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Iran-USA: trattative indirette ferme. Dopo lo stop ai voli iraniani, cresce il rischio di proteste e ritorsioni. Nella narrativa iraniana compare anche Diego Garcia.

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ArticoloTRATTATIVE FERME, RISCHIO DI ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO FINO ALL’OCEANO INDIANO
Le trattative indirette tra Iran e Stati Uniti difficilmente porteranno, almeno per ora, a un accordo. Nel frattempo, in Iraq, lo stop ai voli iraniani diretti a Baghdad è arrivato dopo le pressioni e le minacce di sanzioni statunitensi contro gli aeroporti e i servizi che assistono i vettori iraniani. La risposta iraniana potrebbe tradursi in manifestazioni e proteste, fino a possibili iniziative contro l’aeroporto di Baghdad, Dubai, Riad . Teheran sta inoltre valutando come reagire alle restrizioni sul trasporto aereo. Il rischio è che la crisi si allarghi progressivamente: dopo l’area del Golfo, potrebbero essere coinvolti anche altri Paesi della regione. Nella narrativa iraniana sono comparsi inoltre riferimenti all’Oceano Indiano e, in questo contesto, a Diego Garcia, distante quasi 4.000 chilometri dall’Iran. Se questo scenario dovesse concretizzarsi, l’allargamento geografico del conflitto potrebbe modificare significativamente gli equilibri della guerra, con possibili ripercussioni anche sull’Europa.
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