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Infrastrutture

Tutti i messaggi di Silent People marcati con il tag Infrastrutture: cronologia completa, aggiornamenti e thread collegati, dal piu recente al piu vecchio.

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TX-3343

PRESTARE CAUTELA UCRAINA: sono previsti attacchi massicci contro le infrastrutture energetiche del Paese.

TX-3333

Nonostante il Mossad abbia dato per morti diversi funzionari iraniani, alcuni sono riapparsi in pubblico. Malgrado ciò, le intelligence occidentali continuano a credere ai bollettini israeliani.

TX-3331

Attacco missilistico russo su Kiev, oDESSA , capitale dell'Ucraina

TX-3326

movimenti tattici iraniani.

TX-3325

BAGHDAD: blackout in gran parte della città dopo lo sciopero dei gestori dei generatori privati, che protestano contro la mancata fornitura di carburante da parte del governo.

TX-3265

L’Iran conosce le vulnerabilità economiche, politiche e strategiche del Pakistan e sta cercando di sfruttarle per aumentare la propria influenza su Islamabad ?

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ArticoloPakistan, la richiesta di 10 miliardi agli Stati Uniti rivela tutte le fragilità di Islamabad
La richiesta del Pakistan agli Stati Uniti di una facility da 10 miliardi di dollari per sostenere la propria valuta mette in evidenza una realtà molto più problematica di quanto possa apparire. Islamabad si trova stretto tra debito, riserve finanziarie limitate e forte dipendenza dai partner esterni. Il Paese deve continuare a gestire miliardi di dollari di debiti a breve termine verso Arabia Saudita, Cina e Kuwait, mentre la propria economia rimane vulnerabile alle oscillazioni del petrolio, alla crisi valutaria e alle tensioni regionali. La vera criticità è che il Pakistan rischia di trovarsi dipendente contemporaneamente da più potenze. Ha bisogno della Cina, dei Paesi del Golfo e del FMI, ma ora cerca anche una garanzia finanziaria americana. Questo riduce il suo margine di autonomia e lo costringe a muoversi continuamente tra interessi geopolitici contrapposti. C'è poi la questione iraniana. Il ruolo di Islamabad nei colloqui con Teheran potrebbe aver rafforzato il peso diplomatico del Pakistan, ma sarebbe un errore interpretare questo, Il rischio, per Islamabad, è quello di sopravvalutare il proprio nuovo peso diplomatico. Il problema più grave, però, è interno: 10 miliardi di dollari possono offrire ossigeno, ma non risolvono le debolezze strutturali dell'economia pakistana. Se il Paese continua a finanziare la propria stabilità attraverso prestiti e garanzie esterne, la crisi viene semplicemente rimandata. Il Pakistan sta quindi cercando di trasformare la propria posizione strategica in una fonte di sostegno finanziario. Ma la domanda fondamentale rimane: sta diventando più indipendente oppure sta semplicemente sostituendo una dipendenza con un'altra?
TX-3201Thread 2

Il Qatar smentisce l’arresto dei piloti iraniani: le squadre di soccorso hanno recuperato i resti e Doha ha contattato Teheran per la consegna. L’Iran non avrebbe risposto all’invito a verificare i fatti.

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TX-3200Thread 2

L’Occidente racconta una realtà filtrata ai propri cittadini. Gli USA non sono più percepiti come invincibili: le loro vulnerabilità possono avere conseguenze enormi sulla credibilità e sul mercato militare.

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ArticoloF-5 iraniani contro la tecnologia USA: il varco che ha sorpreso le difese
Tre piloti iraniani sono stati arrestati da marzo, dopo l’abbattimento dei loro F-5 in Qatar. Una missione quasi suicida: hanno volato a circa 10 metri dall’acqua, riuscendo a penetrare il sistema di difesa statunitense. Gli F-5, vecchi di circa 40 anni, sono riusciti in Kuwait a colpire radar dal valore di miliardi di dollari, aprendo un varco nelle difese USA e permettendo a droni e missili di passare.
TX-3125

L'Iran, tramite i propri emissari, ha avvertito che qualsiasi attacco alle infrastrutture strategiche iraniane comporterebbe il rischio di un'estensione del conflitto.

