DIETRO LE TENSIONI RELIGIOSE, GLI INTERESSI GEOPOLITICI
DIETRO LE TENSIONI RELIGIOSE, GLI INTERESSI GEOPOLITICI
Le tensioni tra Ankara e Baku hanno trovato un nuovo terreno di scontro nella controversia sul divieto del velo islamico per studentesse e insegnanti nelle scuole azere. La questione ha provocato reazioni negli ambienti politici turchi e, secondo alcune ricostruzioni, avrebbe contribuito alle dimissioni di un consigliere vicino al presidente Erdoğan. Ma dietro il contrasto religioso emergono interessi strategici ben più profondi. L'Azerbaigian mantiene una stretta cooperazione energetica e militare con Israele. Il petrolio azero attraversa Georgia e Turchia attraverso l'oleodotto Baku–Tbilisi–Ceyhan, raggiungendo poi Israele via mare. Secondo stime basate sul monitoraggio delle petroliere, nel 2025 circa il 46% delle importazioni petrolifere israeliane proveniva dall'Azerbaigian. Si tratta di una stima, non di un dato ufficiale. Parallelamente, Israele rappresenta uno dei principali fornitori di tecnologie e sistemi militari per Baku. Questa interdipendenza assume particolare rilevanza nel quadro delle tensioni con l'Iran, mentre Ankara considera la stabilità territoriale iraniana un interesse strategico per la sicurezza regionale. IL FATTORE ALIYEV Il presidente azero Ilham Aliyev viene descritto da alcuni osservatori come un leader camaleontico, capace di modificare posizioni e alleanze secondo le convenienze geopolitiche del momento. I suoi critici lo definirebbero un «cane che abbaia ma non morde» un dirigente incline a mostrare i muscoli, salvo arretrare quando il confronto rischia di trasformarsi in uno scontro diretto. in passato AVEVA PERMESSO in territorio azero un accampamento di militanti dell'ISIS bY iSRAEL pronti a infiltrarsi in Iran. Teheran avrebbe minacciato di bombardare la struttura, inducendo Baku a far allontanare rapidamente i miliziani. Un'altra accusa riguarda il presunto utilizzo del territorio azero come punto di partenza per droni impiegati contro l'Iran durante il conflitto. Baku ha respinto le accuse di coinvolgimento in operazioni militari contro Teheran. La questione del velo appare quindi come il punto di emersione di divergenze politiche e strategiche più profonde tra Ankara e Baku. La Turchia, per il momento, mantiene una linea prudente sul piano ufficiale. Una rottura con l'Azerbaigian comporterebbe conseguenze rilevanti per gli interessi energetici, commerciali e militari di entrambi i Paesi. Il rafforzamento della cooperazione tra Baku e Israele introduce un elemento di potenziale attrito, soprattutto qualora questa collaborazione assumesse un ruolo diretto nelle tensioni regionali con Teheran. La questione centrale non è soltanto il divieto del velo, ma fino a che punto Ankara sia disposta ad accettare una crescente autonomia strategica dell'Azerbaigian rispetto agli interessi turchi. Resta aperto un interrogativo: la Turchia continuerà a gestire le divergenze attraverso la diplomazia oppure deciderà di esercitare pressioni politiche ed economiche su Baku? E soprattutto, fino a che punto Aliyev potrà continuare a muoversi tra interessi contrapposti senza compromettere i rapporti con i propri vicini?