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Israel

Every Silent People post about Israel: the full timeline, updates and connected threads, newest first.

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TX-4036

Israel : The French-Israeli experts monitoring TikTok and eyeing new business in Europe. The Israeli start-up Senaï is actively courting several European governments in a bid to sell its mass video data processing [...]

TX-4034

Il gruppo hacker Handala afferma di aver violato un’unità di intelligence Israeliana,dedicata alla guerra cognitiva, pubblicando oltre 500 documenti riservati e decine di migliaia di messaggi interni.

TX-3920Thread 9

The US, with the secret support of the EU and NATO, is preparing a new operation against Iran: tanker planes, 50,000 soldiers and joint maneuvers. Trump and Netanyahu aim to overturn.

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ArticleEuropa, NATO e Occidente tentano il ribaltamento degli equilibri sul campo.
Si rincorrono le voci su un possibile attacco congiunto USA-Israele nei prossimi giorni. Si parla di preparativi per operazioni anfibie volte a riconquistare isole iraniane nel Golfo Persico, di bombardamenti contro siti nucleari e installazioni militari iraniane e di una campagna di omicidi mirati.

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TX-3919Thread 9

Intense Israeli fighter activity in Iraqi skies, especially in the eastern regions close to the border with Iran.

TX-3898Thread 9

Israel tests an enhanced version of the Iron Dome and simulates simultaneous high-intensity attacks in the skies of Jordan, Iraq and Syria. The maneuvers indicate preparation for quick and deep operations,

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ArticleEsercitazione militare israelo-occidentale: test dell’Iron Dome e preparativi per attacchi simultanei ad alta intensità
L’esercitazione militare di questa sera ha interessato porzioni dello spazio aereo sopra Giordania, Iraq e Siria, comprese le Alture del Golan occupate, e ha previsto il collaudo di una nuova versione potenziata del sistema di difesa aerea Iron Dome. L’elemento più significativo riguarda tuttavia l’addestramento dei caccia israeliani a condurre bombardamenti massicci e simultanei contro obiettivi prestabiliti in una finestra temporale ristretta. Lo scenario operativo contempla la soppressione delle difese aeree avversarie, l’eliminazione mirata di obiettivi e la penetrazione in profondità nel territorio nemico, con attacchi diretti anche contro le retrovie. La combinazione di queste capacità punta a concentrare gli effetti dell’offensiva in tempi brevi, riducendo il margine di reazione dell’avversario e aumentando la pressione sulle sue strutture militari. Il quadro delineato è compatibile con la preparazione a operazioni ad alta intensità, nelle quali la rapidità d’esecuzione e la simultaneità degli attacchi assumono un ruolo determinante. Sul piano strategico, l’esercitazione alimenta l’ipotesi che Israele stia valutando uno scenario di conflitto breve, caratterizzato da una forte concentrazione di fuoco e dalla ricerca di risultati militari e politici immediati, sul modello della cosiddetta «Guerra dei 12 giorni». La possibilità che un simile approccio venga applicato contro l’Iran costituisce un elemento di particolare rilevanza, considerando la portata degli obiettivi che potrebbero essere coinvolti e il rischio di un’escalation regionale. Per l’Iran, il messaggio operativo è chiaro: occorre considerare seriamente la possibilità di attacchi simultanei e su larga scala, rafforzando la capacità di assorbire il primo impatto, preservare le infrastrutture strategiche e mantenere operative le strutture di comando e difesa anche sotto pressione prolungata. Resta tuttavia necessario distinguere i dati relativi all’esercitazione dalle valutazioni sulle intenzioni strategiche israeliane: le attività descritte indicano capacità oggetto di addestramento, ma non dimostrano da sole che un attacco contro l’Iran sia imminente.
TX-3893Thread 9

These were tactical tests as part of an exercise that involved the Navy, the Aviation and the entire military apparatus.

TX-3890Thread 9

Intense hunting activity in progress in the skies of Jordan.

TX-3889Thread 9

Unidentified fighters flying over Iraq.

TX-3888Thread 9

According to some information, the United States and Israel are carrying out tests on the new Iron Dome system installed.

