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Middle East

Every Silent People post about Middle East: the full timeline, updates and connected threads, newest first.

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TX-3298

activation of the Telex Middle East network”

TX-3295

Tension among the US military in the Middle East: divided families, little information about shift changes, continuous stress and anxiety. Morale would be at the lowest levels.

TX-3261

WE ARE faced with a new paradigm of war, in which there is no longer a clear separation between military operations, intelligence, economic war and communication.

Attached articles

ArticlePotremmo trovarci davanti a un nuovo paradigma della guerra,
Stati Uniti e Israele starebbero rafforzando il coordinamento tra apparato militare, intelligence e comunicazione. Il Pentagono assumerebbe un ruolo più centrale nelle operazioni navali e nel coordinamento con la CIA, mentre il Mossad contribuirebbe alla valutazione dei risultati e alla preparazione di eventuali operazioni sul terreno. Un elemento particolarmente delicato sarebbe però il ruolo della comunicazione: la propaganda e le campagne mediatiche possono diventare parte integrante della strategia di guerra, rendendo più difficile distinguere tra informazioni, messaggi politici e operazioni di influenza. La criticità principale è quindi questa: se questa struttura venisse realmente utilizzata per preparare un conflitto più ampio, il confine tra operazioni militari, intelligence e guerra dell'informazione diventerebbe sempre più sottile. Questo aumenterebbe il rischio di escalation e, soprattutto, renderebbe fondamentale verificare attentamente le informazioni prima di considerarle fatti accertati.
TX-3155

AN HOUR AFTER THE SAUDI PRESS, WHICH QUOTED AN IRAQI SOURCE ABOUT AN IRANIAN AND YEMENI PLAN AGAINST RIYADH, REUTERS RELAUNCHES: IRAN WANTS TO ATTACK SAUDI ARABIA.

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ArticlePERCHÉ DOBBIAMO MORIRE PER GLI STATI UNITI
Trump continua a sostenere il piano della pace attraverso la forza. I paesi del Golfo continuano a dire che vogliono trattare con l'Iran, e a ogni passaggio arrivano modifiche dell'ultimo minuto. Le due posizioni non convergono, e la distanza si allarga. I due blocchi, Hormuz e Bab el-Mandeb, stanno strangolando l'Arabia Saudita e insieme i rifornimenti americani. Da quarantacinque anni non accadeva nulla di simile. Washington sta correndo ai ripari sostenendo che Iran, Iraq e Yemen intendono attaccare Riad, ma l'argomento serve a coprire un problema logistico, non a descriverlo. Trump e il Dipartimento di Stato stanno provando ogni strada per trascinare l'Europa nel conflitto, e soprattutto la NATO, procedendo per provocazioni. L'elenco è lungo e nessuno lo nasconde: qualsiasi commissione d'inchiesta non farebbe fatica, è tutto materiale pubblico. Sabato notte Trump ha fermato un attacco già in corso. Teheran aveva minacciato in modo esplicito di colpire tutte le infrastrutture critiche della regione, e la pressione dei paesi del Golfo su Washington è stata fortissima. Ma ha pesato anche altro: una parte dell'esercito americano ha il morale a terra, e i feriti e i morti non corrispondono affatto alle cifre dichiarate. Nei paesi del Golfo, colpiti di continuo, le intelligence nazionali segnalano una domanda che cresce tra le popolazioni: se tutto questo abbia un senso, e perché continuare a ospitare basi americane. Le case reali resistono per una ragione precisa: hanno i soldi negli Stati Uniti e non vogliono fare la fine di Assad o di Janukovyč. Il caso del Bahrein è istruttivo. I reali hanno chiesto all'Iran, da musulmani, di non attaccare un paese musulmano. Non ha risposto il presidente, non ha risposto un ministro: ha risposto il portavoce del ministero degli Esteri, e la risposta è stata secca. Permettete alle basi americane sul vostro territorio di attaccarci. Far rispondere un portavoce a una richiesta di una casa reale significa negarle il rango di interlocutore. Gli Emirati non si azzardano a muovere un passo falso. Il paese può dividersi in meno di trenta minuti: i rapporti tra le famiglie sono tesi al punto che basta poco perché tutto ceda da sola. Gli imprenditori che vi operano lavorano in uno stato di preoccupazione costante, anche se in superficie tutto appare normale. Il Kuwait è il più colpito, e alla fine il disimpegno americano è arrivato. In pratica hanno smontato i radar più costosi e li hanno trasferiti altrove. Kuwait e Bahrein sono rimasti scoperti. Restano Siria, Iraq e Arabia Saudita. In Siria al-Sharaa è passato da terrorista islamico a Bandito , la sua famiglia è diventata irriconoscibile per accumulo di proprietà, denaro e donne, e nel paese si commettono violenze atroci e crimini sistematici contro le minoranze. L'Europa tace. In Iraq il primo ministro è tanto inutile da giocare a fare Saddam: è già stato avvisato, e non crediamo che arriverà un secondo avviso. Sull'Arabia Saudita gli analisti continuano a non capire. Nessuno ha spiegato perché abbia bombardato gli Houthi. Molti sospettano una pressione di Trump, e qui bisogna andare con le pinze. La strozzatura dei due stretti risponde a un calcolo preciso per riportare l'Europa e tutti gli altri dentro la sfera americana, oppure sono atti estemporanei di follia geopolitica di questa amministrazione? Le due letture portano a scenari opposti e allo stato nessuna delle due può essere esclusa. Una cosa è certa: se Trump tentasse l'azzardo, il Medio Oriente cambierebbe forma. E intanto la Russia ha cominciato a intensificare la pressione per strangolare l'Ucraina, mentre la volatilità dei prezzi in Europa e negli Stati Uniti ha superato la soglia di sostenibilità. Ogni giorno che passa il quadro peggiora. Trump vuole la guerra per ottenere la pace con la forza. E la costruzione è già in corso. Un'ora prima i giornali sauditi attribuivano a una fonte qualificata irachena l'esistenza di un piano iraniano e yemenita per attaccare l'Arabia Saudita. In serata la stessa notizia è uscita su Reuters: l'Iran vuole attaccare l'Arabia Saudita. Un'ora tra la fonte anonima locale e l'agenzia internazionale. La domanda che si fa tutta l'area, dai palazzi alle strade, è una sola: perché dobbiamo morire per gli Stati Uniti.
TX-3140

