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Le forze di Ansarallah hanno raggiunto l’incrocio di Safiya, interrompendo la strategica arteria stradale Taiz-Aden. Tutte le vie di uscita dalla città risultano bloccate: Taiz è ormai sotto assedio.

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Una petroliera con una capacità di 2,5 milioni di barili è stata colpita nello Stretto di Hormuz, a circa 8 km dalle coste dell’Oman.

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La domanda che tutti si pongono è: chi sta seguendo le trattative segrete tra Iran e USA? Israele cerca disperatamente di scoprirlo e tutti vogliono capire cosa stia accadendo. Non ci resta che chiedere a Dio, ad Allah ?

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Esplosioni insolite in Siria negli ultimi giorni,

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Il PNA denuncia: la narrazione occidentale non è più contro la Repubblica Islamica, ma contro il popolo iraniano. Sanzioni e propaganda trasformano i civili nel bersaglio.

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ArticoloDopo Gaza, la guerra ai popoli: il volto disumano dell’Occidente
Il mondo occidentale sta adottando le stesse tattiche utilizzate da Israele contro i palestinesi. Ora Trump non attacca più soltanto la Repubblica Islamica, ma alimenta una narrazione mediatica e politica sempre più aggressiva contro il popolo iraniano. Le sanzioni, la propaganda e le notizie false finiscono per colpire soprattutto la popolazione civile, già vittima di sofferenze enormi. Dopo Gaza, l’Occidente continua a infierire sulle popolazioni, sacrificando milioni di civili sull’altare degli interessi geopolitici. È una deriva disumana, una vergogna per le democrazie e una responsabilità storica che non potrà essere cancellata.
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L’ oCCIDENTE cerca la guerra e mente ai suoi cittadini. Le istituzioni che dovrebbero difenderli hanno tradito il loro compito, corrotte da un sistema criminale.

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ArticoloIl teatro della follia
Le due campagne elettorali che si stanno svolgendo in USA e Israele, Trump appare sempre come un disperato: questa settimana, tra la mega-operazione in grande stile in Inghilterra e poi rilasciati su cauzione, la visita “segreta” ma la sapevano tutti di Netanyahu negli Emirati, poi l’11 settembre dei poveri, un dirottamento che persino la stampa vassalla ha dei dubbi. Lasciamo stare il fatto che poi, come nei migliori film americani, c’erano i piloti di riserva. Ma la domanda più strana è: come mai c’era un pilota omanita su un aereo emiratino? Cose arabe? Ma andiamo avanti. Poi il primo ministro inglese esce fuori dicendo che sono gli iraniani dietro ai furgoni senza armi: dove sono le prove? Poi esce Trump, da un po’ i numeri: noi abbiamo avuto 18 morti, loro 4.500 cifra tonda tonda se la prende, tanto per cambiare, con gli iraniani e dice: “Li distruggeremo” Un criminale. La Kallas, che rappresenta l’Europa, tace in silenzio, con i suoi vestiti e la borsetta, e ride senza sapere perché. Gli israeliani che fanno uscire le notizie che Saddam Haftar il libico Filo Turco si è messo d’accordo con Israele e gli Emirati per occupare le isole iraniane. Insomma, Netanyahu in galera non ci vuole andare e così lui stesso si è messo a fare le investigazioni con Trump e bin Zayed, e hanno scoperto che dietro l’omanita c’è l’Iran. Indagine rapidissima: mentre era in volo ci sono state cinque versioni. Poi Netanyahu si è scapicollato all’aeroporto, facendo scortare l’aereo da aerei da guerra. Appena arrivati a Tel Aviv, il tipo, macchiato di sangue, spiega: «Sai, ho preso, così ho dato un pugno». Se non fosse documentato, non ci crederei. Speriamo che non chiamino la Meloni, che fa due balletti e si mette gli occhiali da 007, Già mi immagino lei, seria, con la sigaretta in mano: «Allora ragazzi, vi spiego la mia idea». Signori, che dirvi? In questo spettacolo indecoroso per tutte le democrazie del mondo, è la fine indecorosa di un’era, dove i nostri avi hanno combattuto per nulla. Gli analisti d’intelligence studiano il profilo psicologico e fanno un report, perché devono andare dal capo a dire: «Abbiamo le prove, c’è l’Iran». Guarda il commento che ha fatto cinque anni fa: tipo, «Ma andate a cagare tutti!». Cittadini, datevi una mossa: l’uso dell’arma nucleare non è più un tabù per questi criminali di guerra.
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Immagini satellitari indicano un vasto incendio presso impianti di petrolio e gas degli Emirati , situati a sud-ovest di Abu Dhabi.

