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MEDIO ORIENTE - 72 ORE DECISIVE. L'IRAN HA ANTICIPATO IL PIANO DI DIVISIONE DEL PAESE. ATTESA LA RISPOSTA PAKISTANA ALL'ATTACCO IN ARABIA SAUDITA. POSSIBILI OPERAZIONI ANFIBIE SU KUWAIT E BAHREIN.
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72 ore decisive per il destino del Medio Oriente
Le prossime 72 ore si annunciano decisive per il destino del Medio Oriente. La lettura degli eventi consente ormai di ricostruire la sequenza: i raid statunitensi non avevano come scopo la degradazione generica delle capacità iraniane, ma un disegno preciso di circoscrizione e divisione del Paese, la separazione della fascia costiera dal resto del territorio, da completare con un'azione terrestre limitata affidata alla forza irregolare addestrata dalle società di sicurezza private. Lo spostamento dei mezzi americani verso il teatro mediorientale, avviato dopo i primi raid, ha reso leggibile l'avvio del piano; e Teheran, compresa la traiettoria, ha scelto di non attendere: l'attacco alle basi americane nel Golfo è stata un'azione di anticipo, programmatica e non ritorsiva, destinata a colpire il dispositivo prima che fosse pronto. È questa la chiave delle ultime ore: l'Iran ha giocato d'anticipo sulle mosse occidentali, rovesciando i tempi dell'operazione che lo riguardava.
L'attacco alle installazioni in Arabia Saudita apre ora l'incognita più rilevante delle prossime ore: il Pakistan. Tra Riad e Islamabad esiste un accordo di difesa militare, e la sua invocazione porterebbe nel conflitto una potenza nucleare musulmana confinante con l'Iran, con conseguenze incalcolabili sul piano regionale e sulla stessa coesione del mondo islamico. La risposta pakistana all'attacco iraniano in territorio saudita, qualunque forma assuma (attivazione dell'accordo, mediazione, silenzio), sarà il primo indicatore del destino delle nazioni coinvolte: nelle prossime ore si capirà se il conflitto resta confinato all'asse Iran-USA-monarchie o si allarga al quadrante sud-asiatico.
Sul piano militare, lo scenario di escalation è ormai definito nei suoi termini: se gli Stati Uniti tenteranno l'azione terrestre sulla costa iraniana, la risposta di Teheran sarà l'operazione anfibia contro Kuwait e Bahrein. Le capacità ci sono, la distanza è minima, e le difese delle due monarchie risultano già degradate dalle ondate precedenti. Significherebbe il passaggio dalla guerra delle infrastrutture alla guerra di occupazione su entrambe le sponde del Golfo: ciascuno prenderebbe terreno dell'altro campo, e il Golfo diventerebbe un unico teatro anfibio conteso. È lo scenario che le 72 ore in corso possono ancora evitare o rendere inevitabile: per questo sono decisive.