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Onu

Tutti i messaggi di Silent People marcati con il tag Onu: cronologia completa, aggiornamenti e thread collegati, dal piu recente al piu vecchio.

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TX-3867

Russia e Cina si oppongono all’estensione dell’embargo sulle armi a tutto il Sudan e a tutte le parti in conflitto, proposta dagli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza.

TX-3864Thread 3

Trump furioso per la mancata assegnazione del Nobel per la Pace.

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ArticoloTrump rosica per il Nobel mancato: «Vergogna per la Norvegia!»
Parlando ai suoi sostenitori a New York, il presidente americano ha sostenuto che gli Stati Uniti, rappresentati da lui, avrebbero meritato il riconoscimento. Ha quindi definito la decisione una «macchia indelebile» per la Norvegia, giudicandola «vergognosa e imbarazzante».

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TX-3852Thread 3

Trump e Netanyahu attaccano e insultano la giustizia, comportandosi come se fossero al di sopra della legge. Ma nessun leader è intoccabile.

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ArticoloCriminali di Guerra
Ministero degli Esteri israeliano: ha definito il premio una «strumentalizzazione grottesca» volta a legittimare l’odio e i pregiudizi contro Israele. Ha inoltre accusato Pillay di promuovere una campagna di demonizzazione politica e di diffondere quella che considera una falsa accusa di genocidio Benjamin Netanyahu e il suo ufficio: hanno attaccato la decisione del Comitato Nobel, sostenendo che abbia perso la propria bussola morale e accusando Pillay di aver costruito la sua carriera diffondendo accuse infamanti contro Israele. Donald Trump: non ha rilasciato, almeno nelle prime ore, una dichiarazione diretta sul premio, ma ha ricondiviso un messaggio che accusava il Comitato Nobel di essersi screditato assegnando il riconoscimento a Pillay, descritta come ostile agli Stati Uniti e a Israele. Il messaggio contestava anche le conclusioni dell’inchiesta ONU su Gaza.
TX-3851Thread 3

Navi Pillay, ex Alta commissaria ONU per i diritti umani, vincitrice del Nobel per la Pace. Nel 2025, la commissione ONU da lei presieduta aveva concluso che Israele stava commettendo un genocidio a Gaza. L’annuncio è avvenuto a Norimberga.

TX-3717

La complice Giorgia Meloni e altri leader europei devono essere arrestati per crimini di guerra. Questa foto satellitare mostra Gaza oggi.

TX-3654

Un dato interessante: quando ha parlato il presidente iraniano all’ONU, sono state pochissime le delegazioni che hanno lasciato la sala. Al contrario, durante il discorso di Netanyahu, 77 delegazioni avevano lasciato l’aula.

TX-3648

Netanyahu evita Manhattan e atterra a Stewart. Secondo quanto riferito, timori per un possibile scontro con Mamdani. Previsto un breve discorso all’ONU; nessun incontro con Trump.

TX-3644

Meloni sostiene che la battuta sulla gonna di Tajani le sia uscita male. Ma il drone contro i militari italiani, invece, le è uscito bene?

