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Pakistan

Tutti i messaggi di Silent People sul paese Pakistan: cronologia completa, aggiornamenti e thread collegati, dal piu recente al piu vecchio.

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TX-4026

Asim Munir è in arrivo a Teheran.

TX-3951

Pakistan. Emergency measures and Governor’s Rule were introduced in Khyber Pakhtunkhwa province on 11 October.

TX-3916

Dieci aerei dal Pakistan sono diretti verso l’Arabia Saudita

TX-3902

lo schieramento di truppe in Arabia Saudita sarà finalizzato alla difesa del territorio e alla tutela della sovranità saudita, senza condurre attacchi in Yemen, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri.

TX-3843

L’ambiguità del Pakistan sta scivolando nel ridicolo. Forse sarebbe il caso che Islamabad dimostrasse concretamente la propria neutralità, invece di continuare a muoversi su due fronti.

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ArticoloScrittura Iran-Pakistan, cresce il rischio di escalation: agguati in Iran e tensioni sul fronte del Belucistan
Cresce la tensione tra Belucistan e Yemen. Si intensificano gli agguati contro agenti iraniani e i piccoli presidi di polizia e militari. Sullo sfondo, l’ipotesi di una strategia pakistana, attribuita ad Asim Munir e a Mohammed bin Salman, basata sul presunto scambio «Belucistan in cambio dello Yemen». Se tale scenario fosse confermato, Teheran potrebbe valutare azioni contro i territori sotto controllo pakistano, con modalità simili a quelle adottate a Erbil. L’eventuale intesa resta da verificare.
TX-3832

Il Pakistan ha definito «fake news» il rapporto del New York Times sull’impiego di caccia pakistani nelle operazioni contro il movimento yemenita Ansarullah.

TX-3708

violenta esplosione nella provincia di Peshawar, in Pakistan, accompagnata da intensi scontri.

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caccia pakistani sono stati impiegati nelle operazioni lungo il confine con l’Afghanistan,

TX-3671

scontri militari al confine tra Pakistan e Afghanistan nelle aree di Kharlachi e Dand Patan.

TX-3480

Segnalato un crescente fermento nelle basi USA in Arabia Saudita in relazione all’escalation in Yemen. Registrati inoltre movimenti presso basi aeree pakistane

TX-3465

Asim Munir ha avvertito il movimento yemenita Ansarullah che, qualora proseguissero gli attacchi contro l’Arabia Saudita, il Pakistan si vedrebbe costretto a lanciare un attacco contro lo Yemen.

TX-3448

Il primo tentativo di coinvolgere la Turchia contro i proxy iraniani yemen è fallito. Il Pakistan ha giocato sporco, cercando di far scattare gli accordi della Mecca e trascinare Ankara direttamente nel conflitto.

TX-3438

Riyadh spinge Pakistan e Turchia verso la guerra contro Ansar Allah. Islamabad potrebbe favorire gli interessi USA, mentre un intervento turco rischierebbe di allargare il conflitto.

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ArticoloPakistan verso l’intervento in Yemen?
Il Pakistan sta valutando seriamente la possibilità di lanciare attacchi aerei contro Ansar Allah in Yemen su richiesta dell’Arabia Saudita, mentre considera l’attivazione dell’Accordo di difesa congiunta della Mecca con Arabia Saudita e Turchia. Secondo le fonti, l’operazione potrebbe iniziare nei prossimi giorni ed essere annunciata successivamente. Tra gli obiettivi indicati vi sarebbe quello di respingere Ansar Allah dalla provincia di Saada, principale roccaforte del movimento vicino al confine saudita, anche se una decisione definitiva non è ancora stata presa. Le dichiarazioni arrivano dopo che il ministro della Difesa pakistano, Khawaja Asif, ha affermato che un attacco di Ansar Allah contro l’Arabia Saudita o un’estensione del conflitto yemenita al territorio saudita farebbe scattare il Patto della Mecca, secondo il quale un attacco armato contro uno dei tre membri viene considerato un attacco contro tutti. In questo scenario, il Pakistan sta svolgendo un ruolo particolarmente utile agli interessi statunitensi. Un suo eventuale coinvolgimento militare consentirebbe a Washington di aumentare la pressione su Ansar Allah attraverso un alleato regionale, riducendo al tempo stesso la necessità di un’esposizione diretta delle proprie forze. Sul piano politico, la strategia saudita rischia tuttavia di trasformarsi in un tentativo di trascinare Ankara e Islamabad direttamente nel conflitto. Riyadh ha già sacrificato numerosi uomini sul terreno, lasciando diverse forze alleate esposte e in difficoltà, mentre cerca di creare le condizioni per un intervento militare esterno. Un eventuale ingresso della Turchia nel conflitto aprirebbe uno scenario ancora più grave. Gli Houthi potrebbero considerare gli interessi militari turchi come nuovi obiettivi e, nel caso di un coinvolgimento diretto di Ankara, il conflitto potrebbe assumere una dimensione regionale, coinvolgendo indirettamente anche la NATO e trasformando la guerra yemenita in una crisi di portata molto più ampia.
TX-3430

