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Europe

Every Silent People post about Europe: the full timeline, updates and connected threads, newest first.

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TX-4024

Un giorno dovremo dare spiegazioni e rendere conto dell’operato, di certi atteggiamenti e delle responsabilità. Meglio farci trovare preparati, piuttosto che fare scena muta dinanzi alla magistratura.

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ArticleUltimo minuto
La trattativa segreta tra Iran e USA. Trump ha colpito ancora ed è sempre più isolato, compromettendo i rapporti con altri interlocutori, non essendo più credibile e screditando continuamente le istituzioni preposte e anche i piccoli governi. È ora che la gente sappia che abbiamo a che fare con un cannibale in mano agli squali. Nonostante abbia tolto le sanzioni alla Russia e all'Iran come parte dell'inizio della trattativa, a quanto pare, nell'ufficio dei Nations in Belgio si erano messi a ridere, liquidando la situazione con un «avanti un altro». Nonostante le rassicurazioni, secondo cui il presidente avrebbe preso coscienza del problema, insomma, ha buttato seimila missili, ha messo il mondo sottosopra e adesso prende coscienza? Molti si sono ritirati dalla trattativa, sapendo che il matto psicopatico ne combinerà un'altra delle sue. E così, dalla trattativa a cui si doveva partecipare in pompa magna, il 70% si è ritirato, mentre coloro che avevano l'asso nella manica sono andati convinti. Una volta iniziata la riunione, è andato in scena il solito teatrino: «Sì, subito, hai fatto ? ». C'è stato subito il disgelo e lo sblocco immediato dei soldi. La cosa prometteva bene. Una volta iniziate le telefonate, il pazzo ha avuto un'idea: gli USA avrebbero attaccato il Monte Klang e avrebbero chiesto all'Iran di non rispondere. Gli iraniani hanno risposto a tono e la situazione è degenerata. Insomma, Trump ha chiamato tutti e vuole un lavoro lampo. Noi diamo un consiglio a Trump e a quei conigli che si sono prestati: di lampo, che fa rima con lampione, è proprio lì che vi dovete attaccare. Non c'è niente di più vile di un presidente che fa morire i suoi uomini per egoismo. Non c'è nulla di più simile a un alto tradimento delle istituzioni europee che continuano a mettere le proprie basi a disposizione della follia degenerativa di un sistema marcio. Il suono delle manette lo sentiamo già nelle nostre orecchie.
TX-3895

According to the Ministry of Health, 91 dead and 168 wounded in the Saudi attacks from September 3 to October 10, 60% women and children. The silence of the European media exposes a double standard: it seems that not all lives have the same value.

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ArticleYemen, 91 morti e 168 feriti nei bombardamenti sauditi: il silenzio dei media europei
Secondo il Ministero della Salute yemenita, dall’escalation del 3 settembre alla sera del 10 ottobre 2026, l’aggressione saudita contro lo Yemen ha provocato 91 morti e 168 feriti. Il 60% delle vittime sarebbe costituito da donne e bambini. Eppure, secondo la denuncia, quanto accaduto non ha trovato adeguato spazio nei media europei. Un silenzio che solleva interrogativi profondi sui criteri con cui vengono raccontate le tragedie umane e su quanto pesino gli interessi geopolitici nella scelta delle notizie. Esiste forse una gerarchia europea del dolore, in cui la vita di un cittadino europeo vale più di quella di uno yemenita? Quando alcune vittime ricevono un’enorme attenzione mediatica e altre vengono ignorate, il rischio è quello di alimentare un razzismo di fatto, fondato sulla diversa importanza attribuita alle vite umane. Questa è la contraddizione di una democrazia che proclama l’universalità dei diritti, ma rischia di applicarli selettivamente. Perché la vita di una donna yemenita o di un bambino yemenita dovrebbe valere meno di quella di un europeo? Il silenzio davanti alla sofferenza degli altri non è neutralità: è una responsabilità politica, morale e mediatica.
TX-3869

When Trump says: “Either Iran will give us everything, or it will be destroyed,” and the Europeans are silent, they are complicit and corrupt too, perhaps even worse than him.

TX-3849

NATO and Europe are involved in the conflict in Yemen through air support and military means, without informing their citizens. A serious involvement that could cause political and strategic repercussions.

