Country

Gulf

Every Silent People post about Gulf: the full timeline, updates and connected threads, newest first.

Back to the feed
TX-3723
The big show of the week: attacks, 'secret' visits, planes and nationalities announced even before the events. Netanyahu is looking for Iran even where it is not there: first the narrative is constructed, then the facts are sought.

The big show of the week: attacks, 'secret' visits, planes and nationalities announced even before the events. Netanyahu is looking for Iran even where it is not there: first the narrative is constructed, then the facts are sought.

Attached articles

ArticleIL GRANDE SHOW MEDIATICO DELLA SETTIMANA
Il grande show mediatico delle notizie di questa settimana: da una parte il famoso attentato in Inghilterra, uscito in pompa magna come una grandissima operazione e, come piace dire a Trump e Meloni, **un lavoro fantastico**. Nella narrativa si cerca sempre di mettere dentro l’Iran: si cerca l’iraniano, si cerca il collegamento, si cerca qualcuno da coinvolgere. Poi arriva la **visita segreta di Netanyahu, che tanto segreta non era**, con il racconto dell’incontro con tutti i capi della regione: Arabia Saudita, Qatar, Marocco, Bahrein, Libia e chi più ne ha più ne metta. La visita ad Abu Dhabi è stata confermata, ma il grande vertice con tutti i leader della regione appartiene soprattutto alle varie ricostruzioni circolate. Adesso arriva l’aereo. E anche qui la cosa interessante è il metodo della narrazione: **prima ancora di capire esattamente che cosa sia successo, arriva subito la nazionalità**. Prima i piloti vengono indicati, nelle ricostruzioni israeliane, come russi e ucraini; poi cominciano a circolare altre versioni. E adesso, secondo le ultime ricostruzioni, si parla di un diverbio tra un emiratino e un omanita. Il fatto in sé dovrebbe essere la notizia. Invece sembra diventare fondamentale stabilire **prima di tutto chi è, da dove viene e quale nazionalità ha**. Perché? Perché una volta fissata la nazionalità nella testa dell’opinione pubblica, diventa molto più facile costruire attorno al fatto una narrativa politica. E così un incidente a bordo di un aereo rischia di trasformarsi, ancora prima che siano accertati i fatti, in una storia geopolitica: prima si sceglie il protagonista, poi si cerca la storia da raccontare. E qui torna anche la solita ossessione per l’Iran: basta un aereo, un pilota, una nazionalità o un presunto collegamento e immediatamente parte la ricerca del filo iraniano. Nel frattempo, gli Stati Uniti dalla guerra contro l’Iran sono passati al blocco aereo e alle trattative, mentre hanno completato il disimpegno dall’Iraq. I Paesi del Golfo si trovano davanti a una situazione sempre più complicata, mentre gli Stati Uniti sembrano avere sempre più difficoltà a garantire direttamente la sicurezza regionale. E le negoziazioni con l’Iran? Servono anche a prendere tempo. Promesse che vengono fatte e poi rimesse in discussione, un po’ come accade nelle trattative di Trump: si mettono le sanzioni sul tavolo, durante la negoziazione si dice che potrebbero essere tolte e, alla fine, non è detto che arrivi nulla. La domanda che ormai viene spontanea è questa: Chi ha ingaggiato Israele, e il disperato Netanyahu, a cercare l’incidente in un altro Paese per creare le condizioni per un nuovo attacco?
TX-3659

EXERCISE CAUTION: Maximum attention in the Middle East, the Gulf area including Israel. Iran has entered a state of emergency.

TX-3656

EXERCISE CAUTION: Iran is preparing a response against the Gulf countries following the blockade of Iranian flights.

TX-3568

We ask the popular forces to dissociate themselves from the current project and not to collaborate in its implementation.

TX-3553

U.S. SECURITY ADVISORIES MAXIMUM ALERT IN THE MIDDLE EAST for its citizens

TX-3551Thread 4

the agreement brokered by Oman, at the request of the United States, has essentially failed. Serious doubts also remain about the possibility that Saudi Aramco can continue to guarantee regular supplies of crude oil to European refineries.