I servizi segreti pakistani sono in Turchia per convincerli , su richiesta dell’Arabia Saudita, a bombardare le posizioni degli Houthi in Yemen.

TX-3265

L’Iran conosce le vulnerabilità economiche, politiche e strategiche del Pakistan e sta cercando di sfruttarle per aumentare la propria influenza su Islamabad ?

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ArticoloPakistan, la richiesta di 10 miliardi agli Stati Uniti rivela tutte le fragilità di Islamabad
La richiesta del Pakistan agli Stati Uniti di una facility da 10 miliardi di dollari per sostenere la propria valuta mette in evidenza una realtà molto più problematica di quanto possa apparire. Islamabad si trova stretto tra debito, riserve finanziarie limitate e forte dipendenza dai partner esterni. Il Paese deve continuare a gestire miliardi di dollari di debiti a breve termine verso Arabia Saudita, Cina e Kuwait, mentre la propria economia rimane vulnerabile alle oscillazioni del petrolio, alla crisi valutaria e alle tensioni regionali. La vera criticità è che il Pakistan rischia di trovarsi dipendente contemporaneamente da più potenze. Ha bisogno della Cina, dei Paesi del Golfo e del FMI, ma ora cerca anche una garanzia finanziaria americana. Questo riduce il suo margine di autonomia e lo costringe a muoversi continuamente tra interessi geopolitici contrapposti. C'è poi la questione iraniana. Il ruolo di Islamabad nei colloqui con Teheran potrebbe aver rafforzato il peso diplomatico del Pakistan, ma sarebbe un errore interpretare questo, Il rischio, per Islamabad, è quello di sopravvalutare il proprio nuovo peso diplomatico. Il problema più grave, però, è interno: 10 miliardi di dollari possono offrire ossigeno, ma non risolvono le debolezze strutturali dell'economia pakistana. Se il Paese continua a finanziare la propria stabilità attraverso prestiti e garanzie esterne, la crisi viene semplicemente rimandata. Il Pakistan sta quindi cercando di trasformare la propria posizione strategica in una fonte di sostegno finanziario. Ma la domanda fondamentale rimane: sta diventando più indipendente oppure sta semplicemente sostituendo una dipendenza con un'altra?
TX-3258

Teheran detta le condizioni: beni congelati sbloccati, fine della guerra regionale e nessun negoziato sul nucleare. Islamabad sa che non può giocare storto. L’Iran tratta dalla resilienza.