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ArticleYemen
Nel dispositivo aereo impegnato figurerebbero numerosi aeromobili britannici destinati al rifornimento in volo, con operazioni di supporto condotte da Cipro e Mascate. Si segnala inoltre la presenza di droni da combattimento turchi Bayraktar Akıncı, alcuni dei quali sarebbero stati trasferiti presso la base aerea King Faisal. La ricerca degli obiettivi, soprattutto dei sistemi di lancio, sarebbe affidata a piattaforme senza pilota equipaggiate con sensori elettro-ottici, utilizzate per individuare e segnalare le posizioni da colpire. Nel complesso, le informazioni delineano un dispositivo che combina sorveglianza aerea, acquisizione degli obiettivi e sostegno logistico alle operazioni
TX-3848

NATO is illegally sending materials and weapons to the Middle East. This is a very serious act on the part of Europe, with the aim of weakening the region, pushing Middle Eastern countries to wage war with each other.

TX-3833

Yemen: the first offensive of the PLC supported by Riyadh and European partners fails. A new counteroffensive is being prepared, while the US and Europe supply Saudi Arabia with weapons.

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ArticleYemen, fallisce l’offensiva del PLC: Arabia Saudita prepara una nuova controffensiva
L’Arabia Saudita, con i suoi aerei, continua a colpire le postazioni di Ansar Allah nello Yemen. Come controrisposta, vengono lanciati missili balistici da parte di Ansar Allah contro le infrastrutture petrolifere e gli aeroporti. L’Arabia Saudita tenta di intercettare questi missili e i detriti finiscono nelle abitazioni civili, negli asili e negli ospedali. La prima offensiva che doveva essere condotta dalle forze yemenite sostenute dall’Arabia Saudita e dagli europei, il PLC, è stata catastrofica, creando una narrativa falsa sulla presunta ripresa di territori. Adesso si sta studiando una nuova controffensiva, mentre europei e USA stanno rifornendo di armi l’Arabia Saudita. Nel frattempo, si diffondono sempre di più le fake news secondo cui il Pakistan sarebbe entrato in guerra contro Ansar Allah. L’operazione saudita sta facendo di tutto per coinvolgere l’Europa e il Patto della Mecca nella guerra. Questi aiuti europei vengono visti da Ansar Allah come un’invasione e un’interferenza. Europei, USA e Arabia Saudita spingono Al-Sharaa a mandare tutti i tagliagole dell’ISIS che sono in Siria, che ormai tentennano perché molti si sono arricchiti. È dunque attivo un reclutamento di giovani leve per andare a combattere sotto una forma di esercito musulmano. a Seguire
TX-3826

Red Sea: Turkey and Pakistan will not send troops to Yemen. According to what emerges, Syrian fighters linked to ISIS will fight, employed instead of the soldiers of the two countries.

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ArticleMar Rosso, l’Europa entra in guerra: Turchia e Pakistan restano fuori, arrivano i combattenti siriani
L’Europa è entrata in guerra stasera nel Mar Rosso, dietro al suo proxy Arabia Saudita. Altro che l’alleanza della Mecca tra Pakistan e Turchia: i media hanno fatto credere all’Occidente che Turchia e Pakistan avrebbero mandato delle truppe in Yemen, ma in realtà saranno i terroristi dell’ISIS a essere impiegati. Non ci sarà nessun soldato turco o pakistano in Yemen. Solo il Pakistan ieri ha inviato materiale e sono stati bombardati dagli Houthi, visto che si vantavano che stavano arrivando aerei per sistemare la situazione. L’Italia gioca a nascondersi, ma gli Houthi la seguono, perché questo Governo dovrà spiegare tante cose tra non molto alla magistratura. Quando ci si mettono i barzellettieri e fiduciari truffaldini, si finisce sempre per fare delle magre figure. Ma andiamo avanti. La situazione è talmente tragica in Arabia Saudita che quei mercenari sono scappati via al confine, e gli Houthi hanno circondato la città di Taiz e chiuso i rifornimenti per Aden. La situazione è talmente delicata che servono immediati interventi, e sono andati dal terrorista Al Sharaa, Jolani, ISIS, così può svuotare tutta quella banda di tagliagole dalla Siria e scaricarli in Yemen. Mentre l’Italia, la Francia, l’Inghilterra, ecc. stanno finanziando questa guerra illegale. E no, l’Italia non vuole dire che è in guerra: ci sono le elezioni. Tra gli USA, che hanno una guerra in casa, Israele, che è fallita e cerca la guerra ad ogni costo per salvarsi, e la sciocca Italia, che pensa di guardare le cartine, il premier Meloni, con una banda di ciarlatani, porta la nazione al suicidio.
TX-3730

