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Kuwait

Tutti i messaggi di Silent People sul paese Kuwait: cronologia completa, aggiornamenti e thread collegati, dal piu recente al piu vecchio.

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sono in atto restrizioni alla copertura degli attacchi iraniani nel Golfo e limiti all’uso dei telefoni.

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I voli in arrivo in Kuwait sono stati sospesi a causa di un attacco aereo iraniano.

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L’esercito kuwaitiano riferisce di essere attualmente sotto attacco da parte di droni provenienti dall’Iran.

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kUWAIT ATTACCO

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Attivate sirene Kuwait

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Intensa attività aerea militare segnalata lungo la fascia di confine tra Iraq, Kuwait e Iran

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KUWAIT - L'IRAN SOSTIENE CHE L'ATTACCO ALLA CENTRALE ELETTRICA NEL PAESE E' UNA FALSE FLAG.

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GOLFO - PRESTARE ATTENZIONE: PIANI DI EVACUAZIONE ATTIVI. RESTARE LONTANI DA FABBRICHE E STRUTTURE SENSIBILI. CHI NE HA LA POSSIBILITA' LASCI I PAESI DEL GOLFO.

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Attacco Iraniano Kuwait

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Iran colpisce con droni il valico kuwaitiano dopo l'attacco USA della notte precedente a Shalamcheh. Preso di mira l'edificio per il rilascio dei passaporti al confine Kuwait-Iraq.

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MEDIO ORIENTE - Giornalisti del KUWAIT COSTRUISCE LA NARRATIVA DELL'ESERCITO ARABO PER GIUSTIFICARE L'ATTACCO DI TERRA ALL'IRAN. E' UNA MESSA IN SCENA: FORZA IRREGOLARE DI CRIMINALI RECLUTATI DA PIU' TEATRI, PROMOSSA DA TRUMP CON COMPLICITA' EUROPEE.

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ArticoloLa fabbrica del nemico e la messa in scena dell'esercito arabo
Come Silent People aveva già indicato, i Paesi arabi, con il sostegno dell'Occidente, sono impegnati nella preparazione di un attacco via terra contro l'Iran. La conferma è arrivata questa sera dalla stampa del Kuwait, che ha iniziato a costruire la giustificazione dell'operazione secondo uno schema preciso: gli iraniani vorrebbero invadere, dunque occorre difendersi, dunque si crea l'esercito arabo. È una messa in scena. La sequenza narrativa non nasce dagli eventi, li precede e li prepara, esattamente come accade quando si deve rendere accettabile all'opinione pubblica una forza che, nella sostanza, è composta da criminali reclutati da più teatri e addestrati da tempo. Questa forza irregolare è al centro del disegno, e la responsabilità politica della sua attivazione è leggibile: il presidente Trump ne è il principale promotore, e attorno a lui si dispone una rete di complicità europee. Tra queste l'Italia, trascinata nel quadro da una classe dirigente inadeguata al momento, incapace di sottrarre il Paese a un allineamento che non risponde ai suoi interessi. Il silenzio e l'adesione passiva sono la forma che la complicità assume: non serve agire, basta non opporsi. Il ruolo di Israele merita un'analisi a parte, perché la sua funzione è meno militare e più informativa di quanto appaia. Israele si è a lungo accreditato come uno dei grandi servizi di intelligence del mondo, ma quella reputazione va guardata con occhio critico: numerose operazioni attribuite alla sua eccellenza si sono rivelate, a un esame più attento, costruzioni gonfiate o episodi il cui esito reale era assai diverso dal racconto. La voce più consistente del suo sforzo, del resto, non è diretta contro i nemici sul campo, ma è investita nell'influenza: costruire, presso le opinioni pubbliche europea e statunitense, la percezione di un nemico esistenziale che giustifichi mobilitazione, spesa e allineamento. È la fabbrica del nemico, lo strumento che trasforma una scelta politica in una necessità apparente. A questa funzione se ne affianca un'altra, più opaca. Stati Uniti e Regno Unito hanno storicamente utilizzato il territorio e le strutture israeliane per condurre operazioni che nei rispettivi ordinamenti sarebbero illegali o difficilmente autorizzabili: dall'uso di dati alla sperimentazione di tecnologie e armamenti, in un contesto dove il controllo giurisdizionale è debole o assente. È questa la condizione che rende Israele una sorta di punto cieco, un'area in cui la magistratura fatica a esercitare la propria funzione di verifica. In un simile ambiente, la linea tra intelligence e speculazione si assottiglia, e non a caso, tra gli osservatori militari di lungo corso, la valutazione delle informazioni di provenienza israeliana è da tempo improntata a forte scetticismo. La reputazione ha coperto a lungo la sostanza; quando la sostanza viene esaminata, il divario emerge. Su un altro piano, la condotta israeliana è già oggetto di procedimenti davanti alla Corte penale internazionale, dove pesano accuse gravissime relative alle operazioni militari: quale che ne sia l'esito, il fatto stesso che quelle accuse siano al vaglio della giustizia internazionale segna un punto di non ritorno reputazionale. Da tutto questo emerge una necessità che va oltre il conflitto in corso. L'Europa, se vuole uscire dalla condizione di complice inconsapevole o rassegnata, deve affrontare il nodo dei propri apparati di intelligence, che si sono compromessi con il potere politico ed economico fino a perdere la funzione di servizio dell'interesse pubblico. Riformare quel sistema, restituirgli autonomia e trasparenza, è la condizione perché il continente smetta di essere strumento di disegni altrui e torni a leggere la realtà invece di subirne la costruzione.
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KUWAIT - PRESTARE CAUTELA: IN ARRIVO DALL'IRAN DRONI SUICIDI DIRETTI VERSO IL PAESE.

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KUWAIT - COLONNE DI FUMO SI ALZANO DALLA BASE USA DI ALI AL SALEM.

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KUWAIT - LA STAMPA LOCALE INIZIA A DIFFONDERE LA NARRATIVA DELLA CREAZIONE DI UN "ESERCITO ARABO" PER UN ATTACCO VIA TERRA. DI FATTO SI TRATTA DI UNA FORZA IRREGOLARE COMPOSTA DA EX MILIZIANI ISIS.

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KUWAIT - UN CACCIA F-5 DELL'AERONAUTICA MILITARE IRANIANA, IN SERVIZIO DA OLTRE 40 ANNI, HA COLPITO UN OBIETTIVO IN UNA BASE USA.

TX-3009

KUWAIT - IL GOVERNO CHIEDE ALL'IRAN DI FERMARE I BOMBARDAMENTI DOPO I COLPI ALLE INFRASTRUTTURE CRITICHE DEL PAESE.

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KUWAIT - ATTACCO IRANIANO CON DRONI E MISSILI CONTRO LE BASI USA NEL PAESE.

TX-2986

KUWAIT - LANCIO DI MISSILI USA DALLE BASI NEL PAESE IN DIREZIONE DELL'IRAN.

TX-2985

Impatto missili iraniani Bahrein Kuwait Kurdistan

TX-2980

KUWAIT - GRAVI ATTACCHI DISTRUTTIVI CONTRO LE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE DEL PAESE, IN COMBINAZIONE CON ATTACCHI CIBERNETICI.

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