TX-3087

L'Arabia Saudita accusa le milizie irachene filoiraniane di aver condotto attacchi contro le infrastrutture , mentre Ansar Allah (Yemen) smentisce e rivendica l'attacco, motivandolo con il continuo arrivo di droni sauditi nel proprio territorio.

TX-3086

ARABIA SAUDITA - ATTACCO YEMENITA CON DRONI E MISSILI ALLA RAFFINERIA DI JIZAN, COLPITO LO STOCCAGGIO. IMPIANTO DA 400.000 BARILI/GIORNO CHE COPRIVA PARTE DEL FABBISOGNO EUROPEO. ATTESA CARENZA CARBURANTE.

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ArticoloJizan, il colpo che tocca l'Europa: la guerra petrolifera cambia gli equilibri del Golfo
Le infrastrutture petrolifere dell'Arabia Saudita hanno subìto colpi durissimi dai bombardamenti yemeniti. L'obiettivo è stata la raffineria di Jizan, sulla costa sud-occidentale del Regno: l'attacco è cominciato sabato mattina, prendendo di mira sei punti distinti, con particolare attenzione alle unità di stoccaggio, in un'azione combinata di droni e missili. Per comprenderne la portata basta un dato: l'impianto raffinava circa 400.000 barili al giorno e copriva una parte del fabbisogno di carburante europeo. Il paragone rende l'ordine di grandezza: la Turchia, come Paese, importa circa 700.000 barili al giorno, e una singola raffineria capace di lavorarne 400.000 aveva quindi un'importanza strategica che va ben oltre i confini sauditi. Le ripercussioni sono immediate e su più piani. Sul carburante, con una carenza di benzina che si profila all'interno della stessa Arabia Saudita, un fatto quasi paradossale per uno dei maggiori produttori mondiali. Sui lavoratori dell'impianto e dell'indotto. E sull'approvvigionamento europeo, che perde di colpo una fonte di raffinato in un momento in cui le rotte del Golfo e del Mar Rosso sono già contese. Il colpo a Jizan dimostra che la guerra petrolifera non riguarda più solo il transito, ma la capacità produttiva: non basta interdire le rotte, si distrugge la raffinazione, e l'effetto si propaga lungo l'intera filiera fino ai consumatori europei. Sul piano politico, l'attacco si inserisce in un avvertimento che l'Iran aveva già rivolto all'Arabia Saudita: non finanziare i mercenari, non inviare intermediari ad accreditarsi come sostenitori della causa palestinese per poi concludere accordi in direzione opposta e rinnegare gli impegni presi. È la contestazione del doppio gioco saudita, e proprio questo doppio gioco alimenta ora lo scetticismo interno al Regno. La domanda che comincia a circolare tra gli stessi ambienti sauditi è tanto semplice quanto dirompente: a cosa servono le basi statunitensi, se non sono in grado di difenderci? Jizan colpita, come prima le installazioni militari e le infrastrutture del Golfo, mostra che l'ombrello protettivo americano non copre più ciò che dovrebbe. E dietro quella domanda se ne affaccia una più radicale, che tocca il cuore del rapporto tra Riad e Washington: sta forse finendo il ricatto che i petrolieri statunitensi hanno esercitato per decenni sul Regno? La guerra petrolifera, colpendo la raffinazione saudita, non degrada soltanto una capacità industriale: incrina il patto di protezione su cui si regge da mezzo secolo l'allineamento saudita agli Stati Uniti.
TX-3071

YEMEN - L'ARABIA SAUDITA ATTACCA depositi vicino al PORTO DI HODEIDAH.

TX-3061

Bandar-e Jask sotto attacco

TX-3055

Sventato un presunto attentato al giacimento petrolifero di Badra. Arrestato un uomo che avrebbe risposto a un annuncio di lavoro online e accettato 2.000 dollari per piazzare un ordigno, su istruzioni ricevute da un contatto con numero ucraino

Sventato un presunto attentato al giacimento petrolifero di Badra. Arrestato un uomo che avrebbe risposto a un annuncio di lavoro online e accettato 2.000 dollari per piazzare un ordigno, su istruzioni ricevute da un contatto con numero ucraino
TX-3047

KUWAIT - L'IRAN SOSTIENE CHE L'ATTACCO ALLA CENTRALE ELETTRICA NEL PAESE E' UNA FALSE FLAG.