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ArticoloPer capire perché Giorgia Meloni non sia andata all’ONU
Dobbiamo risalire a circa una settimana prima, quando Ansar Allah ha inviato un messaggio di minaccia all’Italia, richiamando l’attenzione sulla presenza di aerei da guerra nella regione. Ormai i messaggi si lanciano con i missili, perché nessuno si fida più delle parole. E così Ansar Allah passa ai fatti. Pochi giorni prima, in Italia, le dichiarazioni di Crosetto erano state molto nette: «Noi non aspettiamo nessuno e non aspettiamo i tempi della burocrazia. Andiamo lì e scortiamo le navi italiane: le facciamo passare noi attraverso lo Stretto». La questione nasceva dagli statunitensi: Washington sosteneva di aver raggiunto un accordo segreto con gli Houthi per consentire il passaggio delle navi americane attraverso lo Stretto. Gli italiani, in qualche modo, hanno deciso di portarsi avanti, cercando di aprire la strada anche agli europei. Ma nessuno li ha seguiti. L’iniziativa di Crosetto richiama, per certi aspetti, quanto accaduto sul fronte yemenita, dove l’Arabia Saudita avrebbe dato inizio a una nuova escalation militare bombardando l’aeroporto in Yemen mentre stava atterrando un aereo iraniano messo a disposizione per il funerale di Khamenei. Una decisione che solleva interrogativi sulla rottura della tregua con Ansar Allah. Perché Bin Salman ha deciso di rompere una tregua che, pur tra molte difficoltà, aveva contribuito a contenere il conflitto? E soprattutto: Trump ha chiesto a Bin Salman di rompere la tregua? L’obiettivo era forse quello di coinvolgere la Turchia nel conflitto, facendo leva sugli accordi della Mecca? E Giorgia Meloni si è prestata a questo disegno oppure, nel tentativo di ritagliarsi una vittoria elettorale e geopolitica, ha cercato inutilmente di trascinare in guerra l’intera Europa? Sono interrogativi che meritano risposte, perché le conseguenze di queste iniziative potrebbero andare ben oltre le intenzioni dei loro promotori. Poi arriva la botta. BOOM. Un drone colpisce una base in cui sono presenti aerei italiani. Immediatamente viene diffusa un’agenzia per precisare che non ci sono stati morti. Sono momenti concitati, in cui a Roma cercano di capire che cosa sia successo e perché sia stato lanciato quel drone. A quel punto cominciano a trapelare notizie di contatti con gli Houthi, i quali avrebbero chiarito di non avere nulla contro l’Italia. Dunque, tutto a posto. La faccenda è chiusa. Ma un momento: perché è stato lanciato un drone? Su questo, a quanto pare, non è dato sapere. Il problema è che a Roma sembrano avere difficoltà a leggere e comprendere il contesto. È vero che gli Houthi hanno inviato una lettera nella quale affermano di non essere interessati a una guerra con l’Italia. Ma pongono anche una domanda precisa: «Perché siete lì con gli aerei da guerra e i radar?». Nel contesto yemenita, questa domanda contiene una trappola politica e strategica che Roma finge di non vedere, oppure non comprende. Noi propendiamo per la seconda ipotesi. Il ragionamento degli yemeniti è semplice: se viene lanciato un drone contro una presenza militare italiana, è perché quella presenza viene considerata parte di un dispositivo che fornisce supporto, anche attraverso i radar, all’Arabia Saudita, impegnata nei bombardamenti contro lo Yemen. Non siete certo lì per fare una vacanza. La decisione degli Houthi di non rispondere immediatamente con un’azione militare più decisa contro l’Italia va letta, dunque, anche come una scelta politica. La lettera contiene un messaggio preciso: «Noi non siamo in guerra con l’Italia». Ma questo non significa che Roma possa considerare la questione definitivamente chiusa. Il messaggio contiene anche un avvertimento: se l’Italia dovesse entrare direttamente in guerra contro Ansar Allah, la risposta potrebbe essere militare. In altre parole, gli Houthi stanno comunicando di non voler aprire un conflitto con Roma, ma anche di essere pronti a reagire qualora fosse l’Italia a scegliere la strada dello scontro. Una distinzione che a Roma farebbero bene a comprendere: non essere in guerra oggi non significa essere al riparo da una guerra domani. E l’Italia pensa di poter gestire la vicenda come nel caso Paragon: non rispondere a nessuno, nella speranza che tutto venga dimenticato. Ma questa volta è intervenuto anche il ministro degli Esteri iraniano. Durante l’incontro con Tajani, mentre il ministro italiano esponeva le proprie considerazioni, il suo omologo iraniano gli avrebbe ricordato, con un sorriso: Nel vostro Paese ci sono basi statunitensi dalle quali partono mezzi utilizzati per bombardarci. Inoltre, i Paesi europei aiutano gli Stati Uniti fornendo informazioni utili agli attacchi contro l’Iran. Sappi che quelle basi sono considerate obiettivi iraniani. Tajani, messo di fronte alla questione, avrebbe reagito borbottando tra sé e sé, mentre a Roma si decretava il ritorno al nucleare. Dopo tutte queste figuracce, Meloni si ritrova sempre più isolata e, secondo alcune letture dell’ambiente diplomatico, persino oggetto di derisione. Con Trump i rapporti sarebbero ai ferri corti, mentre in Europa faticano a comprenderne le mosse. Per un calcolo politico, Meloni, andando all’ONU, dovrebbe incontrare Netanyahu. E anche questo ha influito: in vista delle elezioni, una foto insieme a lui potrebbe trasformarsi in un disastro politico e avere un costo elettorale molto alto. Nell’ambiente diplomatico circola inoltre l’accusa secondo cui Meloni giochi spesso di sponda e metta ostacoli agli altri. Una reputazione che, secondo questa ricostruzione, avrebbe ormai compromesso la fiducia nei suoi confronti, persino in Libia. Il quadro che emerge è quello di un’Italia che cerca di ritagliarsi uno spazio autonomo sul piano militare e diplomatico, ma che rischia di trovarsi sola proprio nel momento in cui le tensioni regionali aumentano. Ricapitolando: l’Italia sembra non aver compreso che le proprie scelte, considerate irresponsabili dai suoi avversari, possono mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini italiani per interessi particolari. Ci auguriamo che la magistratura faccia chiarezza e accerti eventuali responsabilità dei nostri rappresentanti istituzionali e politici. Perché questo banditismo politico non porterà a nulla di buono.
TX-3638

Questo è un aspetto che Trump, e chiunque altro, deve comprendere”.