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ArticoloL’IRAN TRATTA DA UNA POSIZIONE DI RESILIENZA
Come avevamo indicato ieri, il punto della trattativa è ormai chiaro: Teheran non intende cedere sul terreno imposto dagli altri, ma pretende che siano le condizioni iraniane a costituire la base dell’eventuale accordo. Le richieste iraniane sono nette: sblocco dei beni congelati, cessazione della guerra sui diversi fronti regionali, compresi Libano e Cisgiordania, e piena attuazione degli impegni previsti dal Memorandum di Islamabad. Sul nucleare, Teheran ribadisce di non voler accettare un negoziato alle condizioni imposte dagli Stati Uniti. E soprattutto c’è Hormuz: l’Iran lega la riapertura dello Stretto all’attuazione delle proprie condizioni e rivendica il diritto di stabilire tempi e modalità della riapertura. Il messaggio a Islamabad è altrettanto chiaro: il Pakistan sa che la situazione è critica e che non può giocare su due tavoli senza rischiare di perdere la propria funzione di mediatore. Teheran sta giocando una partita diversa: non quella della forza immediata, ma quella della resilienza. Resistere, mantenere le proprie leve strategiche e trasformare il tempo in uno strumento negoziale. È questa la vera partita: chi riuscirà a sopportare più a lungo il costo dello stallo senza essere costretto a cedere.
TX-3249Thread 2

Trump affida al Pakistan un nuovo canale con Teheran: Asim Munir sarà a Teheran per rilanciare la mediazione. Il piano di strangolamento dell’Iran è già fallito

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TX-3247Thread 2

Esiste una trattativa informale tra Stati Uniti e Iran, condotta nel silenzio più totale, che prenderà forma entro 72 ore. La speranza è che l'amministrazione USA non abbia colpi di testa. Perché il prezzo di un'iniziativa fuori tempo è già scritto.

TX-3246

ARABIA SAUDITA, TURCHIA E PAKISTAN AVREBBERO CHIESTO ALL'IRAN DI ADERIRE AL PATTO DELLA MECCA. LA NOTIZIA, SE CONFERMATA, RIDISEGNEREBBE GLI EQUILIBRI REGIONALI.

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ArticoloIL PATTO DELLA MECCA E LE DUE LETTURE
Arabia Saudita, Turchia e Pakistan avrebbero chiesto all'Iran di entrare nel Patto della Mecca. Se la notizia è vera, cambia il futuro delle relazioni in Medio Oriente. Le letture possibili sono due, e portano in direzioni opposte. La prima è di sicurezza collettiva. Se l'Iran ne facesse parte, un attacco statunitense o israeliano contro uno qualsiasi di quei paesi diventerebbe un attacco a tutti. Non è più una crisi regionale: è guerra totale. E chiunque valuti un'operazione dovrebbe rifare i conti sapendo che la risposta non arriva da un solo Paese. La seconda è di contenimento. Il patto servirebbe a neutralizzare lo Yemen e gli alleati iraniani che ogni giorno indeboliscono le forze sostenute da Riad. In questa lettura non è un'apertura a Teheran: è il tentativo di comprarne la neutralità sul fronte che sta costando di più. Le due ipotesi non si escludono, e chi ha proposto il patto può averle entrambe in mente. Intanto Trump sta strangolando le economie del Golfo sperando che l'Iran ceda dall'interno. È una scommessa su chi crolla per primo, e i dati dicono che a cedere per prime sono le economie che dipendono dai flussi, non quella che è sotto sanzione da quarant'anni. E c'è un movimento che l'Europa non ha registrato. Il disimpegno americano dalla NATO è già in essere, non annunciato ma in corso. Gli europei non se ne sono accorti. Tra una settimana, negli Stati Uniti, si deciderà il destino dell'Ucraina. L'Iran, dal canto suo, ha cominciato a trattare con la propria diplomazia informale. Chi si muove così non aspetta un tavolo: se lo costruisce dove serve.
TX-3162

Arabia Saudita, Turchia e Pakistan rafforzano la cooperazione militare. L'accordo amplia la deterrenza regionale, ma un intervento diretto contro l'Iran resta uno scenario poco probabile

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ArticoloAccordo di difesa tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan: deterrenza senza guerra diretta
L'accordo di difesa tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan amplia le opzioni strategiche dei tre Paesi in un contesto regionale sempre più instabile. Riyadh rafforza la propria deterrenza, Ankara consolida il ruolo regionale e Islamabad combina interessi economici e sicurezza. Un attacco a un membro è previsto come minaccia comune, ma un intervento militare diretto contro l'Iran resta improbabile. Più realistici sarebbero sostegno politico, intelligence, cooperazione logistica e aumento della prontezza militare.

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