US Air Force tankers took off from Prince Sultan Air Base, in Saudi Arabia, for in-flight refueling operations to support activities in the region.

TX-3136

Immediately implement recommended security measures, maintain a high level of attention and remain constantly updated. Preventive preparation is essential.

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ArticleKit essenziale di emergenza Autonomia 72 ore
Kit essenziale di emergenza – Autonomia 72 ore In situazioni di emergenza è consigliabile predisporre in anticipo uno zaino di emergenza con il materiale strettamente necessario per garantire un'autonomia di almeno 72 ore. Lo zaino dovrebbe essere facilmente trasportabile e sempre pronto all'uso. All'interno è opportuno inserire acqua potabile, alimenti non deperibili (come scatolette, biscotti, datteri o barrette energetiche), un kit di pronto soccorso con i medicinali di uso personale, una torcia con batterie di ricambio, un power bank completamente carico con il relativo cavo, indumenti caldi impermeabile , una coperta termica, fiammiferi impermeabili o un accendino, oltre a gel disinfettante, salviette umidificate e alcune mascherine. Preparare questo kit prima che si verifichi un'emergenza consente di affrontare le prime 72 ore con maggiore sicurezza, riducendo i disagi e permettendo un'eventuale evacuazione in tempi rapidi.
TX-3135

NETWORK NATION US disengagement in progress. Monitored repositioning movements and reduction of operational exposure in some areas. Evolving scenario

TX-3132

Caution should be exercised in US disengagement in progress. It is recommended to closely monitor operational developments and to keep a high level of attention in relation to possible changes

TX-3131

The NATION Network invites everyone to coordinate and comply with safety guidelines. Prepare preventive measures immediately and check your preparation. Act quickly, stay calm and follow official updates.