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ArticoloIl Presidente iraniano Pezeshkian, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite
“Ieri il Presidente degli Stati Uniti ha detto che noi siamo terroristi, ma in realtà noi siamo vittime del terrorismo.  Giungo dall’Iran, dove loro hanno assassinato la nostra Guida senza alcuna giustificazione legale o motivazione logica.    Giungo dall’Iran, dove loro hanno bombardato scuole, uccidendo i bambini che vi si trovavano all’interno, con armi americane e israeliane”. “E quando si tratta di sicurezza, vogliamo partecipare e dare il nostro contributo.  Negli ultimi sette mesi, il popolo iraniano è sceso in piazza ogni notte per difendere il nostro Paese e impedire a coloro che erano stati istigati e armati da Stati Uniti e Israele di penetrare all'interno e creare insicurezza.  Il popolo è la nostra forza, e grazie alla forza del popolo abbiamo tenuto duro”. “Quanto alla difesa dell'Iran, abbiamo sviluppato i nostri sistemi difensivi in ​​modo che nessuno possa immaginare che il bombardamento delle città iraniane rimanga senza risposta.  La potenza militare dell'Iran è a scopo difensivo. Tuttavia, lo diciamo chiaramente: non chiediamo il permesso a nessuno per difendere il nostro Paese!  Vogliamo l'energia per lo sviluppo. Da anni parliamo del nostro programma nucleare pacifico. Spesso si parla dell'Iran in termini di centrifughe, arricchimento, sanzioni e bombe, ma per il nostro popolo la tecnologia nucleare rientra nel diritto allo sviluppo. L'energia nucleare consente anche di curare i nostri pazienti”. “La Palestina rimane una ferita nella coscienza della comunità mondiale e Gaza il simbolo del fallimento delle organizzazioni internazionali nel prevenire le sofferenze dei civili. Da decenni vengono adottate risoluzioni ma occupazione e violenza persistono. Non si può parlare di pace ignorando la Palestina: una pace duratura in Asia occidentale non potrà reggere senza giustizia per la Palestina. Finché nel mondo esisteranno occupazione e aggressioni continuerà anche la resistenza. Se una forma di resistenza dovesse indebolirsi, ne riemergeranno altre, forse ancor più forti. Gaza, nonostante uccisioni incessanti e distruzioni diffuse, dimostra la convinzione del popolo: la resistenza non può essere costretta alla resa con bombe e assedi. È nella natura umana, nell’essenza stessa degli esseri umani. Se qualcuno viene scacciato dalla propria terra, resisterà. Se la casa e i beni di qualcuno vengono bombardati, opporrà resistenza. Cos’altro dovrebbero fare, se non resistere?" “Hanno messo alla prova la resistenza dell’Iran e ora sanno che non può essere costretto alla sottomissione con la guerra. L’Iran non ha mai iniziato alcuna guerra e ha sempre dimostrato il proprio impegno nei negoziati. La guerra ci è stata imposta ma abbiamo dimostrato di non temerla quando si tratta di difenderci e di non sottrarci ai negoziati quando si tratta di pace. Resisteremo anche a costo della vita a difesa del nostro amato Iran.  Il tema di questo vertice è la ricostruzione della fiducia, che non avviene con le parole; richiede l'abbandono dei doppi standard. Le armi nucleari e di distruzione di massa in questa regione sono nelle mani del regime israeliano, eppure si esigono ispezioni dall’Iran? Israele ha massacrato 70.000 persone a Gaza, ma l’Iran è stato bombardato mentre sedeva al tavolo dei negoziati. Israele possiede armi nucleari, non aderisce al TNP e, nel corso della sua intera vergognosa esistenza esistenza non ha mai consentito l’ingresso a un solo ispettore AIEA..." “Non dobbiamo permettere che il XXI secolo diventi un’epoca di ritorno alla politica della forza e al dominio dei potenti. Non dobbiamo costruire un mondo in cui la potenza militare sostituisca la legittimità, le sanzioni la diplomazia, il terrore la politica e la guerra il dialogo.  L’Iran tende la mano della cooperazione al mondo. Invitiamo il mondo non verso un’altra guerra, ma verso la pace e la giustizia; non per debolezza, bensì per fiducia nella nostra forza e nella consapevolezza di questa verità: nessuno in questa regione può godere di sicurezza da solo.  O costruiremo la sicurezza insieme, o insieme subiremo l’insicurezza”. “Il presidente degli Stati Uniti dovrebbe sapere che le minacce contro la nostra nazione non fanno altro che renderci più uniti, più forti e più determinati nella nostra resistenza.  Deve comprendere che la nazione iraniana non si piegherà di fronte alle minacce e che gli aggressori saranno costretti a pentirsi delle loro azioni.  Questo è un aspetto che Trump, e chiunque altro, deve comprendere”.
TX-3636

Il discorso di Pezeshkian all’ONU spinge il prezzo del petrolio a 103 dollari. Trump ha fatto male i conti: mentre cercava un incontro con l’Iran, si è ritrovato in una posizione di svantaggio.

