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Information Blackout

Every Silent People post tagged Information Blackout: the full timeline, updates and connected threads, newest first.

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TX-3360

restrictions are in place on the coverage of Iranian attacks in the Gulf and limits on the use of telephones.

TX-3078

The intensification of military movements and tensions on energy routes fuels fears of new shocks on energy, logistics and global prices.

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ArticleEvoluzione della strategia statunitense e impatti sull'Europa
L'attuale postura statunitense suggerisce che Washington attribuisca priorità alla stabilità del sistema finanziario internazionale e alla fiducia degli investitori istituzionali, compresi i grandi fondi sovrani che detengono ingenti capitali nei mercati occidentali. Un deterioramento della percezione di stabilità geopolitica potrebbe tradursi in una riduzione degli investimenti, maggiori costi di finanziamento e ulteriore volatilità dei mercati. Gli Stati Uniti in Medio Oriente appare caratterizzata da una forte flessibilità negoziale e dall'utilizzo di incentivi politici, economici e militari nei confronti degli alleati regionali. Alcune iniziative annunciate pubblicamente, come il possibile trasferimento di F-35 alla Turchia o il sostegno al programma nucleare civile saudita, sembrano essere state subordinate a più ampi obiettivi diplomatici, compresa l'eventuale espansione degli Accordi di Abramo. Parallelamente, cresce l'attività logistica e militare della NATO e degli Stati Uniti nell'area, con un aumento del coordinamento operativo e del trasferimento di assetti verso il Medio Oriente. Gli elementi disponibili suggeriscono che Washington stia predisponendo opzioni militari e diplomatiche simultanee, mantenendo elevata la pressione strategica sull'Iran e cercando al tempo stesso di consolidare il sistema di alleanze regionali. La capacità di mantenere aperte contemporaneamente più linee negoziali rappresenta uno degli strumenti principali della strategia statunitense. In uno scenario di interruzione prolungata dei flussi energetici, l'aumento dei costi di trasporto e trasformazione potrebbe riflettersi sull'inflazione e sui prezzi dei beni alimentari. Da solo, tuttavia, l'utilizzo del Link 16 non costituisce prova dell'avvio di un conflitto né dimostra un coordinamento segreto finalizzato alla guerra. La Siria continua a rappresentare il principale nodo della competizione regionale. L'obiettivo strategico rimane il controllo dei corridoi energetici verso il Mediterraneo e delle principali infrastrutture logistiche. Washington starebbe cercando di consolidare una forza di terra composta da gruppi armati locali per ridurre il coinvolgimento diretto di personale statunitense nelle future operazioni. Le Forze Democratiche Siriane (SDF), a guida curda, restano un partner importante degli Stati Uniti nel nord-est della Siria. Tuttavia, il rapporto è caratterizzato da una forte asimmetria. In caso di mutamento degli obiettivi strategici statunitensi, non può essere esclusa una riduzione del sostegno politico, economico o militare ai partner curdi. Sul piano informativo, permane una forte asimmetria tra il livello di attività diplomatica e militare e la percezione dell'opinione pubblica. Molte decisioni vengono comunicate solo parzialmente o attraverso dichiarazioni frammentarie, lasciando spazio a interpretazioni divergenti e a un elevato grado di incertezza. La competizione in corso non riguarda esclusivamente il piano militare, ma coinvolge la fiducia dei mercati, la sicurezza energetica, le catene di approvvigionamento e la capacità dei governi di mantenere consenso interno in un contesto di crescente pressione economica e geopolitica.
TX-2441

Heavy Israeli attacks against Lebanon continue. Trump's alleged phone call increasingly appears as a propaganda operation and a simple media staging

TX-2418

If the signatures collected online have no legal value without the prior approval of the EU Commission, what are the names, emails and personal data of citizens really for? Participation or simple data collection?

