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La Casa Bianca dichiara che anche Israele deve rispettare il cessate il fuoco

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Mentre Trump si ritira verso un possibile accordo, Israele continua i bombardamenti sull’Iran. Teheran rafforza la propria posizione sulla scena internazionale.

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Il Presidente Trump annuncia una proroga di due settimane della scadenza, che include un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

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Kuwait: il Ministero dell’Interno invita cittadini e residenti a restare in casa dalla mezzanotte del 7 aprile fino alle 6:00 dell’8 aprile

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L’IRGC fa sapere di essere in stato di massima allerta e di non credere alle dichiarazioni di Trump.

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Manifestazioni davanti all’ambasciata USA a Baghdad, in Iraq, in seguito all’ultimatum di Trump

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Rete telex attiva Iran

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Nonostante le voci di trattative, intensa attività nelle basi britanniche: RAF Lakenheath, Fairford, Mildenhall operative. Multipli aerei cisterna in volo nella regione. I segnali puntano a operazioni in corso.

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Base USA piu grande in Europa (48 Fighter Wing, Suffolk). L'F-15E abbattuto sull'Iran veniva da li. Il 2 aprile oltre 20 aerei decollati in una sola mattinata. Il 24 marzo cinque F-35C atterrati. Sette manifestanti arrestati domenica fuori dai cancelli.
Da Fairford (Gloucestershire) partono bombardieri USA verso l'Iran. A Mildenhall (Suffolk) il 31 marzo atterrati due EA-37B Compass Call, aerei da guerra elettronica, fotografati da osservatori locali.
UK nega inizialmente l'uso della base nell'Oceano Indiano. Poi in 48 ore Starmer inverte la rotta: prima per attacchi a siti missilistici iraniani, poi anche per proteggere Hormuz. Trump continua ad attaccare Starmer nonostante la collaborazione.
L'ambasciatore iraniano a Londra ha dichiarato a Times Radio che Teheran sta valutando se colpire le basi britanniche in risposta all'utilizzo da parte USA. La base di Akrotiri (Cipro) e gia stata raggiunta da un drone all'inizio del conflitto.
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Le minacce di Trump lasciano il tempo che trovano: gli iraniani scendono in piazza. Il Pakistan ottiene la proroga dell'ultimatum su Hormuz? Trattative in corso tra mediatori.

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Il premier Shehbaz Sharif ha chiesto a Trump 14 giorni di estensione e la riapertura di Hormuz da parte di Teheran. La Casa Bianca: il presidente e stato informato, risposta in arrivo. Trump dichiara di essere in trattative serrate e vede buone possibilita di accordo.
Pakistan, Egitto e Turchia lavorano a una tregua in due fasi: 45 giorni + accordo permanente. Witkoff e il ministro Araghchi comunicano via messaggi diretti. L'Iran rigetta la proposta temporanea: vuole garanzie permanenti per non finire come Gaza o Libano.
Se Hormuz restera chiuso, Trump ha annunciato la distruzione di tutti i ponti e le centrali elettriche iraniane in quattro ore. Ha respinto le preoccupazioni sulla Convenzione di Ginevra. L'ONU avverte: attacchi alle infrastrutture civili violano il diritto internazionale.
Nonostante i bombardamenti, la societa civile iraniana si mobilita. Manifestazioni a Teheran segnalano compattezza interna. Il parlamento iraniano ha definito le minacce di Trump azioni sconsiderate. L'Iran accetta solo la fine permanente del conflitto.
Wang Yi e Lavrov si coordinano prima del voto al Consiglio di Sicurezza sulla proposta del Bahrain per proteggere la navigazione nello Stretto. Pechino collaborera con Mosca per allentare la tensione.
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ENI si è ritirata dal consorzio per l'esplorazione di gas nelle acque palestinesi Zona G, al largo di Gaza. Decisione presa in ottobre 2025, resa pubblica il 22 marzo 2026. Nel consorzio rimangono Dana Petroleum e Ratio Energies israeliana.

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Un gran numero di aerei sta decollando dalle proprie basi in Israele.

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L’Iran scende in piazza dopo l’ultimatum di Trump.”

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Manifestanti iracheni assaltano l’ambasciata kuwaitiana a Bassora, nel sud dell’Iraq.

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Trump cerca un'uscita dal conflitto ma Tehran non offre sponde. Il silenzio iraniano non è debolezza è una strategia. L'Iran aspetta che il costo politico per Washington diventi insostenibile.

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Teheran chiude tutti i canali di comunicazione, sia diplomatici che indiretti, con gli Stati Uniti e comunica la sospensione di qualsiasi scambio di messaggi.

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Un Bombardamento aereo israeliano ha colpito una linea ferroviaria a Karaj, in Iran.