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ArticleGestione degli alimenti durante un'interruzione di corrente
Durante un blackout è fondamentale preservare la catena del freddo per ridurre il rischio di deterioramento degli alimenti e di intossicazioni alimentari. Limitare l'apertura di frigorifero e congelatore: aprire le porte solo quando strettamente necessario. Ogni apertura fa entrare aria calda, riducendo rapidamente la capacità di conservazione. Se rimane chiuso, il frigorifero mantiene una temperatura sicura per circa 4 ore; un congelatore pieno fino a 48 ore, uno mezzo pieno per circa 24 ore. Mantenere il freddo più a lungo: utilizzare cubetti di ghiaccio, ghiaccio confezionato, ghiaccio secco (per congelatori di grandi dimensioni) o impacchi di gel refrigerante. Questi sistemi possono mantenere una temperatura adeguata per diverse ore o fino a un giorno. Se il blackout si prolunga: trasferire gli alimenti deperibili in contenitori termici, disponendo uno strato di ghiaccio sul fondo, gli alimenti al centro e un secondo strato di ghiaccio sopra, quindi chiudere accuratamente il contenitore. Questo metodo è particolarmente efficace per carne, pesce, latticini e cibi cotti. Dare priorità agli alimenti più deperibili: carne, pollame, pesce, latticini, uova, cibi cotti, insalate e piatti pronti devono essere consumati per primi o mantenuti al freddo. Alimenti secchi come riso, pasta, legumi e conserve non richiedono la catena del freddo. Se è previsto un blackout: spostare preventivamente gli alimenti deperibili nel congelatore e riempirlo il più possibile, poiché un congelatore pieno conserva il freddo più a lungo. Se disponibili, utilizzare sistemi di alimentazione di emergenza, come generatori elettrici, gruppi di continuità (UPS) o sistemi di backup per celle frigorifere. Controllare sempre la temperatura: tenere un termometro all'interno del frigorifero e del congelatore. Dopo il ripristino della corrente, gli alimenti sono generalmente sicuri se la temperatura è rimasta sotto i 4°C. Se è rimasta sopra i 5°C per oltre 4 ore, gli alimenti deperibili devono essere eliminati. Evitare contaminazioni: conservare la carne cruda in contenitori chiusi, separarla dagli alimenti pronti al consumo ed evitare che liquidi o sangue contaminino altri cibi. Al ritorno dell'energia elettrica: verificare attentamente odore, aspetto e consistenza degli alimenti. In caso di dubbio sulla loro sicurezza, è preferibile non consumarli e smaltirli.
TX-3130

It is recommended that you carefully follow all safety guidelines and instructions released through official channels. Compliance with procedures can help reduce risks and protect personal safety

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ArticleConsigli di sicurezza
In situazioni di emergenza è consigliabile non dormire vicino alle finestre, poiché eventuali esplosioni o onde d'urto potrebbero causare la rottura dei vetri. Applicare nastro adesivo ai vetri può contribuire a ridurre la dispersione di frammenti in caso di rottura, pur non impedendola. Se si verificano incendi in impianti industriali o infrastrutture, limitare l'esposizione a fumo e sostanze potenzialmente nocive, evitando le aree interessate e seguendo le indicazioni delle autorità competenti. In presenza di cavi elettrici, fili o materiali sconosciuti vicino a infrastrutture danneggiate, non toccarli e mantenere una distanza di sicurezza, poiché potrebbero essere in tensione o comunque rappresentare un pericolo.
TX-3128

strong differences have emerged between political leaders and US military commands on crisis management and on upcoming operational decisions

TX-3126

Pay attention: the US disengagement appears gradual and controlled.

TX-3125

Iran, through its emissaries, has warned that any attack on Iranian strategic infrastructure would entail the risk of an extension of the conflict.

TX-3122

TELEX network active. NATION network operational. Maximum caution is recommended. In the presence of risk situations, consider evacuating the affected areas.

TX-3121

Widespread GPS signal disturbances in different areas of the region. The interferences are affecting air navigation, maritime navigation and civil systems

TX-3113

THE UNITED STATES WANTS THE WAR BUT THEY LET UKRAINE AND ISRAEL DO IT. THE EUROPEANS, WHO ACCOMPANIED WITHOUT DECIDING, HAVE BECOME A TARGET.

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ArticleIL DISORDINE COME PROGETTO
Valutiamo che sia in preparazione una serie di operazioni sotto falsa bandiera in Egitto, Iraq, Turchia, Arabia Saudita e Cipro. L'obiettivo non è colpire un avversario: è produrre disordine dentro il mondo arabo. La guerra la vogliono gli Stati Uniti, ma non la combattono. Usano due disperati, l'Ucraina e Israele, che sono disposti a tutto perché non hanno altro. Chi esegue si espone, chi ordina resta fuori. Gli europei stanno dietro, e da una settimana sono diventati un obiettivo. Non per una scelta loro: perché hanno accompagnato senza decidere, e adesso rispondono di ciò che non hanno deciso. I discorsi ufficiali non reggono più e quello che era stato tenuto nascosto è venuto fuori. I cittadini europei lo dicono come lo dicono altrove nel mondo: l'Europa non parla più, ci ha traditi. L'Arabia Saudita si è messa alla guida della nuova difesa marittima del Mar Rosso senza avere un esercito. Compra chi combatte al posto suo e lo manda contro le linee di Ansar Allah, cioè contro gente che si batte per riprendersi la propria terra. È una frontiera che gli yemeniti hanno tenuto sotto i bombardamenti angloamericani e in una guerra con Riad. Chi la attacca oggi la trova dove era prima. Zelensky e Netanyahu guidano eserciti dove circolano casi di ammutinamento, e la ragione è la stessa da entrambe le parti: generali e colonnelli tengono i figli all'estero, in ville che nessuno spiega come abbiano pagato. Su questo corre un canale ucraino-israeliano per l'acquisto di terreni e immobili di lusso. La propaganda occidentale sta cedendo sotto il proprio peso. Non serve smontarla: si smonta da sé, perché ha raccontato troppe cose che non stanno in piedi insieme. I servizi russi sono in allarme e stanno predisponendo piani per il cedimento dell'esercito ucraino. In Medio Oriente la guerriglia è cominciata. A settembre se ne sentiranno le conseguenze in Europa.
TX-3078

The intensification of military movements and tensions on energy routes fuels fears of new shocks on energy, logistics and global prices.

