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RETE NATION Disimpegno USA in corso. Monitorati movimenti di riposizionamento e riduzione dell'esposizione operativa in alcune aree. Scenario in evoluzione

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segnalati movimenti tattici di gruppi armati curdi dal territorio iracheno

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Prestare cautela: rilevati movimenti tattici delle forze iraniane.

TX-3132

Prestare Cautela disimpegno statunitense in corso. Si raccomanda di monitorare attentamente gli sviluppi operativi e di mantenere elevato il livello di attenzione in relazione ai possibili cambiamenti

TX-3131

La Rete NATION invita tutti a coordinarsi e ad attenersi alle linee guida di sicurezza. Predisporre fin da subito le misure preventive e verificare la propria preparazione. Agire con rapidità, mantenere la calma e seguire gli aggiornamenti ufficiali.

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ArticoloGestione degli alimenti durante un'interruzione di corrente
Durante un blackout è fondamentale preservare la catena del freddo per ridurre il rischio di deterioramento degli alimenti e di intossicazioni alimentari. Limitare l'apertura di frigorifero e congelatore: aprire le porte solo quando strettamente necessario. Ogni apertura fa entrare aria calda, riducendo rapidamente la capacità di conservazione. Se rimane chiuso, il frigorifero mantiene una temperatura sicura per circa 4 ore; un congelatore pieno fino a 48 ore, uno mezzo pieno per circa 24 ore. Mantenere il freddo più a lungo: utilizzare cubetti di ghiaccio, ghiaccio confezionato, ghiaccio secco (per congelatori di grandi dimensioni) o impacchi di gel refrigerante. Questi sistemi possono mantenere una temperatura adeguata per diverse ore o fino a un giorno. Se il blackout si prolunga: trasferire gli alimenti deperibili in contenitori termici, disponendo uno strato di ghiaccio sul fondo, gli alimenti al centro e un secondo strato di ghiaccio sopra, quindi chiudere accuratamente il contenitore. Questo metodo è particolarmente efficace per carne, pesce, latticini e cibi cotti. Dare priorità agli alimenti più deperibili: carne, pollame, pesce, latticini, uova, cibi cotti, insalate e piatti pronti devono essere consumati per primi o mantenuti al freddo. Alimenti secchi come riso, pasta, legumi e conserve non richiedono la catena del freddo. Se è previsto un blackout: spostare preventivamente gli alimenti deperibili nel congelatore e riempirlo il più possibile, poiché un congelatore pieno conserva il freddo più a lungo. Se disponibili, utilizzare sistemi di alimentazione di emergenza, come generatori elettrici, gruppi di continuità (UPS) o sistemi di backup per celle frigorifere. Controllare sempre la temperatura: tenere un termometro all'interno del frigorifero e del congelatore. Dopo il ripristino della corrente, gli alimenti sono generalmente sicuri se la temperatura è rimasta sotto i 4°C. Se è rimasta sopra i 5°C per oltre 4 ore, gli alimenti deperibili devono essere eliminati. Evitare contaminazioni: conservare la carne cruda in contenitori chiusi, separarla dagli alimenti pronti al consumo ed evitare che liquidi o sangue contaminino altri cibi. Al ritorno dell'energia elettrica: verificare attentamente odore, aspetto e consistenza degli alimenti. In caso di dubbio sulla loro sicurezza, è preferibile non consumarli e smaltirli.
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Si raccomanda di seguire attentamente tutte le linee guida e le indicazioni di sicurezza diffuse attraverso i canali ufficiali. Il rispetto delle procedure può contribuire a ridurre i rischi e a tutelare la sicurezza personale