In the name of security, Europe is giving up piece by piece strategic autonomy, energy, defense and infrastructure control. The risk is to transform the security of citizens into a justification for a new architecture of power

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ArticleSICUREZZA, DIPENDENZE E PERDITA DI AUTONOMIA STRATEGICA
L’Europa sta attraversando una trasformazione profonda del proprio sistema di sicurezza ed energia. La progressiva riduzione della dipendenza dal gas e dal petrolio russi è stata accompagnata dalla ricerca di nuovi fornitori, nuove rotte e nuove catene di approvvigionamento. Nel 2025 gli Stati Uniti rappresentavano già il 26% delle importazioni europee di gas, mentre il Nord Africa contribuiva per il 13%. Parallelamente, Bruxelles sta costruendo una politica di "autonomia strategica" fondata sulla sicurezza energetica, sulle materie prime critiche, sulla difesa e sulle infrastrutture strategiche. La Commissione ha previsto anche un European Critical Raw Materials Centre per raccogliere intelligence sulle catene di approvvigionamento e orientare investimenti e decisioni strategiche. Il problema è che questa ricerca di sicurezza può produrre una nuova forma di dipendenza. Ridurre una dipendenza per crearne un’altra non significa necessariamente ottenere autonomia. Nel settore della difesa, il Parlamento europeo riconosce che gli Stati membri continuano a dipendere in misura significativa da fornitori non europei e sostiene la necessità di una transizione verso una maggiore autonomia strategica. Il rafforzamento degli apparati di sicurezza pone inoltre una questione democratica. Il Parlamento europeo ha denunciato casi di uso ingiustificato della sicurezza nazionale per giustificare sorveglianza e spyware, chiedendo controlli giudiziari e maggiore responsabilità degli apparati. Questo rappresenta il punto più delicato: ""quanto potere può essere trasferito agli apparati di sicurezza in nome della protezione dei cittadini prima che la sicurezza inizi a comprimere gli stessi diritti che dovrebbe proteggere?"" La documentazione disponibile non dimostra l’esistenza di una singola regia europea finalizzata a instaurare una “nuova dittatura”. Dimostra però qualcosa di più concreto: l’Europa sta cercando di reagire a una fase di crescente competizione geopolitica attraverso **energia, materie prime, difesa, intelligence e controllo delle infrastrutture strategiche**. La questione politica diventa quindi un’altra: nel tentativo di garantire sicurezza e autonomia strategica, l’Europa rischia di consegnare una parte crescente della propria sovranità a strutture, alleanze e apparati che i cittadini controllano solo indirettamente?** È qui che dovrebbe concentrarsi l’analisi: non sulla teoria di una dittatura già instaurata, ma sulla progressiva "perdita di autonomia decisionale, dipendenza strategica e possibile riduzione dei meccanismi di controllo democratico" Il vero indicatore da monitorare non è soltanto chi controlla l’energia. È chi controlla contemporaneamente energia, materie prime, infrastrutture, tecnologia, difesa e intelligence. Quando questi elementi convergono nelle stesse architetture di potere, la questione non è più soltanto economica o militare: diventa una questione di **sovranità politica europea.
TX-3721

Kallas's statements about Russia fuel an increasingly militaristic and contrasting narrative. A Europe founded on peace cannot transform diplomacy into propaganda or sacrifice dialogue and cooperation to the logic of confrontation.