TX-3887Thread 9

US tankers have deactivated their transponders while transiting the Strait of Hormuz.

TX-3886Thread 9

Israeli fighters are operating over the skies of Jordan and Syria.

TX-3800

The Mexican Defense Minister: 80% of the weapons seized from the cartels come from the US, 20% from Israel. Washington doesn't just fight the cartels: it also arms them.

TX-3731

NETANYAHU IN THE ELECTION CAMPAIGN The race of five versions of events has already started. Now he seems to be looking for a geopolitical confrontation at any cost: even a condominium fight with an Iranian would suffice.

TX-3726

pilot stabbed during the accident on the Dubai-Tel Aviv flight.

TX-3725

Any future incidents involving aircraft or civil infrastructure, accompanied by a quick attribution to Iran before the conclusion of the investigation, would represent an element to be monitored with particular attention.

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ArticleIran e scenari di attribuzione
Informazioni attribuite a fonti di sicurezza iraniane segnalano la presunta elaborazione, da parte dei servizi israeliani, di scenari destinati a generare un grave incidente nella regione e ad attribuirne successivamente la responsabilità all’Iran. Tra le ipotesi indicate figurerebbero operazioni contro aerei o infrastrutture aeroportuali, con l’obiettivo di provocare un incidente di massa e creare le condizioni per una risposta internazionale contro Teheran. Si tratterebbe di uno scenario riconducibile alla logica delle operazioni sotto falsa attribuzione. La finalità attribuita a questa presunta pianificazione sarebbe la costruzione di un consenso internazionale contro l’Iran, attraverso un evento capace di modificare rapidamente la percezione dell’opinione pubblica e dei governi. In questa prospettiva, i servizi iraniani starebbero concentrando parte delle proprie attività sul monitoraggio e sulla prevenzione di scenari che possano successivamente essere utilizzati per sostenere accuse contro Teheran. Il quadro si inserisce in una fase di crescente pressione sull’aviazione iraniana, caratterizzata da limitazioni e sospensioni dei collegamenti da parte di alcuni Paesi della regione e dall'intensificazione delle misure statunitensi. Parallelamente, risultano ancora attivi collegamenti con diversi Paesi, tra cui Cina, Russia, Turchia, Armenia e Pakistan,Iraq Particolare attenzione viene attribuita alla situazione irachena, dove le restrizioni sui voli iraniani avrebbero provocato proteste e pressioni sul governo. Un ulteriore elemento inserito nella narrativa riguarda un volo sulla tratta Dubai–Tel Aviv, sul quale sono circolate versioni contrastanti: alcune fonti hanno parlato di un tentativo deliberato di provocare lo schianto, mentre altre hanno riferito di una colluttazione a bordo e di un successivo atterraggio d’emergenza in Arabia Saudita. Al momento, le diverse ricostruzioni devono essere considerate separatamente e non costituiscono, da sole, prova di un'operazione coordinata. Dagli incidenti aerei alle accuse di collegamenti con Teheran , potrebbero essere inseriti in una più ampia battaglia narrativa, nella quale la tempestiva attribuzione della nazionalità, dell’origine o del presunto mandante precede talvolta l’accertamento completo dei fatti. La stessa impostazione viene collegata dalle fonti iraniane a precedenti episodi nei quali eventi regionali sarebbero stati utilizzati per costruire consenso contro l’Iran o contro Ansar Allah. La componente centrale della ricostruzione è dunque la possibilità che un singolo incidente venga trasformato rapidamente in un caso geopolitico, attraverso l'attribuzione immediata della responsabilità e la conseguente pressione internazionale. Eventuali incidenti futuri che coinvolgano aerei o infrastrutture civili, accompagnati da una rapida attribuzione all’Iran prima della conclusione delle indagini, rappresenterebbero un elemento da monitorare con particolare attenzione.
TX-3723
The big show of the week: attacks, 'secret' visits, planes and nationalities announced even before the events. Netanyahu is looking for Iran even where it is not there: first the narrative is constructed, then the facts are sought.

