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Trump, Iran ed Europa: tensioni internazionali, mercati in allarme e crisi energetica. Tra minacce, retromarce e ipocrisie politiche, cresce il malcontento popolare e si avvicina una resa dei conti.

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ArticoloLa crisi globale e il caos politico: Trump, Iran ed Europa sull'orlo del precipizio
Gli Stati Uniti dovevano bombardare l'Iran e lo Yemen, ma si sono ritirati all'ultimo momento. L'Italia, con una tradizione «badogliana», è già in agitazione. Nel frattempo, i politici europei stanno lentamente prendendo coscienza del fatto che le folle si stanno inferocendo, ma continuano a recitare la parte degli ottimisti. Giorgia Meloni canta, mentre il prezzo della benzina sale, i pensionati sono stati dimenticati e le aziende rischiano il fallimento. La Germania è in subbuglio e persino alcuni ambienti dei servizi segreti dell'Est hanno ripreso a vendere cocaina. Nel frattempo, gli Stati Uniti e i servizi europei si sono affidati alla tecnologia algoritmica per condurre indagini e operazioni militari, contribuendo a massacri e crimini a Gaza, in Iran e nello Yemen. Tre giorni fa è successo di tutto: stava per scoppiare la Terza guerra mondiale. Poi, come se nulla fosse accaduto, tutti a casa. Trump, invece, si è rifugiato sui social, vomitando rabbia e lanciando avvertimenti: «Succederà qualcosa di brutto, vedrete», e così via. Bin Salman, che vede sgretolarsi il proprio regno di facciata e assiste a un dissenso interno sempre più crescente, comincia ad avere paura di fare la fine di Khashoggi. Trump ordina al Pakistan di recarsi a Teheran. Munir, che ormai sta diventando sempre più una barzelletta, deve contribuire a far scendere il prezzo della benzina e a rassicurare i mercati. Ma per calmare davvero i mercati serve qualcosa di più: è qui che entra in gioco la possibilità di un incontro con Pezeshkian, il presidente iraniano. È proprio un simile incontro che potrebbe contribuire a tranquillizzare le borse. Non si capisce perché i mercati continuino a seguire un matto. Il presidente iraniano sostiene di aspettarsi di tutto dagli Stati Uniti, persino un arresto, come nel caso di Maduro. Ma nessuno dice che Israele, l'Europa e gli Stati Uniti non vogliono mollare Gaza perché, se lo facessero, le telecamere di mezzo mondo mostrerebbero il massacro, i crimini e il genocidio. In tutto questo, Trump non sa cosa fare, l'Europa non sa cosa fare e l'ipocrisia politica e istituzionale sta abbandonando i propri cittadini. Tra poco, le masse potrebbero scendere in strada. Dopo trent'anni di menzogne e rapporti falsi, è arrivato il momento di chiedere conto agli europei e alle loro istituzioni compiacenti.
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