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L’AGENDA DIGITALE E IL CONTROLLO DELLE POPOLAZIONI: DALLA MONETA DIGITALE ALLA REPRESSIONE DEL DISSENSO

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ArticoloL’AGENDA DIGITALE E IL CONTROLLO DELLE POPOLAZIONI: DALLA MONETA DIGITALE ALLA REPRESSIONE DEL DISSENSO
I governi europei stanno rispettando un’agenda di “cannibalismo finanziario” voluta dalla nuova finanza sovranazionale digitale, diretta contro le popolazioni del blocco occidentale. L’Europa è destinata alla moneta digitale, al nuovo “token” , invece di occuparsi dei problemi sociali, organizza sommosse “false flag” legate al fenomeno dei maranza per imporre leggi contro cui la magistratura e le popolazioni insorgerebbero. Il lavoro sporco viene svolto dalla destra. In questo scenario, qualsiasi politico che si opponga al sistema digitale delle macchine pensanti e dell’intelligenza artificiale verrà spazzato via. **Programmi e tecnologie illegali: mappatura, sorveglianza e schedatura** Queste attività si basano su sistemi tecnologici di mappatura, sorveglianza e schedatura che violano i diritti fondamentali alla privacy e alla protezione dei dati personali. L’inserimento o la manipolazione di informazioni e l’eventuale attribuzione di materiale compromettente alle persone coinvolte rappresentano condotte gravissime, incompatibili con lo Stato di diritto e con le garanzie fondamentali dei cittadini. L’amministrazione americana, con la complicità dei governi europei, ha contribuito alla sperimentazione di questi sistemi tecnologici nel contesto dei bombardamenti in Iran. Oggi, con l’impiego dell’intelligenza artificiale, il processo di individuazione e selezione degli obiettivi può essere sempre più automatizzato, riducendo il coinvolgimento umano nelle decisioni operative. Quanto accaduto in Iran solleva interrogativi gravissimi sull’affidabilità di queste tecnologie: il 70% degli obiettivi sarebbe stato errato. Un dato che dimostrerebbe la pericolosità di sistemi capaci di contribuire a decisioni militari con conseguenze devastanti per la popolazione civile. Questi sistemi sono stati utilizzati da Israele, dall’Ucraina e dall’ICE statunitense come laboratorio avanzato e acquistati, in nome della sicurezza nazionale, da numerosi governi europei, tra cui quello italiano, a partire dal 2024, attraverso procedure che sollevano seri interrogativi sulla loro legalità e sul rispetto dei diritti fondamentali. **La moneta digitale e la fine dell’autonomia economica** Il controllo delle popolazioni civili passerà anche attraverso una nuova disciplina giuridica dell’uso del denaro, incentrata sulla digitalizzazione dei pagamenti e sull’accesso ai servizi. Il nuovo modello di vita sarà sempre più subordinato alle piattaforme digitali e ai sistemi automatizzati, con il rischio di ridurre progressivamente l’autonomia economica dei cittadini, indebolire la classe media e favorire la concentrazione del potere nelle mani di poche strutture finanziarie e tecnologiche, aprendo la strada a forme di controllo totalitario della società. Tutto questo ha fatto sì che il governo dei patrioti si trasformasse in un governo di badogliani, destinato a essere rieletto in Italia per portare avanti l’agenda. **Le leggi anti-maranza e il controllo del dissenso** Le leggi anti-maranza, studiate oggi, serviranno tra tre anni, nel 2029, per controllare le popolazioni civili. Le operazioni di false flag, concepite come forme di ingegneria sociale, rientrano in una strategia che sono portate avanti dalle stesse strutture che promuovono l’agenda, con l’obiettivo di creare consenso attorno a nuove leggi restrittive. In questo contesto, quelli che consideriamo traditori della patria hanno sostenuto l’impiego dell’esercito nelle strade, contribuendo a normalizzare una presenza militare sempre più visibile nella vita civile. Queste leggi, presentate come strumenti contro il fenomeno dei maranza, sono strumenti di repressione contro chi protesta realmente per il caro vita, contro gli studenti che cercano di manifestare e contro i camionisti che si ribellano a un sistema sempre più oppressivo. Queste leggi non sono soltanto contro i maranza: sono contro tutti voi, contro chiunque voglia protestare, scioperare e difendere i propri diritti. Lo Stato e le istituzioni sono complici di un sistema che mette il controllo della popolazione davanti alla tutela dei cittadini. Le proteste popolari, a partire da quelle degli Albanesi scesi in piazza, mostrano come il malcontento sociale possa diventare una sfida diretta al potere. Edi Rama utilizza le forze di polizia non più per difendere i cittadini, ma per proteggere il proprio palazzo. Allo stesso modo, Giorgia Meloni sta utilizzando le istituzioni per difendere la propria agenda in vista del 2029. Dietro la promessa di sicurezza e ordine pubblico, si costruisce un sistema nel quale le proteste vengono progressivamente limitate, il dissenso viene trattato come una minaccia e le istituzioni si allontanano dalla loro funzione fondamentale: difendere i cittadini, non chi governa. Lo Stato al servizio del potere Oggi polizia, carabinieri e servizi segreti non sono più lì per difendere i cittadini, ma per proteggere il palazzo reale di Giorgia Meloni e i suoi vassalli, che si sono prestati, come la maggioranza dei leader europei, a questa mattanza. Il problema non riguarda soltanto le tecnologie, la moneta digitale o le nuove leggi. Riguarda il rapporto tra cittadini e potere, la libertà di manifestare, il diritto di sciopero, la tutela della privacy e la possibilità di opporsi alle decisioni dei governi senza essere considerati terroristi. Quando la sicurezza diventa il pretesto per ampliare il controllo, quando la tecnologia supera le garanzie giuridiche e quando le istituzioni vengono percepite come strumenti di protezione del potere anziché dei cittadini, il rischio è quello di una progressiva erosione della democrazia.
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