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AIEA contro l’Iran e Ansar Allah avanza sul Mar Rosso: cresce il rischio di una crisi simultanea a Bab el-Mandeb e Hormuz. Se entrambi gli stretti venissero bloccati, sarebbe uno shock globale.

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ArticoloIRAN, AIEA E NUOVA FASE DELLA GUERRA
L’AIEA ha deciso di deferire il dossier iraniano al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, accusando Teheran di non rispettare i propri obblighi di non proliferazione previsti dal TNP. È la prima volta da circa vent’anni che l’Iran viene sottoposto a una procedura di questo livello. Ma la questione non è soltanto nucleare. Rafael Grossi e la direzione dell’AIEA devono essere sottoposti a un severo giudizio politico per il modo in cui hanno gestito la crisi iraniana. Secondo questa lettura, le omissioni e i silenzi dell’Agenzia hanno contribuito a creare un contesto nel quale l’attacco contro l’Iran è diventato politicamente e diplomaticamente più facile da giustificare. Ora lo scenario è completamente cambiato. L’avanzata di Ansar Allah sul Mar Rosso apre una prospettiva che il mondo occidentale non può più ignorare: la possibile compromissione simultanea di Bab el-Mandeb e dello Stretto di Hormuz. Sarebbe uno scenario di enorme impatto sulle rotte energetiche e commerciali globali. L’Iran, nel frattempo, ha dimostrato di poter colpire obiettivi regionali e di poter minacciare le forze navali statunitensi. La guerra sta quindi entrando in una fase diversa: non conta più soltanto chi possiede più armi, ma chi riesce a individuare per primo il punto debole dell’avversario e a colpire prima. È una guerra di sorveglianza, missili, droni, intelligence e interdizione delle rotte. E se i due grandi stretti dovessero essere contemporaneamente messi fuori uso, la questione non sarebbe più soltanto mediorientale: diventerebbe una crisi globale.
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