The big show of the week: attacks, 'secret' visits, planes and nationalities announced even before the events. Netanyahu is looking for Iran even where it is not there: first the narrative is constructed, then the facts are sought.

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ArticleIL GRANDE SHOW MEDIATICO DELLA SETTIMANA
Il grande show mediatico delle notizie di questa settimana: da una parte il famoso attentato in Inghilterra, uscito in pompa magna come una grandissima operazione e, come piace dire a Trump e Meloni, **un lavoro fantastico**. Nella narrativa si cerca sempre di mettere dentro l’Iran: si cerca l’iraniano, si cerca il collegamento, si cerca qualcuno da coinvolgere. Poi arriva la **visita segreta di Netanyahu, che tanto segreta non era**, con il racconto dell’incontro con tutti i capi della regione: Arabia Saudita, Qatar, Marocco, Bahrein, Libia e chi più ne ha più ne metta. La visita ad Abu Dhabi è stata confermata, ma il grande vertice con tutti i leader della regione appartiene soprattutto alle varie ricostruzioni circolate. Adesso arriva l’aereo. E anche qui la cosa interessante è il metodo della narrazione: **prima ancora di capire esattamente che cosa sia successo, arriva subito la nazionalità**. Prima i piloti vengono indicati, nelle ricostruzioni israeliane, come russi e ucraini; poi cominciano a circolare altre versioni. E adesso, secondo le ultime ricostruzioni, si parla di un diverbio tra un emiratino e un omanita. Il fatto in sé dovrebbe essere la notizia. Invece sembra diventare fondamentale stabilire **prima di tutto chi è, da dove viene e quale nazionalità ha**. Perché? Perché una volta fissata la nazionalità nella testa dell’opinione pubblica, diventa molto più facile costruire attorno al fatto una narrativa politica. E così un incidente a bordo di un aereo rischia di trasformarsi, ancora prima che siano accertati i fatti, in una storia geopolitica: prima si sceglie il protagonista, poi si cerca la storia da raccontare. E qui torna anche la solita ossessione per l’Iran: basta un aereo, un pilota, una nazionalità o un presunto collegamento e immediatamente parte la ricerca del filo iraniano. Nel frattempo, gli Stati Uniti dalla guerra contro l’Iran sono passati al blocco aereo e alle trattative, mentre hanno completato il disimpegno dall’Iraq. I Paesi del Golfo si trovano davanti a una situazione sempre più complicata, mentre gli Stati Uniti sembrano avere sempre più difficoltà a garantire direttamente la sicurezza regionale. E le negoziazioni con l’Iran? Servono anche a prendere tempo. Promesse che vengono fatte e poi rimesse in discussione, un po’ come accade nelle trattative di Trump: si mettono le sanzioni sul tavolo, durante la negoziazione si dice che potrebbero essere tolte e, alla fine, non è detto che arrivi nulla. La domanda che ormai viene spontanea è questa: Chi ha ingaggiato Israele, e il disperato Netanyahu, a cercare l’incidente in un altro Paese per creare le condizioni per un nuovo attacco?
TX-3722

Netanyahu, Ben Gvir and Smotrich: the three protagonists of the political comedy, now on tour through deserts and camels.