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ArticoloConsigli di sicurezza
In situazioni di emergenza è consigliabile non dormire vicino alle finestre, poiché eventuali esplosioni o onde d'urto potrebbero causare la rottura dei vetri. Applicare nastro adesivo ai vetri può contribuire a ridurre la dispersione di frammenti in caso di rottura, pur non impedendola. Se si verificano incendi in impianti industriali o infrastrutture, limitare l'esposizione a fumo e sostanze potenzialmente nocive, evitando le aree interessate e seguendo le indicazioni delle autorità competenti. In presenza di cavi elettrici, fili o materiali sconosciuti vicino a infrastrutture danneggiate, non toccarli e mantenere una distanza di sicurezza, poiché potrebbero essere in tensione o comunque rappresentare un pericolo.
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Stato di allerta generale. Attivati i protocolli di guerra. Tutte le unità militari e i centri di comando passano alla massima prontezza operativa.

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sono emerse forti divergenze tra vertici politici e comandi militari statunitensi sulla gestione della crisi e sulle prossime decisioni operative

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Le forze iraniane hanno intensificato gli attacchi contro basi e infrastrutture riconducibili a gruppi armati curdi nel nord dell'Iraq

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Prestare attenzione: il disimpegno statunitense appare graduale e controllato.

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L'Iran, tramite i propri emissari, ha avvertito che qualsiasi attacco alle infrastrutture strategiche iraniane comporterebbe il rischio di un'estensione del conflitto.

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Tutte le installazioni e le strutture militari sono state poste in stato di massima allerta. Rafforzate le misure di sicurezza e la prontezza operativa,

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Due navi che avrebbero ignorato le direttive dell'IRGC e intrapreso una rotta verso gli Stati Uniti sono state colpite.

Due navi che avrebbero ignorato le direttive dell'IRGC e intrapreso una rotta verso gli Stati Uniti sono state colpite.
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Rete TELEX attiva. Rete NATION operativa. Si raccomanda la massima cautela. In presenza di situazioni di rischio, valutare l'evacuazione delle aree interessate.

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Diffusi disturbi ai segnali GPS in diverse aree della regione. Le interferenze stanno interessando navigazione aerea, marittima e sistemi civili

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14 membri fondatori della Coalizione Multinazionale per la Difesa Marittima sono Arabia Saudita Kuwait Bahrein Qatar Pakistan Turchia Egitto Giordania Yemen Bangladesh Nigeria Sudan Gibuti Somalia

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TX-3119Thread 2

Arabia Saudita e altri 13 Paesi hanno costituito una Coalizione Multinazionale per la Difesa Marittima con l'obiettivo dichiarato di proteggere le rotte commerciali e i corridoi energetici nel Mar Rosso, Bab el-Mandab e Golfo di Aden.

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ROMA INVOCA UNA MINACCIA AL CONFINE CON LA SPAGNA CHE NON ESISTE. TRA 2021 E 2026 GLI INGRESSI IRREGOLARI IN EUROPA VIA ITALIA SONO STATI 478 MILA, CONTRO I 234 MILA DELLA SPAGNA.

