Country

Kuwait

Every Silent People post about Kuwait: the full timeline, updates and connected threads, newest first.

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TX-3360

restrictions are in place on the coverage of Iranian attacks in the Gulf and limits on the use of telephones.

TX-3352

Flights arriving in Kuwait have been suspended due to an Iranian air strike.

TX-3350

The Kuwaiti army reports that it is currently under attack by drones from Iran.

TX-3349

KUWAIT ATTACK

TX-3310

Activate Kuwait sirens

TX-3141

Intense military air activity reported along the border between Iraq, Kuwait and Iran

TX-3047

KUWAIT - IRAN CLAIMS THAT THE ATTACK ON THE POWER PLANT IN THE COUNTRY IS A FALSE FLAG.

TX-3046

GULF - PAY ATTENTION: ACTIVE EVACUATION PLANS. STAY AWAY FROM SENSITIVE FACTORIES AND STRUCTURES. WHO HAS THE CHANCE TO LEAVE THE GULF COUNTRIES.

TX-3043

Iranian attack on Kuwait

TX-3035

Iran hits the Kuwaiti crossing with drones after the previous night's US attack on Shalamcheh. The passport-issuing building on the Kuwait-Iraq border was targeted.

TX-3031

MIDDLE EAST - KUWAITI JOURNALISTS CONSTRUCT THE ARAB ARMY NARRATIVE TO JUSTIFY THE GROUND ATTACK ON IRAN. IT'S A STAGING: AN IRREGULAR FORCE OF CRIMINALS RECRUITED FROM MULTIPLE THEATERS, PROMOTED BY TRUMP WITH EUROPEAN COMPLICITY.

Attached articles

ArticleLa fabbrica del nemico e la messa in scena dell'esercito arabo
Come Silent People aveva già indicato, i Paesi arabi, con il sostegno dell'Occidente, sono impegnati nella preparazione di un attacco via terra contro l'Iran. La conferma è arrivata questa sera dalla stampa del Kuwait, che ha iniziato a costruire la giustificazione dell'operazione secondo uno schema preciso: gli iraniani vorrebbero invadere, dunque occorre difendersi, dunque si crea l'esercito arabo. È una messa in scena. La sequenza narrativa non nasce dagli eventi, li precede e li prepara, esattamente come accade quando si deve rendere accettabile all'opinione pubblica una forza che, nella sostanza, è composta da criminali reclutati da più teatri e addestrati da tempo. Questa forza irregolare è al centro del disegno, e la responsabilità politica della sua attivazione è leggibile: il presidente Trump ne è il principale promotore, e attorno a lui si dispone una rete di complicità europee. Tra queste l'Italia, trascinata nel quadro da una classe dirigente inadeguata al momento, incapace di sottrarre il Paese a un allineamento che non risponde ai suoi interessi. Il silenzio e l'adesione passiva sono la forma che la complicità assume: non serve agire, basta non opporsi. Il ruolo di Israele merita un'analisi a parte, perché la sua funzione è meno militare e più informativa di quanto appaia. Israele si è a lungo accreditato come uno dei grandi servizi di intelligence del mondo, ma quella reputazione va guardata con occhio critico: numerose operazioni attribuite alla sua eccellenza si sono rivelate, a un esame più attento, costruzioni gonfiate o episodi il cui esito reale era assai diverso dal racconto. La voce più consistente del suo sforzo, del resto, non è diretta contro i nemici sul campo, ma è investita nell'influenza: costruire, presso le opinioni pubbliche europea e statunitense, la percezione di un nemico esistenziale che giustifichi mobilitazione, spesa e allineamento. È la fabbrica del nemico, lo strumento che trasforma una scelta politica in una necessità apparente. A questa funzione se ne affianca un'altra, più opaca. Stati Uniti e Regno Unito hanno storicamente utilizzato il territorio e le strutture israeliane per condurre operazioni che nei rispettivi ordinamenti sarebbero illegali o difficilmente autorizzabili: dall'uso di dati alla sperimentazione di tecnologie e armamenti, in un contesto dove il controllo giurisdizionale è debole o assente. È questa la condizione che rende Israele una sorta di punto cieco, un'area in cui la magistratura fatica a esercitare la propria funzione di verifica. In un simile ambiente, la linea tra intelligence e speculazione si assottiglia, e non a caso, tra gli osservatori militari di lungo corso, la valutazione delle informazioni di provenienza israeliana è da tempo improntata a forte scetticismo. La reputazione ha coperto a lungo la sostanza; quando la sostanza viene esaminata, il divario emerge. Su un altro piano, la condotta israeliana è già oggetto di procedimenti davanti alla Corte penale internazionale, dove pesano accuse gravissime relative alle operazioni militari: quale che ne sia l'esito, il fatto stesso che quelle accuse siano al vaglio della giustizia internazionale segna un punto di non ritorno reputazionale. Da tutto questo emerge una necessità che va oltre il conflitto in corso. L'Europa, se vuole uscire dalla condizione di complice inconsapevole o rassegnata, deve affrontare il nodo dei propri apparati di intelligence, che si sono compromessi con il potere politico ed economico fino a perdere la funzione di servizio dell'interesse pubblico. Riformare quel sistema, restituirgli autonomia e trasparenza, è la condizione perché il continente smetta di essere strumento di disegni altrui e torni a leggere la realtà invece di subirne la costruzione.
TX-3029

KUWAIT - BE CAREFUL: SUICIDE DRONES ARE ARRIVING FROM IRAN HEADING TOWARDS THE COUNTRY.

TX-3028

KUWAIT - COLUMNS OF SMOKE RISE FROM ALI'S US BASE AT SALEM.

TX-3021

KUWAIT - THE LOCAL PRESS BEGINS TO SPREAD THE NARRATIVE OF THE CREATION OF AN “ARAB ARMY” FOR A GROUND ATTACK. IN FACT, IT IS AN IRREGULAR FORCE COMPOSED OF FORMER ISIS MILITIAMEN.

TX-3011

KUWAIT - AN IRANIAN AIR FORCE F-5 FIGHTER, IN SERVICE FOR MORE THAN 40 YEARS, HIT A TARGET AT A US BASE.

TX-3009

KUWAIT - THE GOVERNMENT ASKS IRAN TO STOP THE BOMBING AFTER THE HITS ON THE COUNTRY'S CRITICAL INFRASTRUCTURE.

TX-3003

KUWAIT - IRANIAN DRONE AND MISSILE ATTACK AGAINST US BASES IN THE COUNTRY.

TX-2986

KUWAIT - US MISSILE LAUNCH FROM BASES IN THE COUNTRY IN THE DIRECTION OF IRAN.

TX-2985

Iranian missile impact: Bahrain, Kuwait Kurdistan

TX-2980

KUWAIT - SERIOUS DESTRUCTIVE ATTACKS AGAINST THE COUNTRY'S ENERGY INFRASTRUCTURE, COMBINED WITH CYBERATTACKS.

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