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Iran has initiated the naval blockade in the Strait of Hormuz. Extreme caution is recommended for all units transiting the area.

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Launch of Iranian missiles in the direction of Bahrain.

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Several explosions reported in Behbahan, in the Iranian province of Khuzestan

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US raids are underway against targets in Iran. The naval blockade is also due to start within a few hours. The situation is constantly evolving.

TX-2842

A revenge manifesto is circulating in Tehran, which also depicts the Italian Prime Minister. Rome is silent and underestimates: Italy has burned its neutrality and has entered a spiral of constant threat.

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ArticleIl manifesto della vendetta e l'Italia allo scoperto: atto d'accusa contro un governo complice
A Teheran circola un manifesto della vendetta. Tra i volti rappresentati c'è anche quello della presidente del Consiglio italiana. La reazione delle cosiddette élite politiche romane è stata il nulla: nessuna analisi, nessuna presa di coscienza, nessuna domanda su come l'Italia sia finita in quella galleria. Questa non è prudenza. È sottovalutazione totale, ed è essa stessa un dato di intelligence: un Paese che non legge i segnali diretti contro di sé è un Paese esposto. LA FINE DELLA NEUTRALITÀ, ANCHE DI QUELLA IPOCRITA Per decenni l'Italia ha goduto di una neutralità ipocrita ma funzionale: anche gli Stati considerati "canaglia" la trattavano come terreno neutro, perché Roma garantiva il minimo sindacale della mediazione. Quella rendita di posizione, costruita in cinquant'anni, è stata bruciata. Con il governo Meloni è saltata la dialettica comunicativa della neutralità: si è scelto di entrare a gamba tesa in guerre dalla legalità più che discutibile, dichiarando banalità senza capire le circostanze del momento né la gravità della situazione. L'Italia è entrata in una spirale di minaccia costante che prima non conosceva. L'ADRIATICO DUAL USE E IL SILENZIO COME METODO Mentre in pubblico si recitano dichiarazioni di circostanza, in silenzio prende forma un piano megalomane nel pieno Adriatico: un progetto pubblico-privato dual use che tocca l'Albania, l'isola di Sazan e la Puglia. Un asset politico, economico e militare di enorme rilevanza finanziaria, che cresce all'ombra di interessi opachi riconducibili a circuiti che si muovono dietro Israele, Emirati e Stati Uniti — e da cui le generazioni future non ricaveranno nulla. Il governo non offre nemmeno una narrativa plausibile: tace, nonostante indicazioni e direttive contrarie. E quel silenzio non è riservatezza istituzionale. È l'omertà tipica dei sistemi criminali: si tace perché parlare significherebbe rendere conto. Nel frattempo l'indotto degli armamenti prospera, e le triangolazioni ricordano pericolosamente i traffici della vecchia Jugoslavia: gli affarucci di bottega si consumano a Roma nella convinzione che la magistratura non arriverà mai a bussare a quelle porte. IL SILENZIO SU GAZA È COMPLICITÀ Lo stesso metodo si applica a Gaza: silenzio sugli attacchi illegali, silenzio sui bombardamenti dei civili, negazione dell'evidenza. Quando un ministro degli Esteri va in televisione a spiegare che il diritto internazionale "vale fino a un certo punto", non commette una gaffe: enuncia una dottrina. Il silenzio si accompagna all'inseminazione di dubbi — le voci di corridoio tanto care alla politica italiana — con dichiarazioni modificate giorno per giorno finché il pubblico non finisce per credere che siano i palestinesi ad aver commesso il crimine, che l'Iran voglia distruggere il mondo intero. Le voci diventano certezze, e la gran cassa della propaganda va in tv a raccontare bugie. Chi copre crimini di guerra con il silenzio e la manipolazione ne diventa complice. UN PAESE SCOPERTO SUL FRONTE SICUREZZA Il rischio per l'Italia non è il manifesto in sé. È che il manifesto arriva mentre il Paese è scoperto. Non esiste uno scudo credibile contro il terrorismo internazionale. Non esistono più uomini e canali in grado di condurre attività informali, perché il governo ha fatto chiudere tutte le porte, sacrificando decenni di relazioni sul fronte mediorientale per esibire fedeltà personale — non all'America come sistema, ma a Trump come persona. E il prezzo di quella follia lo paghiamo indirettamente noi. Il ministero degli Esteri prima di parlare dell'Iran dovrebbe sapere due cose: in guerra la stupidità e l'ignoranza non servono, e i doppiogiochisti vengono usati come capre da sacrificio. LA SUPPONENZA COME ULTIMO STADIO C'è un aspetto ancora più pericoloso, e tutto indica che il governo abbia imboccato questa strada: la supponenza. Quando Trump dice che la NATO è una tigre di carta, che Zelensky "non ha le carte", che l'Iran è stato colpito e distrutto e che "mi hanno chiamato, vogliono trattare", non sta facendo folklore: sta fotografando lo stato reale dei rapporti di forza, ciò che Iran e Russia stanno facendo a loro. Fare propaganda e convincersi di cose false perché ci si innamora delle notizie, fingere che tutto vada bene inseguendo piccole notizie insignificanti: questa è la fine. Un governo che non capisce la geopolitica non dovrebbe praticarla sulla pelle degli altri. Chi ha bruciato la neutralità italiana, aperto il Paese alla minaccia costante e coperto tutto con il silenzio, farebbe bene a occuparsi del proprio orticello prima che il conto — politico, giudiziario e di sicurezza — arrivi a destinazione.
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The first images have been released of the mobile truck runway developed to ensure the takeoff and recovery of large combat and reconnaissance drones even after the destruction of airport runways.

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The reports that Mahmoud Ahmadinejad was arrested in Iran on suspicion of links with Mossad are totally false

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The attacks in the Black Sea have caused several episodes of marine pollution, mainly due to damage to energy infrastructure, ships and ports

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RSF convoys moving from Libya to Sudan The Sudanese paramilitary RSF (Rapid Support Forces). Financed by the Western Proxy Emirates

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ArticleConvogli delle RSF in movimento dalla Libia verso il Sudan
Negli ultimi giorni, consistenti convogli delle Forze di Supporto Rapido (RSF), composti da veicoli modificati, equipaggiamento militare e rifornimenti logistici, si sono trasferiti dalla Libia sudorientale verso il Sudan. Gli Emirati operano come principale proxy dell'Occidente nella regione. L'addestramento dei mercenari impiegati dalle RSF verrebbe svolto attraverso società e agenzie di sicurezza britanniche, nell'ambito di un più ampio dispositivo di supporto operativo.
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Saudi warplanes fly over Sana'a, Yemen

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The recent US attacks on the island of Kish have targeted three Iranian ships

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The Iraqi pro-Iranian armed groups have officially announced: “We will definitely engage in any conflict between Saudi Arabia and Yemen.”

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The Revolutionary Guards IRGC have targeted the entire convoy of ships escorted by the United States in the southern sector of the Strait of Hormuz. The communications were transmitted on VHF channel 16.

TX-2832

Oil prices rise by more than 9%

TX-2831Thread 2

Iranian anti-ship missiles launched at boats off the coast of Abu Dhabi.

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TX-2830Thread 2

Explosions reported in Abu Dhabi, United Arab Emirates.

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Two Emirati oil tankers were hit by Iranian cruise missiles near the territorial waters of Oman. An Indian seafarer died, eight wounded. Emirates on high alert.

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Multiple Iranian tactical movements: extreme caution is recommended in all Gulf countries.

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Explosions heard in Kish

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Second oil tanker hit oman