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Tutti i messaggi di Silent People sul paese Golfo: cronologia completa, aggiornamenti e thread collegati, dal piu recente al piu vecchio.

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Il grande show della settimana: attentati, visite “segrete”, aerei e nazionalità annunciate prima ancora dei fatti. Netanyahu cerca l’Iran anche dove non c’è: prima si costruisce la narrativa, poi si cercano i fatti.

Il grande show della settimana: attentati, visite “segrete”, aerei e nazionalità annunciate prima ancora dei fatti. Netanyahu cerca l’Iran anche dove non c’è: prima si costruisce la narrativa, poi si cercano i fatti.

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ArticoloIL GRANDE SHOW MEDIATICO DELLA SETTIMANA
Il grande show mediatico delle notizie di questa settimana: da una parte il famoso attentato in Inghilterra, uscito in pompa magna come una grandissima operazione e, come piace dire a Trump e Meloni, **un lavoro fantastico**. Nella narrativa si cerca sempre di mettere dentro l’Iran: si cerca l’iraniano, si cerca il collegamento, si cerca qualcuno da coinvolgere. Poi arriva la **visita segreta di Netanyahu, che tanto segreta non era**, con il racconto dell’incontro con tutti i capi della regione: Arabia Saudita, Qatar, Marocco, Bahrein, Libia e chi più ne ha più ne metta. La visita ad Abu Dhabi è stata confermata, ma il grande vertice con tutti i leader della regione appartiene soprattutto alle varie ricostruzioni circolate. Adesso arriva l’aereo. E anche qui la cosa interessante è il metodo della narrazione: **prima ancora di capire esattamente che cosa sia successo, arriva subito la nazionalità**. Prima i piloti vengono indicati, nelle ricostruzioni israeliane, come russi e ucraini; poi cominciano a circolare altre versioni. E adesso, secondo le ultime ricostruzioni, si parla di un diverbio tra un emiratino e un omanita. Il fatto in sé dovrebbe essere la notizia. Invece sembra diventare fondamentale stabilire **prima di tutto chi è, da dove viene e quale nazionalità ha**. Perché? Perché una volta fissata la nazionalità nella testa dell’opinione pubblica, diventa molto più facile costruire attorno al fatto una narrativa politica. E così un incidente a bordo di un aereo rischia di trasformarsi, ancora prima che siano accertati i fatti, in una storia geopolitica: prima si sceglie il protagonista, poi si cerca la storia da raccontare. E qui torna anche la solita ossessione per l’Iran: basta un aereo, un pilota, una nazionalità o un presunto collegamento e immediatamente parte la ricerca del filo iraniano. Nel frattempo, gli Stati Uniti dalla guerra contro l’Iran sono passati al blocco aereo e alle trattative, mentre hanno completato il disimpegno dall’Iraq. I Paesi del Golfo si trovano davanti a una situazione sempre più complicata, mentre gli Stati Uniti sembrano avere sempre più difficoltà a garantire direttamente la sicurezza regionale. E le negoziazioni con l’Iran? Servono anche a prendere tempo. Promesse che vengono fatte e poi rimesse in discussione, un po’ come accade nelle trattative di Trump: si mettono le sanzioni sul tavolo, durante la negoziazione si dice che potrebbero essere tolte e, alla fine, non è detto che arrivi nulla. La domanda che ormai viene spontanea è questa: Chi ha ingaggiato Israele, e il disperato Netanyahu, a cercare l’incidente in un altro Paese per creare le condizioni per un nuovo attacco?
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PRESTARE CAUTELA: massima attenzione in Medio Oriente, area del Golfo compresa Israele. L’Iran è entrato in stato di emergenza.

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PRESTARE CAUTELA: l’Iran sta preparando una risposta nei confronti dei Paesi del Golfo in seguito al blocco dei voli iraniani.

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Chiediamo alle forze popolari di dissociarsi dal progetto in corso e di non collaborare alla sua realizzazione.

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AVVISI DI SICUREZZA STATUNITENSI MASSIMA ALLERTA IN MEDIO ORIENTE per i propri cittadini

TX-3551Thread 4

l’accordo mediato dall’Oman, su richiesta degli Stati Uniti, sia sostanzialmente fallito. Permangono inoltre seri dubbi sulla possibilità che Saudi Aramco possa continuare a garantire regolarmente le forniture di greggio alle raffinerie europee.