TX-3041

La ferrovia Khaf–Herat rafforza i collegamenti tra Iran, Afghanistan e Cina, diversifica le rotte commerciali, riduce la dipendenza dal Golfo Persico e amplia l'accesso ai mercati euroasiatici.

TX-3030

IRAN - ATTACCO MISSILISTICO USA COLPISCE UNA CENTRALE ELETTRICA A BUSHEHR.

TX-3014

Manipolare il nemico è mestiere; manipolare i propri o gli alleati è rottura del patto. Lì comincia il tradimento del mandato.

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ArticoloQuando l'intelligence smette di conoscere la realtà per gestirla
Un servizio di intelligence esiste per una cosa sola: conoscere la realtà e dirla a chi decide, anche quando è sgradevole. Tutto il resto — l'inganno, l'azione coperta, la manipolazione delle percezioni — è uno strumento al servizio di quel fine. Quando lo strumento diventa il fine, e la gestione della percezione sostituisce la conoscenza, il servizio non difende più nessuno. Ha rovesciato la ragione per cui esiste. La linea è chiara: contro chi. Manipolare il nemico è mestiere, vecchio quanto la guerra. Manipolare i propri decisori, o gli alleati, è un'altra cosa: è rottura di un patto. Il problema non è la manipolazione — è il bersaglio. Un apparato che orienta le percezioni di chi dovrebbe servire, o di chi gli siede accanto, ha smesso di essere uno strumento ed è diventato un attore politico autonomo. È lì che comincia il tradimento del mandato. La realtà ha una scadenza per le bugie. La percezione si distorce; i prezzi, i bilanci, i flussi di capitale, gli esiti sul terreno no. Nel breve anche i mercati si manipolano — bolle, panico, aspettative pilotate — ma il vincolo materiale presenta sempre il conto, e nessuna narrazione può pagarlo al posto suo. Da qui la nemesi del manipolatore: chi ottimizza per controllare il racconto perde la capacità di vedere il mondo com'è. La manipolazione rivolta all'esterno corrode l'organo interno della conoscenza. Ci si acceca da soli. Lo scudo spegne il correttivo. Niente di tutto questo sarebbe possibile senza la segretezza abusata. Riservare fonti e metodi è legittimo; usare il segreto per sottrarsi al controllo è un'altra cosa. L'effetto è strutturale, non morale: tolto il feedback esterno — parlamentare, giudiziario, pubblico — sparisce l'unico meccanismo che correggerebbe l'errore. E senza correttivo la deriva non è un rischio: è l'esito prevedibile. La prova sta nei soldi. La domanda che smaschera tutto è banale: chi paga e chi guadagna? Se a pagare è il cittadino, con denaro pubblico e sotto l'etichetta della difesa comune, mentre a guadagnare sono soggetti privati, la missione è diventata una copertura. È lo schema classico — costi socializzati, profitti privatizzati — reso possibile dalla cattura dell'apparato da parte di chi ne intercetta i budget. Qui il tradimento smette di essere un'opinione e diventa una domanda con risposta: quali contratti, quali importi, a beneficio di chi. L'esito non è un mandato trascurato: è invertito. Mandato pubblico, scudo che annulla il controllo, deriva verso interessi privati o di fazione fino a manipolare i propri e gli alleati, costo pubblico e beneficio privato. Alla fine l'apparato nato per difendere il cittadino lavora contro di lui, o sopra di lui. È questa inversione — non la segretezza in sé, non l'esistenza di una filiera — il vero oggetto dell'accusa. E la domanda "non è forse un tradimento?" non è una premessa retorica: è una conclusione.
TX-3009

KUWAIT - IL GOVERNO CHIEDE ALL'IRAN DI FERMARE I BOMBARDAMENTI DOPO I COLPI ALLE INFRASTRUTTURE CRITICHE DEL PAESE.

TX-2987

IRAN - ATTACCHI USA SU KONARAK E CHABAHAR, COSTA SUD-ORIENTALE.

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