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UNA PORTAEREI STATUNITENSE HA EVITATO CON MANOVRE ESTREME UN MISSILE IRANIANO DI NUOVO TIPO. L'AMMIRAGLIO HA ORDINATO IL RITIRO VERSO L'OCEANO INDIANO.

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ArticoloIL MITO DELL'INVINCIBILITÀ È FINITO
Il mito dell'invincibilità è finito. L'Occidente ha perso una parte di quella che era la sua forza militare, e la perdita ha una data precisa. Quarantotto ore fa l'Iran ha lanciato un nuovo tipo di missile. La portaerei americana è riuscita a schivarlo solo con manovre estreme. Da quel momento l'ammiraglio ha ordinato il ritiro dalla zona, e l'unità si è dovuta allontanare verso l'Oceano Indiano. Gli Stati Uniti hanno poi condotto una rappresaglia colpendo petroliere iraniane. Il punto è questo: in quarantotto ore la guerra è cambiata. L'Iran non è più sulla difensiva, è passato in modalità di attacco. La marina iraniana sta spingendo sempre più avanti il proprio confine operativo, impiegando circa centoventi motovedette veloci di piccole dimensioni. Riteniamo che entro settantadue ore qualcosa cambierà nello Stretto di Hormuz, nelle isole iraniane e nel Golfo Persico. L'Iran si appresta a condurre operazioni offensive entro dieci giorni. Trump è stato avvisato attraverso i canali informali: le basi in Giordania e a Erbil possono essere colpite in qualsiasi momento. I suoi consiglieri continuano a parlare di deterrenza, ma per deterrenza intendono un ordigno atomico a bassa potenza. Dentro l'Iran il quadro si muove in fretta e nuove forze stanno prendendo peso. La CIA e i servizi di mezzo mondo non riescono più a stabilire quali siano gli scenari possibili. E in tutto questo Trump sta valutando un'operazione di terra, condotta con reparti di quarta categoria e con il richiamo alle armi di persone fortemente indebitate, in cambio della cancellazione dei debiti. Ci aspettiamo sviluppi sia all'interno dell'Iran sia all'esterno.
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