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ArticleLa grande commedia di Netanyahu
Netanyahu ha lasciato scatenare tutti i suoi nel tentativo di far passare la visita ad Abu Dhabi come una specie di "vertice del secolo segre" Arabia Saudita, Qatar, Marocco, Libia, Bahrein e chi più ne ha più ne metta. Alcune ricostruzioni parlano effettivamente della presenza di delegazioni e di diversi aerei arrivati ad Abu Dhabi, ma il contenuto esatto di questi incontri e di Netanyahu resta tutt’altro che trasparente. Il grande regista, intanto, è tornato a Tel Aviv e si è inventato l’ennesima pacchinata mediatica: telecamere, aereo da guerra sullo sfondo e il messaggio che loro sanno che l’Iran vuole attaccare e che quindi Israele deve colpire per primo. Una sceneggiatura perfetta: prima si costruisce la minaccia, poi ci si presenta come quelli costretti ad anticiparla. E qui viene il dubbio più maligno: non sarà mica che il problema sono le elezioni che si avvicinano? Perché quando un premier deve continuamente dimostrare di essere l’unico capace di “proteggere il Paese”, mentre intorno ci sono ler questioni giudiziarie "CARCERE", viene spontaneo chiedersi se la geopolitica non stia diventando anche materiale elettorale. Le elezioni israeliane sono previste per il 27 ottobre. E poi arrivano i due fenomeni della compagnia: Ben Gvir e Smotrich. Ben Gvir va in cella a insultare un palestinese, naturalmente con le guardie armate attorno. Una scena da film: il ministro fa il duro davanti alle telecamere, mentre intorno ci sono uomini con i fucili per garantire la sicurezza da un uomo vecchio. E poi c’è Smotrich, che va in televisione a spiegare al mondo che il Medio Oriente e perfino l’Europa dovrebbero dipendere da Israele. A questo punto viene da chiedersi se abbiano preparato anche il copione o se improvvisino direttamente davanti alle telecamere. Insomma, Netanyahu ha la sua commedia, Ben Gvir fa il duro in cella e Smotrich pensa già alla nuova mappa del mondo. Una squadra perfetta per il grande teatro politico.
TX-3717

Accomplice Giorgia Meloni and other European leaders must be arrested for war crimes. This satellite photo shows Gaza today.

TX-3669

USA: new aircraft movements in the Middle East, together with new military provisions

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ArticleIL DESTINO POLITICO DI TRUMP E NETANYAHU SI GIOCA NELLE PROSSIME SETTIMANE
Dai movimenti aerei e dalle nuove disposizioni militari, secondo i nostri esperti, emergono segnali che potrebbero indicare la preparazione di un attacco contro l’Iran. Da adesso e fino ai prossimi 10 giorni si teme una possibile escalation. Secondo questa valutazione, il doppio standard nelle trattative sarebbe legato alle incertezze sull’esito dell’operazione.
TX-3651

Netanyahu has fallen and the world stock exchanges are shaking. The Iranian resistance puts Trump under pressure: will he attempt a new attack against Iran in the coming weeks?

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ArticleNetanyahu all’ONU si è presentato come un fuorilegge.
Settantasette delegati hanno abbandonato l’aula: si è visto, e per un momento è sembrato persino spiazzato. Poi gli è scappata la frizione e ha cominciato a insultare i leader mondiali, sostenendo che tra quelli che stavano lasciando la sala ci fossero persone che, in privato, lo avevano ringraziato. Un bluff da truffatore. Poi alza il cerca-persone e mostra al mondo quello che presenta come l’atto terroristico contro i civili, mentre l’Europa, secondo questa lettura, è rimasta in silenzio. E intanto pseudo-analisti, accusati dai loro critici di essere vicini alle lobby, arrivavano persino a vantare quelle operazioni, spacciandole per grandi successi dell’intelligence. Ma Netanyahu va oltre. Lascia intendere che sia in preparazione una nuova operazione contro l’Iran e che, prima o poi, l’Iran cadrà. Non so, ma questa storia l’abbiamo già sentita. Quando a Teheran il Mossad riuscì a uccidere un membro di Hezbollah, tanti anni fa, un giornale di Tel Aviv arrivò a scrivere che Hezbollah era finito. E invece sono ancora lì. Come sono ancora lì tutte le contraddizioni sulla questione nucleare, mentre nel corso degli anni intermediari e apparati coinvolti nelle varie operazioni sono stati travolti da scandali, accuse e vicende giudiziarie. E nel frattempo, miliardi di dollari sono stati spesi in nome di operazioni dell’intelligence presentate come straordinarie, senza che il pubblico abbia mai avuto un quadro completo di dove siano finiti quei soldi e quali risultati siano stati realmente ottenuti. Bibi, qui la questione diventa politica: sono troppe le accuse, troppi gli scandali e troppi gli interrogativi sui soldi e sulle operazioni condotte dal tuo governo. E allora, davanti all’ONU, mentre il mondo guarda, viene da chiedersi se questa non sia una delle ultime apparizioni internazionali di Netanyahu. Bye bye, Bibi.

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