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ArticleEvoluzione della strategia statunitense e impatti sull'Europa
L'attuale postura statunitense suggerisce che Washington attribuisca priorità alla stabilità del sistema finanziario internazionale e alla fiducia degli investitori istituzionali, compresi i grandi fondi sovrani che detengono ingenti capitali nei mercati occidentali. Un deterioramento della percezione di stabilità geopolitica potrebbe tradursi in una riduzione degli investimenti, maggiori costi di finanziamento e ulteriore volatilità dei mercati. Gli Stati Uniti in Medio Oriente appare caratterizzata da una forte flessibilità negoziale e dall'utilizzo di incentivi politici, economici e militari nei confronti degli alleati regionali. Alcune iniziative annunciate pubblicamente, come il possibile trasferimento di F-35 alla Turchia o il sostegno al programma nucleare civile saudita, sembrano essere state subordinate a più ampi obiettivi diplomatici, compresa l'eventuale espansione degli Accordi di Abramo. Parallelamente, cresce l'attività logistica e militare della NATO e degli Stati Uniti nell'area, con un aumento del coordinamento operativo e del trasferimento di assetti verso il Medio Oriente. Gli elementi disponibili suggeriscono che Washington stia predisponendo opzioni militari e diplomatiche simultanee, mantenendo elevata la pressione strategica sull'Iran e cercando al tempo stesso di consolidare il sistema di alleanze regionali. La capacità di mantenere aperte contemporaneamente più linee negoziali rappresenta uno degli strumenti principali della strategia statunitense. In uno scenario di interruzione prolungata dei flussi energetici, l'aumento dei costi di trasporto e trasformazione potrebbe riflettersi sull'inflazione e sui prezzi dei beni alimentari. Da solo, tuttavia, l'utilizzo del Link 16 non costituisce prova dell'avvio di un conflitto né dimostra un coordinamento segreto finalizzato alla guerra. La Siria continua a rappresentare il principale nodo della competizione regionale. L'obiettivo strategico rimane il controllo dei corridoi energetici verso il Mediterraneo e delle principali infrastrutture logistiche. Washington starebbe cercando di consolidare una forza di terra composta da gruppi armati locali per ridurre il coinvolgimento diretto di personale statunitense nelle future operazioni. Le Forze Democratiche Siriane (SDF), a guida curda, restano un partner importante degli Stati Uniti nel nord-est della Siria. Tuttavia, il rapporto è caratterizzato da una forte asimmetria. In caso di mutamento degli obiettivi strategici statunitensi, non può essere esclusa una riduzione del sostegno politico, economico o militare ai partner curdi. Sul piano informativo, permane una forte asimmetria tra il livello di attività diplomatica e militare e la percezione dell'opinione pubblica. Molte decisioni vengono comunicate solo parzialmente o attraverso dichiarazioni frammentarie, lasciando spazio a interpretazioni divergenti e a un elevato grado di incertezza. La competizione in corso non riguarda esclusivamente il piano militare, ma coinvolge la fiducia dei mercati, la sicurezza energetica, le catene di approvvigionamento e la capacità dei governi di mantenere consenso interno in un contesto di crescente pressione economica e geopolitica.
TX-3049

US airlift to the Middle East. While Washington was pushing for a truce, the transfer of men and military materials to the region continues.

US airlift to the Middle East. While Washington was pushing for a truce, the transfer of men and military materials to the region continues.
TX-3048

MIDDLE EAST - LARGE VOLUME OF US TRANSPORT AIRCRAFT AND NATO COUNTRIES ARRIVING IN THE AREA. THE ALLIANCE'S INFRASTRUCTURE IS USED TO SUPPORT AN OFFENSIVE OPERATION NEVER DELIBERATED BY ITS ORGANS.

TX-3039

Widespread disturbances to communications and navigation systems reported in the Persian Gulf, the Strait of Hormuz, southern Iran, the United Arab Emirates, Oman, Qatar, Iraq and some areas of the Eastern Mediterranean.

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