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ArticoloQUANDO LA SICUREZZA NAZIONALE SERVE A UNA CAMPAGNA ELETTORALE
Un confine immaginario tra Italia e Spagna è diventato materia di discussione politica. Non esiste alcuna minaccia all'integrità delle frontiere dell'Unione, e non esiste alcuna minaccia per l'Italia derivante dai fatti di Ceuta. La misura invocata non risponde quindi a un rischio: risponde a un calendario elettorale. I dati lo dicono con precisione. Tra il 2021 e il 2026 gli ingressi irregolari in Europa attraverso l'Italia sono stati 478 mila, contro i 234 mila registrati attraverso la Spagna. Nel solo 2025 gli ingressi irregolari sono stati 66 mila in Italia e 36 mila in Spagna. Il rapporto è costante e va nella direzione opposta a quella dichiarata: chi invoca la protezione del confine è il Paese attraverso cui passa il doppio dei flussi. Anche la lettura della decisione spagnola è rovesciata. La regolarizzazione di 500 mila persone non produce nuovi arrivi: riguarda chi risiedeva già da tempo sul territorio. La gestione della crisi di Ceuta risponde a una politica migratoria costruita per ridurre il traffico di esseri umani, cioè per sottrarre mercato a chi lo gestisce. Presentarla come fattore di rischio significa capovolgerne la funzione. Il precedente italiano è recente e conosciuto. L'arrivo delle imbarcazioni albanesi del 1991 è stato affrontato senza sospendere alcun regime di libera circolazione. Un Paese che ha attraversato quella fase non ha bisogno di inventare confini dove non ce ne sono. La conseguenza, invece, è concreta. La sospensione di Schengen non produce sicurezza: produce controlli, ritardi e costi su un sistema economico che si regge sulla circolazione di merci e persone. È l'unico effetto misurabile di tutta l'operazione, e ricade su chi lavora, non su chi la annuncia. Non è una questione di destra o di sinistra. È che la sicurezza nazionale viene invocata a copertura di una campagna elettorale, e il registro impiegato ha portato il discorso pubblico su un livello che non si vedeva da cinquant'anni. Il Paese ne assorbirà i costi economici e reputazionali.
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IL BOMBARDAMENTO SAUDITA IN IRAQ METTE IN BILICO LA MONARCHIA DI RIAD. GLI STATI DEL GOLFO NON PERCORRONO PIU' LA ROTTA CHE CENTCOM DICHIARA SICURA NELLO STRETTO DI HORMUZ.

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ArticoloLA VALANGA CHE NESSUNO A BRUXELLES HA VISTO ARRIVARE
LA VALANGA CHE NESSUNO A BRUXELLES HA VISTO ARRIVARE Con il bombardamento in Iraq la monarchia saudita ha aperto il fronte sbagliato. Londra è molto attiva nel consigliare bin Salman, ma il consiglio non costa nulla a chi lo dà: se regge incassa, se crolla si sposta. E non basta costruire moschee per farsi perdonare in Medio Oriente. Il mondo sciita si è saldato. Le milizie irachene aspettano da trent'anni il conto delle torture americane e del saccheggio dell'Iraq. Il primo ministro iracheno non salverà la faccia agli Stati Uniti: fa l'idiota utile e lo sanno tutti tranne lui. Le intelligence e i politici europei non hanno capito che valanga sta arrivando. I primi ministri sono così disinformati e pieni di sé da credere che dichiarazioni e propaganda possano fermare un'avanzata. Il quadro americano è peggiore di come lo si racconta. Generali che disobbediscono agli ordini. Alla CIA nessuno vuole più essere quello che porta le notizie a Trump. È un impero che sta sprofondando e che ha smesso di ascoltarsi. Nel frattempo il mondo speculativo raccoglie combattenti da tutto il pianeta per mettere in piedi l'esercito arabo. Poi ci sono i fatti che nessuno commenta. Gli Stati Uniti hanno bloccato petroliere del Qatar che avevano imboccato la rotta iraniana a Hormuz. CENTCOM continua a sostenere che esiste un corridoio americano sicuro. La domanda è una sola: perché gli Stati del Golfo non lo prendono più. E l'altra, altrettanto semplice: cosa farà l'Arabia Saudita contro i missili che arrivano dallo Yemen, dall'Iraq e dall'Iran. Circolano sempre più voci di un disimpegno americano nella regione, e qualcuno parla perfino di ritiro dal Kuwait. Resta la domanda di fondo. Nessuno pensi che queste monarchie inventate siano entità razionali, con una cultura economica, finanziaria e politica costruita nel tempo. Non sanno fare nulla. Sono criminali che andrebbero processati per quello che hanno commesso: riciclaggio, omicidi, tratta di esseri umani, torture, stupri. E l'Europa non ha chiuso gli occhi: ha stretto mani, ha fatto affari, ha propagandato la loro politica come se fosse una politica.
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Trump torna a presentarsi come artefice della pace tra Israele e Hamas. L'annuncio, però, non è accompagnato da elementi concreti che attestino un accordo definitivo .