TX-3635

«Fino all’ultimo respiro»: Pezeshkian lancia un messaggio al mondo. L’Iran si prepara alla guerra e dichiara di essere pronto ad affrontare anche il martirio.

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ArticoloFINO ALL’ULTIMO RESPIRO»: PEZESHKIAN LANCIA IL SUO AVVERTIMENTO AL MONDO, L’IRAN SI PREPARA ALLA GUERRA
Fino all’ultimo dei nostri respiri»: una frase attribuita a un agente segreto dei reparti ultrasegreti delle monarchie del Liechtenstein, morto sotto tortura senza parlare, anzi, depistando i suoi aguzzini. Quelle parole divennero leggendarie durante la guerra in Jugoslavia, quando un gruppo di giovani, alcuni dei quali furono poi massacrati, le gridava mentre combatteva per difendere la nazione «Fino all’ultimo dei nostri respiri, combattiamo!». Da allora, la frase è diventata una sorta di inno per quei combattenti disposti a lottare fino alla morte, mossi da convinzioni ideologiche profonde e considerati tra i più temuti. Oggi, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha lanciato un messaggio al mondo: prepararsi alla guerra e affrontare anche il sacrificio della vita, nella convinzione di poter morire da martiri.
TX-3633Thread 5

Pezeshkian: «Nessuno nella regione potrà godere della sicurezza in isolamento. O costruiamo insieme la sicurezza, oppure vivremo tutti nell’insicurezza.»

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TX-3632Thread 5

Il presidente Pezeshkian: «È Israele a possedere armi nucleari senza consentire ispezioni dell’AIEA. Eppure pretendono di ispezionare i siti nucleari iraniani?»

TX-3631Thread 5

Pezeshkian: Ci hanno colpiti, ma non abbiamo chinato il capo.

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ArticoloPezeshkian all’ONU: «Senza potere, verremo schiacciati»
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha accusato Stati Uniti e Israele di aver ucciso civili e scienziati iraniani, denunciando gli attacchi alle infrastrutture civili come violazioni del diritto internazionale. Pezeshkian ha inoltre accusato Israele di colpire i Paesi che considera avversari e ha definito USA e Israele «istigatori dei disordini». «In questo mondo bisogna essere forti, perché senza potere verremo schiacciati», ha dichiarato.
TX-3630Thread 5

Pezeshkian all’ONU respinge le accuse di Trump: «Ci ha definiti terroristi, ma noi siamo stati vittime del terrorismo». Il presidente iraniano accusa USA e Israele per la morte di civili innocenti.

TX-3629Thread 5

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha iniziato il suo discorso all’Assemblea generale dell’ONU. In risposta, le delegazioni di Stati Uniti e Israele hanno lasciato la sala.

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L’Iran si prepara ad assumere oggi una posizione ferma e coordinata nei confronti degli Stati Uniti, sia sul fronte dei negoziati sia in risposta alla retorica bellicista di Donald Trump.

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Trump minaccia l’ONU e mette sotto pressione il diritto internazionale. Crescono le preoccupazioni per le sue dichiarazioni e per le possibili conseguenze sulla sicurezza globale.

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ArticoloTrump minaccia l’ONU: il diritto internazionale sotto attacco
Come può un presidente degli Stati Uniti recarsi nella sede delle Nazioni Unite, tempio del diritto internazionale e della cooperazione tra le nazioni, per minacciare altri Stati e spingersi persino a invocare la distruzione di un Paese? Trump e i membri della sua amministrazione devono essere chiamati a rispondere delle proprie azioni. Trump starebbe inoltre cercando appigli giuridici per giustificare l'eventuale impiego di un'arma nucleare e convincere i Paesi europei ad accettarne l'utilizzo. Una prospettiva gravissima, che solleva interrogativi sul rispetto del diritto internazionale e sulla responsabilità delle istituzioni.
TX-3619Thread 5

Non esiste alcuna possibilità di raggiungere un accordo con Trump sulla questione iraniana. Le sue dichiarazioni sono propedeutiche a far scendere il prezzo del petrolio in vista di un eventuale attacco.

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TX-3616

Pezeshkian, è atterrato all'aeroporto John F. Kennedy di New York.

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