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Un attacco con droni ha colpito il campo Azadi, appartenente al partito curdo di opposizione KDPI, nel governatorato di Erbil, nel nord dell’Iraq.

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Ansar Allah lancia missili verso l'Arabia Saudita

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Colpiti depositi a Riad

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Un gasdotto è esploso alla periferia di Damasco

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CENTCOM ha annunciato l’ingresso del Bahrein nella forza multinazionale «Falcon Strike».

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RAF FAIRFORD Andy Burnham accusa l’Iran di un presunto coinvolgimento nell’incidente di RAF Fairford. È questo l’incidente perfetto per costruire una nuova coalizione contro Teheran?

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Il traffico aereo all'aeroporto internazionale di Riad si è bloccato.

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NETANYAHU IN CAMPAGNA ELETTORALE È già partita la gara delle cinque versioni dei fatti. Ora sembra cercare uno scontro geopolitico a qualsiasi costo: basterebbe anche una rissa condominiale con un iraniano.

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Nel nome della sicurezza, l’Europa sta cedendo pezzo dopo pezzo autonomia strategica, energia, difesa e controllo delle infrastrutture. Il rischio è trasformare la sicurezza dei cittadini nella giustificazione per una nuova architettura di potere

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ArticoloSICUREZZA, DIPENDENZE E PERDITA DI AUTONOMIA STRATEGICA
L’Europa sta attraversando una trasformazione profonda del proprio sistema di sicurezza ed energia. La progressiva riduzione della dipendenza dal gas e dal petrolio russi è stata accompagnata dalla ricerca di nuovi fornitori, nuove rotte e nuove catene di approvvigionamento. Nel 2025 gli Stati Uniti rappresentavano già il 26% delle importazioni europee di gas, mentre il Nord Africa contribuiva per il 13%. Parallelamente, Bruxelles sta costruendo una politica di "autonomia strategica" fondata sulla sicurezza energetica, sulle materie prime critiche, sulla difesa e sulle infrastrutture strategiche. La Commissione ha previsto anche un European Critical Raw Materials Centre per raccogliere intelligence sulle catene di approvvigionamento e orientare investimenti e decisioni strategiche. Il problema è che questa ricerca di sicurezza può produrre una nuova forma di dipendenza. Ridurre una dipendenza per crearne un’altra non significa necessariamente ottenere autonomia. Nel settore della difesa, il Parlamento europeo riconosce che gli Stati membri continuano a dipendere in misura significativa da fornitori non europei e sostiene la necessità di una transizione verso una maggiore autonomia strategica. Il rafforzamento degli apparati di sicurezza pone inoltre una questione democratica. Il Parlamento europeo ha denunciato casi di uso ingiustificato della sicurezza nazionale per giustificare sorveglianza e spyware, chiedendo controlli giudiziari e maggiore responsabilità degli apparati. Questo rappresenta il punto più delicato: ""quanto potere può essere trasferito agli apparati di sicurezza in nome della protezione dei cittadini prima che la sicurezza inizi a comprimere gli stessi diritti che dovrebbe proteggere?"" La documentazione disponibile non dimostra l’esistenza di una singola regia europea finalizzata a instaurare una “nuova dittatura”. Dimostra però qualcosa di più concreto: l’Europa sta cercando di reagire a una fase di crescente competizione geopolitica attraverso **energia, materie prime, difesa, intelligence e controllo delle infrastrutture strategiche**. La questione politica diventa quindi un’altra: nel tentativo di garantire sicurezza e autonomia strategica, l’Europa rischia di consegnare una parte crescente della propria sovranità a strutture, alleanze e apparati che i cittadini controllano solo indirettamente?** È qui che dovrebbe concentrarsi l’analisi: non sulla teoria di una dittatura già instaurata, ma sulla progressiva "perdita di autonomia decisionale, dipendenza strategica e possibile riduzione dei meccanismi di controllo democratico" Il vero indicatore da monitorare non è soltanto chi controlla l’energia. È chi controlla contemporaneamente energia, materie prime, infrastrutture, tecnologia, difesa e intelligence. Quando questi elementi convergono nelle stesse architetture di potere, la questione non è più soltanto economica o militare: diventa una questione di **sovranità politica europea.
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I talebani ignorano le sanzioni USA contro l'aviazione iraniana

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Starlink si prepara, secondo le informazioni disponibili, a garantire nuovamente accesso gratuito a Internet in Iran.

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Attacco contro gli impianti petroliferi sauditi di Abqaiq.

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pilota accoltellato durante l'incidente sul volo Dubai-Tel Aviv.

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