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TX-3550Thread 4

Il ministro Crosetto farebbe meglio a pesare le parole sul Bab el-Mandeb, perché esse sono importanti. La sua dichiarazione è stata piena di ambiguità e, dato il momento, anche irresponsabile.

TX-3549Thread 4

Arabia Saudita tenta un accordo con gli Houthi. Ormai la tecnica è sempre la stessa: false negoziazioni per cercare di capire la catena di comando.

TX-3548Thread 4

L’ITALIA HA RICEVUTO IL SUO PRIMO AVVERTIMENTO IN ARABIA SAUDITA. NON SA CHE QUEGLI ACCORDI IN OMAN NON VALGONO NULLA?

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ATTENZIONE: le difese statunitensi sono in difficoltà.

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UNA PORTAEREI STATUNITENSE HA EVITATO CON MANOVRE ESTREME UN MISSILE IRANIANO DI NUOVO TIPO. L'AMMIRAGLIO HA ORDINATO IL RITIRO VERSO L'OCEANO INDIANO.

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ArticoloIL MITO DELL'INVINCIBILITÀ È FINITO
Il mito dell'invincibilità è finito. L'Occidente ha perso una parte di quella che era la sua forza militare, e la perdita ha una data precisa. Quarantotto ore fa l'Iran ha lanciato un nuovo tipo di missile. La portaerei americana è riuscita a schivarlo solo con manovre estreme. Da quel momento l'ammiraglio ha ordinato il ritiro dalla zona, e l'unità si è dovuta allontanare verso l'Oceano Indiano. Gli Stati Uniti hanno poi condotto una rappresaglia colpendo petroliere iraniane. Il punto è questo: in quarantotto ore la guerra è cambiata. L'Iran non è più sulla difensiva, è passato in modalità di attacco. La marina iraniana sta spingendo sempre più avanti il proprio confine operativo, impiegando circa centoventi motovedette veloci di piccole dimensioni. Riteniamo che entro settantadue ore qualcosa cambierà nello Stretto di Hormuz, nelle isole iraniane e nel Golfo Persico. L'Iran si appresta a condurre operazioni offensive entro dieci giorni. Trump è stato avvisato attraverso i canali informali: le basi in Giordania e a Erbil possono essere colpite in qualsiasi momento. I suoi consiglieri continuano a parlare di deterrenza, ma per deterrenza intendono un ordigno atomico a bassa potenza. Dentro l'Iran il quadro si muove in fretta e nuove forze stanno prendendo peso. La CIA e i servizi di mezzo mondo non riescono più a stabilire quali siano gli scenari possibili. E in tutto questo Trump sta valutando un'operazione di terra, condotta con reparti di quarta categoria e con il richiamo alle armi di persone fortemente indebitate, in cambio della cancellazione dei debiti. Ci aspettiamo sviluppi sia all'interno dell'Iran sia all'esterno.
TX-3368

Vance afferma che Turchia, Azerbaigian, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita stanno collaborando con Washington per contrastare gli attacchi iraniani contro le navi mercantili.

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sono in atto restrizioni alla copertura degli attacchi iraniani nel Golfo e limiti all’uso dei telefoni.

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Tutti i cittadini presenti nell’area del Golfo sono invitati a prestare la massima attenzione e a predisporre, in via precauzionale, un piano di evacuazione.

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MOVIMENTI TATTICI PRESTARE CAUTELA

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Prestare cautela all’interno delle Forze Armate USA: la situazione è instabile e molti generali cominciano a prendere le distanze.

TX-3324

GOLFO: criticità nella gestione del personale USA. Diversi militari avrebbero lasciato le basi per alloggiare in hotel. L’Iran cercherebbe di individuarne le strutture.

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Intensa attività aerea statunitense nel Golfo Persico

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NEGLI STATI UNITI E' ORMAI CORRENTE IL PARAGONE TRA LA GUERRA IN IRAQ E QUELLA CONTRO L'IRAN. IL PRECEDENTE CITATO SONO I DOSSIER FALSI SULL'ARSENALE DI SADDAM.

