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If the signatures collected online have no legal value without the prior approval of the EU Commission, what are the names, emails and personal data of citizens really for? Participation or simple data collection?
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ArticleFirme, email e dati personali: a cosa servono davvero se Bruxelles deve prima approvare tutto?
La questione solleva un problema politico e democratico non secondario. La Commissione europea presenta l’Iniziativa dei cittadini europei come uno strumento di partecipazione popolare, ma il meccanismo prevede che sia la stessa Commissione a decidere preventivamente se un’iniziativa possa essere registrata e autorizzata alla raccolta firme.
In pratica, firme raccolte su siti esterni, campagne indipendenti o petizioni parallele non hanno alcun valore formale nel processo previsto dall’UE: le adesioni valide devono essere raccolte attraverso il sistema riconosciuto dalla Commissione dopo la registrazione ufficiale dell’iniziativa.
La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: se la Commissione può decidere in anticipo quali iniziative possono entrare nel percorso ufficiale, a cosa servono realmente nomi, firme e indirizzi email raccolti altrove? Servono a misurare consenso politico? A costruire database di sostenitori? A fare pressione mediatica? Di certo non producono automaticamente effetti istituzionali all’interno della procedura europea.