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ArticleFirme, email e dati personali: a cosa servono davvero se Bruxelles deve prima approvare tutto?
La questione solleva un problema politico e democratico non secondario. La Commissione europea presenta l’Iniziativa dei cittadini europei come uno strumento di partecipazione popolare, ma il meccanismo prevede che sia la stessa Commissione a decidere preventivamente se un’iniziativa possa essere registrata e autorizzata alla raccolta firme. In pratica, firme raccolte su siti esterni, campagne indipendenti o petizioni parallele non hanno alcun valore formale nel processo previsto dall’UE: le adesioni valide devono essere raccolte attraverso il sistema riconosciuto dalla Commissione dopo la registrazione ufficiale dell’iniziativa. La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: se la Commissione può decidere in anticipo quali iniziative possono entrare nel percorso ufficiale, a cosa servono realmente nomi, firme e indirizzi email raccolti altrove? Servono a misurare consenso politico? A costruire database di sostenitori? A fare pressione mediatica? Di certo non producono automaticamente effetti istituzionali all’interno della procedura europea.
TX-2403

When international media talk about “sources” or anonymous Iranian officials without verifiable evidence, they are spreading disinformation and become part of the propaganda used to justify aggression against a sovereign country

TX-2402

Until now, no agreement has been reached with Iran: Trump's statements are pure fantasy

TX-2395

Witkoff and Kushner would have proposed a reconstruction plan and an investment fund with Tehran. According to this interpretation, 'reconstruction' would be used as a political formula to avoid talking openly about compensation.

TX-2380

The negotiations are a farce. The war is not over: it has changed shape. Provocations in Hormuz, hijacked ships, clandestine drones, total disinformation. This is the art of war today.

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ArticleLa guerra che non si chiama guerra
Le trattative tra USA e Iran sono una farsa. Mentre i diplomatici parlano, i militari agiscono. Gli americani continuano a rifornire armi, esercitano pressioni sugli iracheni per lo smantellamento delle milizie filo-iraniane bombardano Libano, moltiplicano le provocazioni nello Stretto di Hormuz con operazioni navali clandestine. Al confine con il Kurdistan ci sono invasioni di campo che nessun telegiornale racconta. La strategia è cambiata. Non più bombardamenti, non più attacchi militari dichiarati. Ora si lavora per destabilizzare l'Iran dall'interno: false informazioni, false trattative, false tregue. Una disinformazione totale costruita per logorare senza lasciare impronte. La guerra non è finita.
TX-2359

Israeli aggression in Lebanon, Europe's silence

TX-2358

Iran is preparing the home front: the information war enters the preventive phase

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ArticleNon è propaganda ordinaria: l’Iran sembra preparare la popolazione a possibili sviluppi negativi, ridefinendo in anticipo il modo in cui verranno percepite notizie, perdite e pressioni esterne.
Quello che sta emergendo non è una semplice campagna mediatica, ma un possibile passaggio alla gestione preventiva della percezione pubblica. Il messaggio prepara la popolazione a un ambiente informativo ostile e a scenari potenzialmente sfavorevoli, ridefinendo in anticipo il significato delle future notizie. In termini di intelligence, l’obiettivo non sembra essere mobilitare entusiasmo, ma assorbire l’impatto di perdite, pressioni esterne o decisioni difficili, rafforzando coesione interna e resilienza narrativa.
TX-2269

A new narrative about Iran is about to start to circulate in the Western media and it is necessary to pay attention: it is constructed, it does not correspond to the reality of the facts.

TX-2241

The world is shocked by Ben Gvir's treatment of the Global Sumud Flotilla, but remains silent in the face of the Palestinians who die every day.

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ArticleIl presunto risveglio morale di Meloni, Mattarella e Tajani e il silenzio su Francesca Albanese.
L’attenzione al cosiddetto “attivismo umanitario” si intreccia con accuse di incoerenza rispetto alle relazioni politiche ed economiche con Israele. In questo contesto, si sottolineano le contraddizioni tra dichiarazioni pubbliche e rapporti concreti, mentre cresce la percezione di un uso politico della comunicazione istituzionale. Il quadro che emerge è quello di un forte scontro tra narrazioni e interpretazioni opposte della realtà.
TX-2231

Foundations, salaries, police and journalists at the service of a digital control system. Those who talk about Palestine end up on proscription lists.