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ArticleL’Europa non può trasformare la diplomazia in una macchina di contrapposizione
Le dichiarazioni di Kaja Kallas sulla Russia non sono semplicemente dure: rappresentano, a nostro avviso, una deriva politica e diplomatica profondamente preoccupante. Un’Europa nata sulle macerie delle guerre del continente avrebbe dovuto fare della diplomazia, del dialogo e della cooperazione tra i popoli il proprio strumento principale. Invece, sempre più spesso, assistiamo a una narrativa fondata sulla contrapposizione, sulla militarizzazione del linguaggio e sulla costruzione di nuovi nemici. Quando un esponente di vertice dell’Unione europea utilizza dichiarazioni così pesanti nei confronti di una potenza internazionale, dovrebbe essere consapevole delle conseguenze che possono produrre. La diplomazia non è propaganda e non può trasformarsi in una gara a chi usa le parole più aggressive. Il problema è ancora più grave perché l’Unione europea vive sulla fiducia: fiducia tra gli Stati membri, fiducia dei cittadini nelle istituzioni e fiducia dei Paesi esterni che vedono nell’Europa un fattore di stabilità. Quando questa fiducia viene progressivamente erosa da dichiarazioni contraddittorie, ambigue o percepite come irresponsabili, il danno non riguarda soltanto Bruxelles: ricade sulle nazioni europee e sulla credibilità internazionale dell’intero continente. Kallas può esprimere la posizione dell’Unione, ma non può pretendere che la propria impostazione rappresenti automaticamente la voce di tutti gli europei. L’Europa non è una persona, non è un apparato burocratico e non è una singola linea politica: è composta da popoli, Stati e cittadini con sensibilità e interessi diversi. Ed è proprio qui che occorre essere durissimi: se l’Europa vuole continuare a essere considerata un attore credibile, deve recuperare il senso della responsabilità diplomatica.
TX-3693

massive deployment of U.S. transport aircraft to the region. Several C-130Hs are reaching the area

TX-3691

IN EUROPE, PRICES ARE LOSING CONTROL. LIFESTYLE WAS BASED ON CREDIT, AND CREDIT NO LONGER HOLDS UP.

