoziazione si dice che potrebbero essere tolte e, alla fine, non è detto che arrivi nulla. La domanda che ormai viene spontanea è questa: Chi ha ingaggiato Israele, e il disperato Netanyahu, a cercare l’incidente in un altro Paese per creare le condizioni per un nuovo attacco?
TX-3689

ESISTE UN MERCATO DOVE EX FUNZIONARI PUBBLICI RIVENDONO AI PRIVATI LA CONOSCENZA ACQUISITA NEGLI APPARATI. NON VENDONO UN SERVIZIO: VENDONO CIO' CHE NON ERA LORO.

Articoli collegati

ArticoloIL MERCATO DEGLI ANALISTI
Esiste un mercato. Si vendono analisti, si vendono valutazioni, si vende la conoscenza che apparteneva agli Stati. E si vende sotto il marchio della democrazia, che è il più redditizio di tutti perché nessuno ne chiede mai il prezzo. È un mercato poco conosciuto, e i protagonisti sono gli ex istituzionali. Sono coloro che hanno lavorato per lo Stato e si sono appropriati della conoscenza di informazioni sensibili, di proprietà dello Stato, per poi proporsi, una volta in pensione, come fornitori alle società private. Non vendono un servizio: vendono qualcosa che non hanno pagato e che non era loro. C'è chi vende piattaforme di voyeurismo, intercettazioni illegali, sistemi OSINT, contatti. Apre la sua academy, e nel giro di tre anni fallisce. E ci risulta che operino procacciatori d'affari specializzati: cercano persone vicine alla pensione e offrono loro posti da dirigente in società che vogliono usarne il nome per rivendere prodotti di dubbia legalità e di dubbia efficacia. È un mercato dove ciò che si vende non è un prodotto, ma la credibilità che quel nome portava con sé quando era pubblico. E quando quella credibilità si esaurisce, si cambia nome e si ricomincia. Il denaro che lo alimenta viene da banche, fondi di investimento speculativi e da tutto quel mercato del marchio perfetto, dove un prodotto che costa dieci dollari viene venduto, grazie al marchio, da cinquanta a cento volte tanto. Gli stessi che controllano materie prime ed energia investono in giornalismo investigativo, in fondazioni. Poi arriva l'amministrazione Trump e tutto quell'apparato di associazioni e fondazioni viene messo da parte in modo piuttosto duro, dal giorno alla notte. Al loro posto entrano le intelligenze artificiali, vengono sostituiti gli analisti, molti professionisti vengono accantonati. Ha licenziato chi sapeva leggere e ha tenuto la macchina che nessuno sa leggere. Vengono però finanziati giornalisti che diventano spacciatori di narrative: in tutto il mondo il mercato dice le stesse frasi, ha gli stessi sorrisi, le stesse posture. Di colpo sembra che si siano messi tutti d'accordo. Ci risulta che vengano stilate liste di proscrizione sui giornalisti non allineati, che non vengono più chiamati e a cui non vengono rinnovate le consulenze. E che contro chi si ribella vengano condotte due diligence illegali, per poi dipingerlo al mondo come filo-Hamas, filorusso, filoiraniano, filo qualcosa. E anticipiamo quello che succederà a questo testo. Esistono sistemi che etichettano gli articoli. Non li leggono: li pescano a strascico e restituiscono un'etichetta. Filorusso. Filoiraniano. Antisistema ecc . L'etichetta si attacca a chi ha scritto e diventa un profilo, che qualcuno consulta prima di una chiamata o di un rinnovo. Sono strumenti illegali venduti sotto la voce sicurezza nazionale. Ma nessuna minaccia è mai stata sventata schedando un giornalista. Servono a sapere in anticipo chi dirà cosa, e a fermarlo prima che lo dica. Ecco perché i giornalisti non scrivono più. Non per paura: perché una frase basta a finire in un archivio che non potranno mai leggere né correggere. Un apparato che smette di analizzare e comincia a catalogare chi scrive ha cambiato mestiere: non produce sicurezza, produce obbedienza.
TX-3619Thread 5

Non esiste alcuna possibilità di raggiungere un accordo con Trump sulla questione iraniana. Le sue dichiarazioni sono propedeutiche a far scendere il prezzo del petrolio in vista di un eventuale attacco.

Apri per vedere l'intero thread collegato.

✦ Leggi tutto il thread →
TX-3614Thread 5

Trump ha chiesto alle nazioni arabe di convincere il presidente iraniano a incontrarlo.

TX-3613Thread 5

Questa foto mostra la nuova strategia di Trump, basata sulle cosiddette «minacce ibride» nei confronti dell’Iran: dare ai mercati e al mondo l’idea che i Paesi arabi siano dalla sua parte e, allo stesso tempo, mandare un messaggio a Teheran

Questa foto mostra la nuova strategia di Trump, basata sulle cosiddette «minacce ibride» nei confronti dell’Iran: dare ai mercati e al mondo l’idea che i Paesi arabi siano dalla sua parte e, allo stesso tempo, mandare un messaggio a Teheran
TX-3610Thread 5

L’Iran ha comunicato a Witkoff le condizioni per riaprire lo Stretto di Hormuz: revoca del blocco navale, sblocco dei beni congelati e cessazione delle ostilità su tutti i fronti della Resistenza.

TX-3609Thread 5

L'incontro tra Araghchi IRAN e Witkoff USA è avvenuto su insistenza del rappresentante statunitense.

TX-3606

La Casa Bianca annuncia «Trump TV», nuovo canale legato all’amministrazione Trump, che trasmetterà 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con dichiarazioni e apparizioni del presidente.

TX-3589

USA negano i visti alla squadra IRIB destinata ad accompagnare il Presidente iraniano a New York. La decisione solleva dubbi sul rispetto della libertà di stampa e del Primo Emendamento.