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ANALISI: L'attacco a Mashhad potrebbe essere un test di Trump per misurare la reazione iraniana prima della scadenza su Hormuz. Se Teheran non escala in modo catastrofico, Trump avra' il pretesto per colpire su larga scala le infrastrutture.

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USA e Israele bombardano le centrali elettriche di Mashhad. Iran risponde: missili su Arabia Saudita e Bahrain, attacco al consolato USA a Erbil, colpita opposizione curda in Iraq, target americani in Bahrain e missili su Eilat.

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POSTURA DELLA GERMANIA SULLA GUERRA IN IRAN: Merz unico leader europeo a non criticare gli USA. Basi tedesche aperte alle operazioni, ma coalizione CDU-SPD spaccata. AfD in crescita sulle paure di guerra. Ramstein nodo logistico cruciale.

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Merz si trovava alla Casa Bianca quando USA e Israele hanno lanciato l'attacco il 28 febbraio. Ha immediatamente scelto di non criticare gli alleati, affermando che 'non e' il momento di fare lezioni a USA e Israele sulla legalita'.' Ha definito l'Iran 'centro del terrorismo internazionale che deve essere eliminato.' La Germania e' l'unico grande paese europeo ad aver concesso esplicitamente l'uso delle sue basi per le operazioni USA, una mossa che Trump ha definito 'very helpful.' Ma Merz ha anche firmato la dichiarazione congiunta con Francia, UK, Italia, Giappone e Paesi Bassi su Hormuz, precisando che qualsiasi azione sara' possibile solo dopo un cessate il fuoco. Seduto accanto a Trump alla Casa Bianca, e' rimasto in silenzio mentre il presidente minacciava la Spagna di tagliare tutti i commerci. Ha poi ammesso: 'Non volevo approfondire la discussione pubblicamente.' La coalizione CDU-SPD e' profondamente divisa: il leader SPD Klingbeil ha dichiarato 'questa non e' la nostra guerra.'
La postura tedesca crea un paradosso strategico. Berlino e' il paese europeo piu' vicino a Washington sulla guerra, ma paga un prezzo crescente: alle elezioni regionali del Baden-Württemberg la coalizione ha perso, con il 72% degli elettori preoccupato per la sicurezza europea e l'AfD in forte crescita. Sondaggi mostrano che la grande maggioranza dei tedeschi e' contraria agli attacchi sull'Iran. Ramstein resta il nodo logistico cruciale per le operazioni USA in Medio Oriente, ma giuristi tedeschi avvertono che facilitare operazioni di combattimento potrebbe creare responsabilita' legali per Berlino. La Germania si trova in una posizione unica: troppo allineata a Washington per guidare una mediazione europea, troppo divisa internamente per sostenere Trump senza costi politici. Il rischio: se la guerra si prolunga, Merz potrebbe essere costretto a scegliere tra alleanza atlantica e sopravvivenza della coalizione.
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POSTURA DELLA FRANCIA SULLA GUERRA IN IRAN: Macron contrappeso europeo a Trump. No alla guerra dal giorno uno, spazio aereo filtrato, Hormuz irrealistico con la forza. Tour in Asia per alleanze alternative.

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La Francia ha stabilito dal primo giorno che non partecipa all'operazione USA-Israele. Ha imposto una clearance diplomatica caso per caso su ogni volo militare USA nel suo spazio aereo, negando quelli legati a operazioni di combattimento. Trump ha accusato Parigi di essere stata 'VERY UNHELPFUL' e Israele ha tagliato gli acquisti militari dalla Francia (162M euro nel 2024). Macron ha dichiarato da Seoul che riaprire Hormuz con la forza e' 'irrealistico' e ha attaccato Trump: 'Bisogna essere seri, non si dice ogni giorno il contrario del giorno prima.' La portaerei Charles de Gaulle e' stata dispiegata a Cipro nell'ambito dell'Art. 42.7 UE (mutua difesa), non come supporto alla guerra. La ministra delegata alla Difesa Rufo ha ricordato che la NATO non ha mandato per operazioni a Hormuz.
Macron ha condotto un tour diplomatico in Giappone e Corea del Sud centrato sulla crisi. Ha detto agli investitori asiatici: 'La prevedibilita' ha valore, noi siamo dove sapete che saremo' — distinguendo l'Europa dalla condotta imprevedibile di Washington. Ha firmato accordi su minerali critici, nucleare civile e AI con Tokyo e Seoul. La Francia costruisce tre asset: credibilita' come potenza autonoma (non allineata a Trump ne' all'Iran), leadership europea sulla crisi (unico leader UE con visione complessiva), e partnership energetiche alternative per il post-crisi. Il rischio: se Trump vince rapidamente in Iran, Parigi si trovera' dalla parte sbagliata. Ma Macron scommette che il prezzo della guerra sara' cosi' alto da rendere la posizione francese quella giusta a posteriori. Rapporto USA-Francia ai minimi, ma senza rottura formale.
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