Open to view the full connected thread.

✦ Read full thread →
TX-3550Thread 4

Minister Crosetto would do better to weigh his words on Bab el-Mandeb, because they are important. His statement was full of ambiguity and, given the moment, also irresponsible.

TX-3549Thread 4

Saudi Arabia attempts a deal with the Houthis. Now the technique is always the same: false negotiations to try to understand the chain of command.

TX-3548Thread 4

ITALY RECEIVED ITS FIRST WARNING IN SAUDI ARABIA. DON'T YOU KNOW THAT THOSE AGREEMENTS IN OMAN ARE WORTHLESS?

TX-3418

ATTENZIONE: le difese statunitensi sono in difficoltà.

TX-3392

UNA PORTAEREI STATUNITENSE HA EVITATO CON MANOVRE ESTREME UN MISSILE IRANIANO DI NUOVO TIPO. L'AMMIRAGLIO HA ORDINATO IL RITIRO VERSO L'OCEANO INDIANO.

Attached articles

ArticleIL MITO DELL'INVINCIBILITÀ È FINITO
Il mito dell'invincibilità è finito. L'Occidente ha perso una parte di quella che era la sua forza militare, e la perdita ha una data precisa. Quarantotto ore fa l'Iran ha lanciato un nuovo tipo di missile. La portaerei americana è riuscita a schivarlo solo con manovre estreme. Da quel momento l'ammiraglio ha ordinato il ritiro dalla zona, e l'unità si è dovuta allontanare verso l'Oceano Indiano. Gli Stati Uniti hanno poi condotto una rappresaglia colpendo petroliere iraniane. Il punto è questo: in quarantotto ore la guerra è cambiata. L'Iran non è più sulla difensiva, è passato in modalità di attacco. La marina iraniana sta spingendo sempre più avanti il proprio confine operativo, impiegando circa centoventi motovedette veloci di piccole dimensioni. Riteniamo che entro settantadue ore qualcosa cambierà nello Stretto di Hormuz, nelle isole iraniane e nel Golfo Persico. L'Iran si appresta a condurre operazioni offensive entro dieci giorni. Trump è stato avvisato attraverso i canali informali: le basi in Giordania e a Erbil possono essere colpite in qualsiasi momento. I suoi consiglieri continuano a parlare di deterrenza, ma per deterrenza intendono un ordigno atomico a bassa potenza. Dentro l'Iran il quadro si muove in fretta e nuove forze stanno prendendo peso. La CIA e i servizi di mezzo mondo non riescono più a stabilire quali siano gli scenari possibili. E in tutto questo Trump sta valutando un'operazione di terra, condotta con reparti di quarta categoria e con il richiamo alle armi di persone fortemente indebitate, in cambio della cancellazione dei debiti. Ci aspettiamo sviluppi sia all'interno dell'Iran sia all'esterno.
TX-3368

Vance says that Turkey, Azerbaijan, Qatar, the United Arab Emirates and Saudi Arabia are working with Washington to counter Iranian attacks against merchant ships.

TX-3360

restrictions are in place on the coverage of Iranian attacks in the Gulf and limits on the use of telephones.

TX-3358

All citizens present in the Gulf area are invited to pay the utmost attention and to prepare, as a precautionary measure, an evacuation plan.

TX-3357

TACTICAL MOVEMENTS BE CAREFUL

TX-3334

Exercise caution within the US Armed Forces: the situation is unstable and many generals are beginning to distance themselves.

TX-3324

GULF: critical issues in the management of US personnel. Several soldiers would have left their bases to stay at the hotel. Iran would try to identify its structures.

TX-3284

Intense US air activity in the Persian Gulf

TX-3255

IN THE UNITED STATES, THE COMPARISON BETWEEN THE WAR IN IRAQ AND THE WAR AGAINST IRAN IS NOW COMMON. THE PREVIOUS ONE MENTIONED ARE THE FALSE DOSSIERS ON SADDAM'S ARSENAL.