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ArticleNazismo digitale: fondazioni, provocatori e liste di proscrizione contro chi parla di Palestina
I governi di diversi paesi europei, tra cui l'Italia, stanno diffondendo circolari interne e linee guida operative sul contrasto all'antisemitismo online. Questo è il contesto in cui si muove un meccanismo ben più complesso e preoccupante, che riguarda direttamente chiunque utilizzi i social media per esprimere opinioni sul conflitto in corso in Medio Oriente. Esistono soggetti pagati, operativi su tutte le principali piattaforme, il cui compito specifico è provocare reazioni. Non si tratta di singoli individui animati da convinzioni personali: si tratta di lavoratori stipendiati, che svolgono questa attività come una professione vera e propria, con orari, obiettivi e retribuzioni. Il denaro arriva attraverso fondazioni private, spesso registrate come organizzazioni no-profit o culturali, che ricevono finanziamenti da soggetti istituzionali e li girano a chi svolge il lavoro di provocazione online. Il sistema delle fondazioni funziona da schermo: chi paga non appare, chi esegue può sempre rivendicare la propria autonomia. In questo ecosistema operano anche giornalisti e opinionisti che, negando sistematicamente l'evidenza dei fatti documentati, alimentano il clima di polarizzazione necessario affinché le provocazioni producano risultati. Negare l'evidenza è parte del business: più scandalosa è la negazione, più forte è la reazione, più utile è il materiale raccolto. Il metodo operativo è semplice. I provocatori pubblicano contenuti che minimizzano la morte di civili e di bambini, attendono che qualcuno risponda in modo incontrollato, e quella risposta emotiva diventa il materiale su cui costruire una denuncia. Ma c'è un elemento ulteriore che rende questo sistema particolarmente grave: le autorità di polizia vengono coinvolte in questo processo, spesso senza nemmeno rendersene pienamente conto, svolgendo gratuitamente un lavoro di sorveglianza e segnalazione che serve interessi privati. Le forze dell'ordine diventano così uno strumento operativo di un sistema che ha origini e finalità ben lontane dalla tutela dell'ordine pubblico. Il risultato concreto di questo meccanismo sono le liste di proscrizione. Profili schedati, nominativi raccolti, persone etichettate come pericolose o antisemite sulla base di commenti provocati ad arte. Queste liste circolano, vengono condivise tra organizzazioni, utilizzate per segnalazioni, dossier, richieste di rimozione di contenuti, e in alcuni casi per procedimenti penali. È una forma di controllo sociale che non ha nulla da invidiare ai meccanismi più bui della storia: un nazismo digitale, dove la schedatura non avviene con timbri e carte bollate ma con algoritmi e piattaforme OSINT acquistate da chi ha un interesse diretto nell'esito. La difesa è la consapevolezza. Chi esprime solidarietà con il popolo palestinese, chi documenta crimini di guerra, chi critica le politiche di un governo straniero ha il pieno diritto di farlo. Ma deve farlo sapendo che dall'altra parte c'è un sistema organizzato, finanziato e professionale, che aspetta lo scivolone. Non rispondere agli insulti. Non raccogliere le provocazioni. Non perdere il controllo davanti a chi nega l'evidente per mestiere. Documentare, analizzare, ragionare con lucidità: sono le uniche armi che questo sistema non riesce a processare.
TX-2163
Iran International, the source from which all Western chancelleries derive information about Iran, has published a photo passing it off as a fortress built near the Iranian foreign ministry.

Iran International, the source from which all Western chancelleries derive information about Iran, has published a photo passing it off as a fortress built near the Iranian foreign ministry.

