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GOLFO - RINNOVATO L'APPELLO A LASCIARE L'AREA PER L'INTENSITA' DEGLI ATTACCHI. GLI USA ACCUMULANO ARMI PER L'OPERAZIONE DI TERRA, ISRAELE DIVENTA RETROVIA LOGISTICA. NON FIDARSI DELLA CALMA APPARENTE.

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ArticoloAppello a chi si trova nel Golfo: lasciare i Paesi finché è possibile
Rinnoviamo l'appello a quanti si trovano nei Paesi del Golfo: cerchino di lasciare l'area, per l'intensità crescente degli attacchi in corso. Non è una precauzione formale. Gli Stati Uniti stanno accumulando quante più armi possibile nelle proprie retrovie, in vista dell'operazione di terra, ed è precisamente questa preparazione che l'Iran cerca di ostacolare colpendo in modo sistematico le infrastrutture di Giordania, Kuwait e Bahrein, i teatri da cui quella preparazione passa. In parallelo, Israele va assumendo sempre più la funzione di Paese di stoccaggio del dispositivo, retrovia logistica in cui si concentrano i materiali per la fase successiva. Su tutto questo, la stampa e le istituzioni europee non riferiscono come le cose stanno realmente. Il racconto ufficiale copre la sostanza degli eventi, e la distanza tra ciò che accade sul terreno e ciò che viene comunicato è essa stessa parte dell'operazione. Da qui un avvertimento necessario a chi legge: anche di fronte a una calma apparente, non ci si fidi. Quella calma non è la fine della crisi, è l'intervallo tra due fasi. Gli Stati Uniti non hanno una soluzione. Bombardano ponti, porti e tunnel iraniani nel tentativo di smembrare il Paese, di spezzarne la continuità territoriale e logistica per renderlo frammentabile. Ma è un obiettivo che non è mai riuscito in passato, e nulla nelle condizioni attuali indica che possa riuscire ora: l'Iran ha profondità, coesione e capacità di assorbimento che i teatri già sperimentati, dall'Iraq alla Libia, non offrivano. Resta la contraddizione più rivelatrice della loro condotta: sostengono pubblicamente una narrazione di controllo e di normalità, e nello stesso tempo diramano allerta di sicurezza immediate ai propri cittadini. Le due cose non stanno insieme, e proprio in quella incoerenza si legge la verità che il racconto ufficiale nasconde.
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