Attached articles

ArticleNON SIAMO PIÙ GRADITI
NON SIAMO PIÙ GRADITI A leggere i giornali occidentali sembra che possiamo ancora gestire le cose. Omettono un dettaglio: non siamo più graditi. Negli Stati Uniti è ormai sdoganato il paragone tra la guerra in Iraq e quella contro l'Iran, e il paragone regge perché il metodo è identico. Allora furono costruiti dossier falsi per convincere le intelligence occidentali che Saddam Hussein stesse realizzando un ordigno nucleare, e riteniamo che l'origine di quel materiale vada cercata nei servizi israeliani. Il SISMI si adoperò per falsificarli: il nome di chi lo fece lo sanno tutti e non lo scriviamo, per pietà umana, perché non serve ravanare nella miseria. Restano cinquecentomila morti, di cui l'Italia è in parte responsabile, e resta il fatto che nessuno abbia pagato. È da lì che si è alzata l'onda anomala contro la coalizione Epstein. Oggi lo stesso apparato ripete gli stessi gesti, ma con meno credito. Gli Stati Uniti parlano di embargo finanziario all'Iran, e nel momento in cui lo annunciano hanno già perso; organizzano un incontro riservato con al-Sharaa, il terrorista dell'ISIS, e hanno perso di nuovo. La conferma la dà chi dovrebbe reggere l'argomento: il segretario al Tesoro annuncia l'offensiva economica su Teheran, e due mesi fa, in convegno, dichiarava apertamente che all'Iran i soldi erano stati sottratti. Due frasi dello stesso uomo a sessanta giorni di distanza, che si smentiscono a vicenda. Dietro tutto questo c'è una struttura, e Israele ne è la prima vittima. Guerrafondai ricchissimi e violentatori controllano le piattaforme OSINT da cui i servizi di mezzo mondo attingono informazioni, con un meccanismo corruttivo sistemico: gli agenti che dentro le istituzioni avevano deciso di comprare quelle piattaforme oggi sono passati dall'altra parte e le rivendono. È una catena di traffico di influenze così evidente che nessuno vuole vederla, perché tutti ne sono complici. Il quadro economico che la sostiene è altrettanto fragile. Le aziende dell'intelligenza artificiale stanno nascondendo le perdite nei bilanci. I paesi del Golfo sono in caduta libera e comprano armi: è naturale che ci si facciano affari, ma va tenuto conto di due cose. La prima è che l'Iran è diventato un attore decisivo per la sicurezza della regione. La seconda è che quelle monarchie stanno traballando tutte, e chi firma oggi non sa con chi si troverà a trattare domani. A Trump serve un accordo rocambolesco. Gli serve un incidente per giustificare l'uso di un ordigno atomico che nessuno gli ha autorizzato e che neanche la propaganda è riuscita a rendere accettabile. La pericolosità dei prossimi sessanta giorni sta esattamente qui: l'amministrazione americana non crede più al cedimento dell'Iran, i prezzi salgono in tutto il mondo e i governi non riusciranno a tenere le piazze. L'Europa ha venduto i propri figli, condannandoli alla miseria, e si è resa complice di crimini di guerra. L'Iran ha cambiato completamente rotta e colpirà chiunque giochi su due tavoli. Quindi Meloni dei due mondi, quando parli pesa le parole e portati un buon traduttore: perché a dire "mo faccio io" saranno le aziende a essere colpite.
TX-3254

FAMILIES OF AMERICAN SOLDIERS TRANSFERRED FROM BAHRAIN TO THE GULF, MOSTLY IN QATAR, ARE BLOCKED. NO PLAN IN PLACE FOR THEIR RETURN.

Attached articles

ArticleFAMIGLIE DI MILITARI USA BLOCCATE NEL GOLFO
Molte famiglie di militari statunitensi che si trovavano in Bahrein sono state trasferite in altre aree del Golfo, in prevalenza in Qatar, a causa della situazione di incertezza. Risultano di fatto bloccate. L'esercito statunitense non ha al momento alcun piano per il loro rientro o ricollocamento, e la condizione sta diventando insostenibile. Vi si aggiunge il blocco delle navi americane nello Stretto di Hormuz. Il morale delle forze statunitensi nella regione sta scendendo in modo marcato.

Scroll for more