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ArticleMILIONI, MILIONI E MILIONI
Mi rivolgo a voi, ambasciatori del cosiddetto mondo libero. Voi che siete stati infiltrati dalla politicizzazione delle informazioni, e che in quei posti non ci siete arrivati per merito: vi ci hanno messo le lobby che in Europa decidono le nomine. Del resto non rappresentate più i vostri Paesi, fate affari. I governi ormai nemmeno vi consultano, e questo è sbagliato, ma la politica si è fatta diretta e le vostre posizioni vengono scavalcate. Siete diventati agenti di commercio. Invece di difendere la democrazia avete chiuso gli occhi al mondo, e alle grida della disperazione avete preferito la musica della propaganda. Un disco rotto a cui in Europa non crede più nessuno. La potente macchina morale democratica, che un tempo aveva una nobile visione e che il mondo invidiava, si è trasformata in telemarketing: una macchina che lavora contro se stessa. Un'orchestra sinfonica cacofonica, dove gli stessi musicisti suonano su un palco in cui da destra si condanna e da sinistra si incoraggia un crimine di guerra, una pulizia etnica. E poi c'è la questione delle prove, che da sola basterebbe a spiegare tutto. Quando succede un fatto che serve, nel giro di poche ore si sa tutto: chi, come, con quale arma, con quale mandante. Nomi, ricostruzioni, immagini, dettagli tecnici che in condizioni normali richiederebbero mesi di accertamento. La macchina funziona, e funziona benissimo. Poi vengono bombardate scuole, muoiono bambini, e la stessa macchina non trova più niente. Nessun dettaglio, nessuna ricostruzione, nessun responsabile. Si attende, si verifica, si è cauti. Passano le settimane e il silenzio diventa definitivo. Non è incapacità. La velocità dell'accertamento non dipende dalla difficoltà dei fatti: dipende da chi li ha commessi. Ed è questa la prova che nessuno vi chiederà mai, perché è sotto gli occhi di tutti da anni. Da Berlino, un tempo, Kennedy pronunciava il suo famoso discorso e diceva: io sono un berlinese. Oggi, all'ONU, il presidente americano dice che annienteranno l'Iran. E va oltre: è disposto a chiudere all'Europa i rubinetti dell'energia. L'Europa sarà capace di rispondere, oppure dovrà adeguarsi alla frase di Netanyahu, ci sono ancora codardi morali in quest'aula che vogliono uscire? E fino a qui mi fermo, perché in Europa i prezzi stanno perdendo il controllo e a ottobre cominceranno le manifestazioni. Non è una rivoluzione. In Europa lo stile di vita è alto non perché ci siano i soldi, ma perché è costruito sul credito: l'auto a rate, le vacanze a rate, il divertimento a rate. Un'economia elastica, che regge finché il credito regge. Adesso non regge più, e la gente scopre di non potersi permettere niente di quello che faceva ieri. Scendono in piazza per riavere le carte di credito. Vogliono, vogliono, vogliono quello che i politici europei hanno sempre promesso nelle campagne elettorali, e che nessuno ha mai davvero posseduto. Le rivoluzioni, quelle vere, la macchina democratica le voleva in Iran. Ci si organizzava, e lì, nel mondo dell'intelligence e degli analisti dietro le scrivanie, ci si contorceva per definire profili. Le false resistenze iraniane in Europa venivano finanziate da ex agenti dei servizi, professori, affaristi, giornalisti, che facevano uscire mirabolanti operazioni inventate. Ci risulta che siano gli stessi che promuovono le fonti false poi inserite nei report di intelligence, quelli che finiscono nelle stanze decisionali e su cui si prendono le decisioni finali. E non che chi decide non sappia che quelle informazioni sono false. Lo sa. Lo sa benissimo. Ma davanti alla dignità non si scherza: meglio che nessuno chieda troppo da dove vengano i milioni sui conti correnti dei politici. È lo stesso meccanismo che decide le ambasciate. In Europa e nel mondo occidentale ci sono i guardiani democratici, e meglio non chiedere mai chi paga le loro conferenze, chi compra i loro libri, come mai quelle geniali fondazioni filantropiche abbiano donato soldi a politici democratici che si battono per la libertà. Quelli che hanno sbattuto il pugno sul tavolo sostenendo che Israele ha il diritto di difendersi, tra gli applausi. E che poi sono diventati esperti di immigrazione, poi esperti di nucleare, poi esperti di terrorismo, adesso esperti di intelligenza artificiale. Milioni, milioni e milioni. Sulla questione della Flotilla per Gaza la macchina è riuscita in qualche modo a fare il suo lavoro, ma con un costo troppo alto: in mancanza di argomenti i ministri dei Paesi europei non sapevano più che dire, e sono andati avanti da soli, creando crepe considerevoli. Nonostante il processo della guerra proseguisse, le narrative sono cadute. La macchina democratica è concepita per guerre lampo, non per conflitti duraturi, e alla velocità a cui viaggiavano giornalisti e mercenari culturali non avevano risposte da dare: ripetevano sempre le stesse cose. È lì che è arrivato il crac. Da milioni milioni milioni si è passati a idioti idioti idioti. La nuova macchina ibrida viene messa alla prova in Siria, e Assad viene spazzato via. Ma bisogna capire cosa è successo davvero: ha funzionato perché è stata una guerra lampo, e perché la Siria era già caduta. Gli errori ci sono stati, ma piccoli, e gli esperimenti condotti non erano esperimenti. Solo che, per vendere i prodotti, si è fatto credere al mondo che lo fossero. Da lì la convinzione che l'Iran avesse le ore contate. Al punto che Reza Pahlavi, l'unico che si è messo a disposizione, è andato in giro convinto davvero di dover tornare in Iran e che il popolo lo aspettasse. Nel mondo occidentale molte iraniane si prestavano a telecamere ed eventi che, come sa chi conosce la materia, sono a volte costruiti. Basta andare sui social per capire che in quello che dicono ci sono forti incongruenze. E la domanda che faccio a voi, leader della democrazia mercenaria, è questa. Può, secondo voi, ribellarsi la città di Minab dopo il bombardamento e l'uccisione di 180 studenti? Possono ribellarsi gli studenti? Possono scendere in piazza contro chi è morto per il Paese, mentre Stati Uniti e Israele commettono un genocidio a Gaza e in Iran uccidono generali, politici, artisti, poeti e scrittori? Possono scendere in piazza per far arricchire le famiglie saudite ed emiratine e quelle false fratellanze del Golfo? Possono scendere contro quei soldati morti nella guerra Iran-Iraq? Possono scendere a favore dell'ISIS, quando l'Iran mandava camion su camion in Siria per combatterlo? È vero che la situazione economica è complessa, ma il grado di resilienza è diverso dal nostro. L'Europa derubata. L'Europa infangata. L'Europa complice di crimini di guerra. L'Europa che tradisce ogni giorno, e che da cittadini ha trasformato i suoi figli in contribuenti. L'Europa delle commissioni che non dovrebbero fare politica, ma che stanno lì come guardiani della democrazia a saccheggiare imprenditori, a sfruttare l'immigrazione, a creare corsie economiche a doppio binario tra la piccola e media impresa e la grande impresa. L'Europa che stabilisce chi è la vittima, chi il morto, chi l'effetto collaterale: decine di parole inventate per far sembrare i morti dei prodotti. E cosa dovevano fare gli iraniani, ribellarsi a cosa? Per passare dai guardiani della rivoluzione ai guardiani della democrazia? Scendere in piazza per Trump? Per von der Leyen? Per Macron? Per Meloni? Da trent'anni l'Europa commette crimini, e ci sono uomini e donne in tutta Europa che hanno preso le distanze silenziosamente da queste complicità. Ci sono uomini e donne che hanno deciso di non sedersi nei posti di comando, proprio per non essere obbligati a commettere crimini con la propria approvazione. E sono stati traditi da chi parla di patria ma si comporta sempre più da padrone, e da chi si professa democratico ed è il peggior dittatore sanguinario. Milioni, milioni e milioni. Sono stati spesi per comprare analisi che dicevano quello che si voleva sentire, e il risultato lo abbiamo davanti. Nessuno chiederà indietro quei soldi, perché chiederli significherebbe ammettere a chi sono andati. L'Iran non è perfetto. Ma oggi ha dato una speranza all'Europa.
TX-3647