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ArticleIran International e la foto falsa: il Museo Nazionale del Corano spacciato per una fortezza del ministero degli esteri
Iran International, il sito di riferimento per tutte le cancellerie occidentali che vogliono informazioni sull'Iran e principale canale di distribuzione dell'intelligence israeliana sul paese, ha pubblicato una foto presentandola come prova che le autorità iraniane avrebbero costruito una fortezza nei pressi del ministero degli esteri. La notizia ha circolato come fatto accertato. La foto non mostra il ministero degli esteri. Mostra il Palazzo di Marmo e il Museo Nazionale del Corano. Due edifici di valore storico e culturale che non hanno alcun rapporto con il ministero degli esteri iraniano e che chiunque abbia una conoscenza minima della topografia di Teheran avrebbe riconosciuto immediatamente. Il Museo Nazionale del Corano è stato danneggiato durante gli attacchi israeliani. Le sue mura sono parzialmente crollate. Al posto delle mura danneggiate sono state erette strutture prefabbricate, come avviene normalmente in qualsiasi cantiere di emergenza post-attacco. Quelle strutture prefabbricate sono state fotografate e presentate al mondo come una fortezza militare costruita dal governo iraniano. Questo errore, o questa falsificazione deliberata, non è un dettaglio minore. Iran International è la fonte che alimenta le analisi dei governi europei, dei ministeri degli esteri, dei centri di ricerca occidentali e dei media che si occupano di Iran. Se questa è la qualità dell'informazione di base, ogni analisi costruita su quella fonte è compromessa dall'origine. Il caso rivela qualcosa di più grave della singola svista: rivela il grado di analfabetismo geopolitico e culturale con cui l'Iran viene raccontato in Occidente. Un museo nazionale del Corano confuso con una fortezza militare non è un errore di lettura della foto. È la prova che chi produce e chi consuma questa informazione non conosce il paese di cui parla. E su questa ignoranza viene costruita la narrazione che giustifica le politiche verso l'Iran.
TX-2152Thread 2

Rumors are circulating about a possible exchange: the US renounces support for Taiwan in exchange for Chinese pressure on Iran to reopen Hormuz. Taipei is in shock. The anti-Chinese lobby in Washington accuses Trump of capitulation.

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TX-2151Thread 2

Trump in Beijing with the agenda changed at the last minute. American negotiating weakness evident before we even sit down at the table. China had been waiting for this moment for years.

TX-2146

Democracy tramples on Iranian women. They ask Reza Pahlavi, who asks to bomb Iran, killing children and scientists.

TX-2054

A Syrian girl from Latakia was kidnapped, she left a letter claiming that she wanted to live veiled in Syria. Later she appeared in a video with a veiled face, while her mother states that she was forced to... al Sharaa Jolani Isis

TX-1961

On the Iran-Middle East conflict, Western sources are almost all of dubious origin. None follow the principle of three independent sources. What's circulating is propaganda based on statements, not verifiable facts.

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ArticleConflitto Iran: quando la notizia è il messaggio di qualcun altro
Sul conflitto Iran-Medio Oriente esiste una uniformità di narrazione nelle fonti occidentali che non è pluralismo: è allineamento. E l'allineamento nelle notizie è il primo segnale di una filiera controllata. Il giornalismo richiede tre fonti indipendenti e verificabili. Quasi nessuno che copre l'Iran rispetta questo standard. Le notizie poggiano su dichiarazioni ufficiali di governi belligeranti, output di think tank finanziati dagli stessi governi, e fonti anonime non verificabili. Tre etichette diverse per una fonte sola. Le organizzazioni che producono la maggior parte dell'intelligence open source sul conflitto ricevono finanziamenti da governi occidentali e del Golfo attraverso fondazioni, da imprenditori con interessi diretti nella regione, da lobby del settore difesa ed energia. Questo non rende automaticamente false le notizie. Rende visibile chi ha pagato per produrle, e chi ha un interesse nel risultato. La propaganda moderna non inventa. Seleziona fatti reali, li enfatizza nel momento utile, li fa rimbalzare in simultanea su tutte le piattaforme. Una notizia sembra verificata perché è ovunque. Non lo è: è solo amplificata da giornalisti compiacenti che la trattano come dato di fatto senza chiedersi da dove viene. Quando leggi qualcosa sul conflitto iraniano, una sola domanda basta: esiste una fonte primaria, un documento, una registrazione, un dato verificabile, oppure c'è solo una dichiarazione con un logo sopra? Se la risposta è la seconda, non stai leggendo una notizia. Stai leggendo il messaggio di qualcun altro.
TX-1952

The Iranian government is working to revive the Internet. Within 72 hours, a gradual and minimal restoration of connectivity is expected

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