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Pirateria Marittima

Tutti i messaggi di Silent People marcati con il tag Pirateria Marittima: cronologia completa, aggiornamenti e thread collegati, dal piu recente al piu vecchio.

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TX-2380

Le trattative sono una farsa. La guerra non è finita: è cambiata forma. Provocazioni a Hormuz, navi sequestrate, droni clandestini, disinformazione totale. L'arte della guerra oggi è questa.

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ArticoloLa guerra che non si chiama guerra
Le trattative tra USA e Iran sono una farsa. Mentre i diplomatici parlano, i militari agiscono. Gli americani continuano a rifornire armi, esercitano pressioni sugli iracheni per lo smantellamento delle milizie filo-iraniane bombardano Libano, moltiplicano le provocazioni nello Stretto di Hormuz con operazioni navali clandestine. Al confine con il Kurdistan ci sono invasioni di campo che nessun telegiornale racconta. La strategia è cambiata. Non più bombardamenti, non più attacchi militari dichiarati. Ora si lavora per destabilizzare l'Iran dall'interno: false informazioni, false trattative, false tregue. Una disinformazione totale costruita per logorare senza lasciare impronte. La guerra non è finita.
TX-1939Thread 3

Le comunicazioni con 11 imbarcazioni sono state interrotte e i media israeliani affermano che 7 imbarcazioni sono state intercettate.

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TX-1938Thread 3

Imbarcazioni militari israeliane hanno illegalmente circondato la flottiglia in acque internazionali, minacciando rapimenti e violenze.

TX-1937Thread 3

Israele intercetta Flottiglia per Gaza vicino Creta Nave Bloccata in acque internazionali

Israele intercetta Flottiglia per Gaza vicino Creta Nave Bloccata in acque internazionali
TX-1932

La guerra si sposta nel Mar Rosso. E sarà la guerra dei pirati.

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ArticoloL'età del petrolio finisce così come era cominciata
L'annuncio di Abu Dhabi del 28 aprile non è una notizia di mercato, è un atto geopolitico. Dal 1° maggio gli Emirati Arabi Uniti escono ufficialmente dall'OPEC dopo sessant'anni di adesione. La motivazione tecnica quote di produzione troppo basse rispetto alla capacità reale, ambizione di arrivare a cinque milioni di barili al giorno entro il 2027 , copre solo la superficie. Sotto, c'è una rottura strategica: gli Emirati si sganciano dalla disciplina saudita proprio nel momento in cui lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso dalla guerra americano-israeliana contro l'Iran, e proprio mentre il vero punto di compressione del commercio mondiale si sta spostando di mille e duecento miglia più a sud, sul Bab el-Mandeb. Hormuz era il teatro del Novecento del petrolio: una strozzatura tra Stati. Bab el-Mandeb è il teatro del nuovo secolo: una strozzatura tra non-Stati, milizie, fazioni armate, governi a sovranità limitata. Non si combatterà con flotte ufficiali e dichiarazioni di guerra. Si sta già combattendo con droni navali, mine, abbordaggi, sequestri, attacchi a missili contro mercantili. La parola che torna nei rapporti d'intelligence è la più vecchia del mondo: pirateria. Ma non è pirateria. È guerra per procura travestita da pirateria. Guardiamo la mappa di chi sta affittando chi. L'Iran ha gli Houthi. Lo aveva già da anni, ma la dipendenza è ora reciproca: con la flotta iraniana paralizzata e Teheran sotto attacco diretto, gli Houthi diventano il braccio armato che proietta la rappresaglia iraniana sul commercio occidentale. Hanno già minacciato di chiudere il Bab el-Mandeb se i paesi del Golfo entrano formalmente in guerra. Sanno benissimo che basta meno: bastano due cargo affondati al mese per far esplodere assicurazioni, noli, prezzi del greggio. Israele si è preso il Somaliland. Il riconoscimento dello Stato somalilandese ,annunciato il 26 dicembre 2025, dentro la cornice degli Accordi di Abramo allargati ,non è un gesto diplomatico, è la posa di una pietra angolare militare. Berbera diventa la base avanzata israeliana sulla sponda africana del Mar Rosso. Da lì si sorvegliano gli Houthi, si copre il fianco meridionale del corridoio israeliano e si mette un piede a meno di centocinquanta miglia dallo Yemen. La Turchia si è presa la Somalia. Mogadiscio ha firmato con Ankara accordi sull'esplorazione petrolifera offshore e onshore, ha ceduto basi e logistica, e ha trovato in Erdoğan il padrino regionale che né l'Unione Africana né le Nazioni Unite le hanno mai garantito. Il riconoscimento israeliano del Somaliland, per Ankara, è una dichiarazione di guerra. La Turchia risponderà sostenendo Mogadiscio nel reclamare il territorio del Somaliland , esattamente come l'Iran sostiene gli Houthi nel reclamare il controllo dello Yemen intero. Due proxy speculari, due rivendicazioni territoriali strumentali. Gli Stati Uniti tengono la Quinta Flotta in Bahrain, le task force nel Golfo di Aden e i raid mirati. Ma sono un attore di copertura, non più di prima linea: Washington sa che una guerra di terra in Medio Oriente è impagabile. Userà il Pentagono come deterrente e i sauditi come banca. L'Arabia Saudita è la grande perdente silenziosa. Ha perso il controllo dell'OPEC con l'uscita degli Emirati, ha perso la guida del fronte sunnita con la disponibilità qatariota a dialogare con Teheran, e adesso ha alle spalle un Mar Rosso che era da decenni il suo cortile commerciale e che diventa una zona di guerra non dichiarata. Riad ha tre opzioni e nessuna è buona: entrare in guerra, comprare la pace, o subire. Gli Emirati, fuori dall'OPEC, sono finalmente liberi di fare quello che hanno sempre voluto: pompare al massimo, vendere a chiunque, costruire flotte mercantili e basi militari ovunque servano i loro interessi ,dal Corno d'Africa al Sahel, dallo Yemen del Sud agli scali del Mozambico. La cornice dei prossimi diciotto mesi è chiara. Non vedremo carri armati che si scontrano. Vedremo cargo che spariscono dai radar, equipaggi sequestrati, droni navali che colpiscono petroliere, governi locali che cambiano padrone ogni sei mesi. E dietro ogni "pirata" del Mar Rosso ci sarà uno Stato che lo paga, lo arma, lo addestra. Turchia, Israele, Stati Uniti, Iran, Arabia Saudita, Emirati: nessuno verserà il proprio sangue. Verseranno quello somalo, yemenita, eritreo, sudanese, gibutino. L'età del petrolio finisce così come era cominciata: con qualcuno che taglia gli accordi sul cartello, e qualcun altro che blocca lo stretto.
TX-1922

Somalia nave mercantile sequestrata Individui non identificati dirottano un mercantile a 11 km da Garacad verso acque territoriali somale. Pirateria in recrudescenza nel Corno d'Africa