Extensive deployment of US Air Force aircraft from Europe to the Middle East.

TX-3611

Tehran accuses Washington of violating the agreements and criticizes the EU for appeasement to the US, considered an obstacle to international peace and security.

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ArticleIran accusa Washington e critica l’UE: «L’appeasement non favorisce la pace e la sicurezza internazionale»
Il ministro degli Esteri iran nel corso di un colloquio con l’Alto rappresentante dell’UE per la politica estera: «Le ripetute violazioni degli accordi da parte degli Stati Uniti sono state l’unico fattore a compromettere i processi diplomatici. Purtroppo, in numerose occasioni, l’UE, anziché attenersi ai principi dichiarati, come lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, ha scelto la strada dell’appeasement nei confronti delle prepotenze statunitensi, un atteggiamento che non giova in alcun modo alla pace e alla sicurezza internazionali».
TX-3608Thread 2

The decision of some European countries - including Italy - to host U.S. military bases, as well as any cooperation in preparations for acts of aggression against Iran, constitutes complicity in the aggression

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TX-3607Thread 2

Araghchi warns Italy: hosting US bases is equivalent to complicity in the aggression against Iran. Tehran asks European countries to hold Washington responsible for its threats.

TX-3582

Europe is complicit in an illegal war in the Middle East. Information is manipulated, while uncomfortable journalists are censored and silenced. Citizens, open your eyes: if you don't want to dig your own grave.

TX-3574

NATO has announced that it has 4,000 pages of plans for a possible war with Russia. Four thousand pages: practically only the final chapter is missing... “How to return home safe and sound”

TX-3571

In Germany, traitors to the fatherland participated in the decision to start the attack and the war, in an operation that should have remained secret. Do not come tomorrow to say that it was a war of peace.

TX-3569

Trump needs a result to spend politically in the US; Netanyahu needs a result to strengthen his electoral position. Don't give your life for the interests of political leaders. Disobey.

TX-3567

They sell weapons, fuel war and ask people to pay the price with their blood. The European political butcher shop has betrayed its citizens and Europe itself.

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ArticleLA PATRIA VI HA TRADITI: DIFENDETE I VOSTRI COMPAGNI, NON LE SUE GUERRE
Sono ore decisive. La maschera dei guerrafondai sta crollando: i popoli europei sono contrari alla guerra, mentre politici e istituzioni, che dovrebbero difendere i cittadini, li hanno traditi. Non sacrificatevi per una patria che vi ha venduti. Difendete i vostri compagni, proteggetevi a vicenda: la solidarietà tra voi vale più delle promesse di chi vi manda al fronte.

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