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il quadro evidenzia un intreccio di interessi tra Etiopia, Emirati e partner occidentali attorno al controllo e alla sicurezza delle rotte del Mar Rosso.
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ArticoloSostegno emiratino all’Etiopia e interesse strategico per l’accesso al Mar Rosso
Gli Emirati Arabi Uniti hanno sviluppato negli ultimi anni una partnership particolarmente stretta con l’Etiopia, sostenendo il governo di Addis Abeba sul piano economico, politico e, in passato, anche militare.
Dietro questa partnership si inserisce anche il sostegno e l’interesse degli attori occidentali verso gli Emirati, che rappresentano un importante partner strategico nel Golfo e nel Corno d’Africa.
Parallelamente, l’Etiopia ha intensificato le proprie richieste per ottenere un accesso stabile al Mar Rosso. Il porto eritreo di Assab, per la sua posizione strategica, rappresenta uno degli asset più rilevanti in questo quadro.
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Il controllo o l’accesso a infrastrutture portuali eritree, in particolare Assab, avrebbe un’importanza strategica rilevante per Addis Abeba
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ArticoloOggetto: Possibili obiettivi strategici nel confronto tra Etiopia ed Eritrea
Secondo una valutazione circolata in ambienti informativi, il possibile obiettivo strategico di lungo periodo nel Corno d’Africa sarebbe rappresentato da un cambiamento degli equilibri politici in Eritrea, con particolare riferimento al governo di Isaias Afwerki e al controllo del porto di Assab.
L’interesse dell’Etiopia per uno sbocco sul Mar Rosso rappresenta un elemento centrale della valutazione. Il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha più volte posto la questione dell’accesso al mare tra gli interessi strategici del Paese.
L’Etiopia, infatti, è uno Stato senza sbocco sul mare e dipende dai Paesi vicini per l’accesso alle principali rotte marittime internazionali.
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USA: nuovi spostamenti di aerei nel Medio Oriente, insieme a nuove disposizioni militari
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ArticoloIL DESTINO POLITICO DI TRUMP E NETANYAHU SI GIOCA NELLE PROSSIME SETTIMANE
Dai movimenti aerei e dalle nuove disposizioni militari, secondo i nostri esperti, emergono segnali che potrebbero indicare la preparazione di un attacco contro l’Iran. Da adesso e fino ai prossimi 10 giorni si teme una possibile escalation. Secondo questa valutazione, il doppio standard nelle trattative sarebbe legato alle incertezze sull’esito dell’operazione.
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IRAN: tra pressioni economiche, guerra e tensioni interne, resta la domanda: quanto possono incidere le pressioni esterne sulla resilienza del Paese e sulla sua popolazione?
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ArticoloLA RESILIENZA DI UN POPOLO: ECONOMIA, GUERRA E PRESSIONI ESTERNE NON BASTANO A SPEZZARE IL PAESE?
La proposta rifiutata da Trump tramite la mediazione del Qatar è stata respinta: un modo per capire fino a che punto l’Iran sia disposto a cedere. Trump ha bisogno di una vittoria politica che l’Iran non è disposto a concedergli, neanche sotto pesanti concessioni.
La delegazione iraniana rimarrà fino a martedì. Le pressioni sull’Iran e sul blocco economico imposto dagli Stati Uniti possono durare ancora 24 ore, dopo di che potrebbero esserci delle crepe. La Turchia ha deciso di non partecipare; l’Iraq si prevede che nelle prossime 24 ore possa cedere in favore dell’Iran.
Israele, insieme a Paesi europei e agli USA, sta finanziando piccoli gruppi in Iran per creare rivolte interne, sperando che il Paese possa implodere. In realtà, non conoscono neanche la portata dei danni commessi contro la popolazione civile in Iran dai loro scellerati bombardamenti.
Può, secondo voi, ribellarsi la città di Minab dopo il bombardamento e l’uccisione di 180 studenti? Possono, secondo voi, ribellarsi gli studenti? Possono scendere in piazza contro chi è morto per il Paese, quando gli USA e Israele commettono un genocidio a Gaza, uccidendo generali, politici, artisti, poeti e scrittori in iran ?
Possono, secondo voi, scendere in piazza per far arricchire le famiglie saudite ed emiratine e quelle false fratellanze del Golfo? Possono, secondo voi, scendere contro quei soldati morti nella guerra Iran-Iraq? Possono, secondo voi, scendere a favore dell’ISIS, quando l’Iran mandava camion e camion in Siria per combatterlo?
È vero che la situazione economica è complessa, ma il grado di resilienza è diverso dal nostro. Gli analisti di intelligence occidentali calcolano su parametri di AI e non più con la loro testa. Sono incapaci di gestire le informazioni da HUMINT, ma preferiscono quei big data falsati.
C’è anche un dato di cui nessuno vuole parlare: Trump è andato all’ONU dicendo che annienterà un Paese. Doveva essere cacciato ed espulso dall’ONU, e la Corte penale internazionale dovrebbe aprire un’inchiesta su questo criminale di guerra.
Ma la domanda che poniamo è: tutti questi sistemi di armamento militari occidentali sono ancora all’altezza di quello che dicono, oppure il vento è cambiato e tutti questi sistemi sono un po’ marketing, visto che hanno dimostrato di non essere più capaci di intercettare?