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ArticoloNON SIAMO PIÙ GRADITI
NON SIAMO PIÙ GRADITI A leggere i giornali occidentali sembra che possiamo ancora gestire le cose. Omettono un dettaglio: non siamo più graditi. Negli Stati Uniti è ormai sdoganato il paragone tra la guerra in Iraq e quella contro l'Iran, e il paragone regge perché il metodo è identico. Allora furono costruiti dossier falsi per convincere le intelligence occidentali che Saddam Hussein stesse realizzando un ordigno nucleare, e riteniamo che l'origine di quel materiale vada cercata nei servizi israeliani. Il SISMI si adoperò per falsificarli: il nome di chi lo fece lo sanno tutti e non lo scriviamo, per pietà umana, perché non serve ravanare nella miseria. Restano cinquecentomila morti, di cui l'Italia è in parte responsabile, e resta il fatto che nessuno abbia pagato. È da lì che si è alzata l'onda anomala contro la coalizione Epstein. Oggi lo stesso apparato ripete gli stessi gesti, ma con meno credito. Gli Stati Uniti parlano di embargo finanziario all'Iran, e nel momento in cui lo annunciano hanno già perso; organizzano un incontro riservato con al-Sharaa, il terrorista dell'ISIS, e hanno perso di nuovo. La conferma la dà chi dovrebbe reggere l'argomento: il segretario al Tesoro annuncia l'offensiva economica su Teheran, e due mesi fa, in convegno, dichiarava apertamente che all'Iran i soldi erano stati sottratti. Due frasi dello stesso uomo a sessanta giorni di distanza, che si smentiscono a vicenda. Dietro tutto questo c'è una struttura, e Israele ne è la prima vittima. Guerrafondai ricchissimi e violentatori controllano le piattaforme OSINT da cui i servizi di mezzo mondo attingono informazioni, con un meccanismo corruttivo sistemico: gli agenti che dentro le istituzioni avevano deciso di comprare quelle piattaforme oggi sono passati dall'altra parte e le rivendono. È una catena di traffico di influenze così evidente che nessuno vuole vederla, perché tutti ne sono complici. Il quadro economico che la sostiene è altrettanto fragile. Le aziende dell'intelligenza artificiale stanno nascondendo le perdite nei bilanci. I paesi del Golfo sono in caduta libera e comprano armi: è naturale che ci si facciano affari, ma va tenuto conto di due cose. La prima è che l'Iran è diventato un attore decisivo per la sicurezza della regione. La seconda è che quelle monarchie stanno traballando tutte, e chi firma oggi non sa con chi si troverà a trattare domani. A Trump serve un accordo rocambolesco. Gli serve un incidente per giustificare l'uso di un ordigno atomico che nessuno gli ha autorizzato e che neanche la propaganda è riuscita a rendere accettabile. La pericolosità dei prossimi sessanta giorni sta esattamente qui: l'amministrazione americana non crede più al cedimento dell'Iran, i prezzi salgono in tutto il mondo e i governi non riusciranno a tenere le piazze. L'Europa ha venduto i propri figli, condannandoli alla miseria, e si è resa complice di crimini di guerra. L'Iran ha cambiato completamente rotta e colpirà chiunque giochi su due tavoli. Quindi Meloni dei due mondi, quando parli pesa le parole e portati un buon traduttore: perché a dire "mo faccio io" saranno le aziende a essere colpite.
TX-3254

FAMIGLIE DI MILITARI STATUNITENSI TRASFERITE DAL BAHREIN VERSO IL GOLFO, IN PREVALENZA IN QATAR, RISULTANO BLOCCATE. NESSUN PIANO PREDISPOSTO PER IL LORO RIENTRO.

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ArticoloFAMIGLIE DI MILITARI USA BLOCCATE NEL GOLFO
Molte famiglie di militari statunitensi che si trovavano in Bahrein sono state trasferite in altre aree del Golfo, in prevalenza in Qatar, a causa della situazione di incertezza. Risultano di fatto bloccate. L'esercito statunitense non ha al momento alcun piano per il loro rientro o ricollocamento, e la condizione sta diventando insostenibile. Vi si aggiunge il blocco delle navi americane nello Stretto di Hormuz. Il morale delle forze statunitensi nella regione sta scendendo in modo marcato.

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