TX-3587

YEMEN: Israele e Arabia Saudita hanno fornito informazioni fuorvianti sugli Houthi. Trump, dopo aver ordinato i preparativi, ha bloccato gli attacchi all’ultimo momento.

Articoli collegati

ArticoloTRUMP BLOCCA ALL’ULTIMO MOMENTO GLI ATTACCHI AGLI HOUTHI DOPO LE PRESSIONI SAUDITE E LE INFORMAZIONI FUORVIANTI
Israele e Arabia Saudita hanno fornito a Washington informazioni fuorvianti sulla minaccia rappresentata dagli Houthi, contribuendo a spingere l’amministrazione Trump verso la preparazione di attacchi aerei. Giovedì, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha nuovamente sollecitato Trump a intervenire contro Ansarallah. Trump ha quindi ordinato al Pentagono di preparare l’operazione, ma domenica, all’ultimo momento, ha cambiato decisione, bloccando gli attacchi almeno per il momento. La scelta sarebbe maturata anche alla luce delle forti perplessità espresse da esponenti della sua cerchia ristretta circa l’efficacia e i rischi di un coinvolgimento militare statunitense.
TX-3574

La NATO ha annunciato di avere 4.000 pagine di piani per una possibile guerra con la Russia. Quattromila pagine: praticamente manca solo il capitolo finale… “Come tornare a casa sani e salvi”

TX-3544

La doppia morale di Guterres è diventata, per molti, il simbolo di un sistema internazionale che applica il diritto a geometria variabile. Se le regole valgono, devono valere per tutti.

Articoli collegati

ArticoloGuterres e la doppia misura che divide il diritto internazionale
Quando si parla di Ansar Allah e della navigazione nel Mar Rosso, il richiamo al diritto internazionale è immediato e categorico. Ma davanti alla tragedia di Gaza, alle devastazioni e alle accuse di gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, le parole sembrano trasformarsi in appelli diplomatici. Guterres ha certamente denunciato la distruzione e le sofferenze inflitte ai civili palestinesi e ha chiesto il rispetto del diritto internazionale. Ma la domanda politica rimane: perché il linguaggio della condanna non appare sempre altrettanto netto quando si parla delle responsabilità di Israele? Il diritto internazionale non può essere applicato a geometria variabile. Se vale per Ansar Allah, deve valere per tutti.
TX-3540Thread 6

Ansar Allah mostra le immagini di quello che sostiene essere l’abbattimento di un F-15 saudita. Un monito ai Paesi arabi? E torna la domanda: perché sono stati lanciati allarmi, ancora da verificare, su presunti attacchi ai luoghi sacri?

Apri per vedere l'intero thread collegato.

✦ Leggi tutto il thread →
TX-3538Thread 6

Arabia Saudita chiede aiuto al mondo arabo ed europeo, ma restano domande: perché questa guerra? Perché il ritiro delle forze? E perché colpire l’aeroporto mentre atterrava un volo iraniano?

Articoli collegati

ArticoloLa sceneggiata dell’Arabia Saudita e le domande senza risposta
La ridicola sceneggiata dell’Arabia Saudita sembra essere arrivata a un punto paradossale: Riyadh chiede con urgenza l’intervento della comunità araba, proprio mentre quella stessa comunità non è riuscita a trovare un’azione comune per i palestinesi. E ora, invece, si pretende che siano gli altri Paesi arabi a intervenire per difendere il suo petrolio e i suoi interessi strategici. Nel frattempo, circolano accuse e ricostruzioni che attribuiscono ad Ansar Allah l’intenzione di colpire luoghi sacri. Ma, al di là della propaganda e delle notizie non verificate, rimangono sul tavolo altre questioni che meritano risposte. Secondo diverse ricostruzioni, circa mille mezzi blindati e ingenti quantità di armamenti sarebbero stati abbandonati in Yemen dalle forze e dai mercenari sostenuti dalla coalizione, mentre molti combattenti si sarebbero ritirati lasciando sul terreno equipaggiamenti e mezzi militari. E poi c’è una domanda che continua a circolare nei corridoi diplomatici e politici: perché l’Arabia Saudita avrebbe bombardato la pista dell’aeroporto internazionale proprio mentre era previsto l’atterraggio di un aereo iraniano? Perché? Perché è stata intrapresa questa guerra? Perché una parte delle forze impegnate sul terreno si sarebbe ritirata? E perché oggi Riyadh chiede il sostegno e l’intervento di altri Paesi, compresi quelli europei? Sono domande che continuano a ripetersi: perché, perché e ancora perché? Finché non arriveranno risposte chiare e documentate, resterà il dubbio su quali siano realmente gli obiettivi di questa escalation e su chi, alla fine, sarà chiamato a pagarne il prezzo.
TX-3536

Le accuse di atrocità e violazioni del diritto internazionale dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti. La propaganda non cancella le responsabilità.

Articoli collegati

ArticoloLa “guerra lampo” e il conto della realtà
Nelle valutazioni delle intelligence europee e statunitensi si parla sempre più spesso di «guerra lampo». Eppure, secondo questa lettura, dopo aver perso sul campo hanno contribuito a creare un problema mondiale, diffondendo falsità e commettendo atrocità e crimini di guerra che saranno sottoposti alla giustizia internazionale. L’unica cosa «lampo» che viene da pensare sono gli ubriachi che si aggrappano ai lampioni. Nel frattempo, continuano a raccontare una realtà diversa alle proprie popolazioni, mentre le conseguenze delle loro scelte rischiano di trascinare interi Paesi verso il crollo economico.
TX-3534Thread 6

Ansar Allah annuncia di aver preso di mira un velivolo F-15.

Scorri per altri