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Sanctions have become a market. European and American banks hold funds from dozens of countries and do not return them. The judiciary is silent.
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ArticleIl grande mercato delle sanzioni: un'associazione a delinquere che si chiama sistema
Esiste un'economia informale made in USA che ha un nome ufficiale rispettabile: sanzioni. Iraq, Libia, Siria, Iran, Russia, e una lista lunghissima di altri paesi. I fondi vengono congelati, le banche commerciali europee e americane se ne contendono la liquidità, e quella liquidità non torna più a nessuno. Nel frattempo si costruiscono meccanismi di finanza alternativa per tenerla in movimento senza renderla.
La magistratura è assente. Non distratta, non in ritardo: assente. E in questo vuoto operano figure precise: generali in pensione, ex capi dei servizi segreti, funzionari usciti dalle istituzioni che diventano consiglieri, promotori, rappresentanti di certe banche e di certi fondi. Fanno da foglia di fico. La loro credenziale istituzionale dà copertura a operazioni che senza quella copertura sarebbero difficilmente presentabili.
Sono soldi sequestrati in modo illegale. Non è un giudizio politico: è una definizione giuridica che nessuno vuole applicare. Il meccanismo è rodato da decenni e è diventato quasi legge per inerzia, perché si è sempre fatto così. Ma il fatto che qualcosa si faccia sempre non lo rende legale. Lo rende un'abitudine criminale consolidata. Un'associazione a delinquere che opera con la benedizione delle istituzioni.
I numeri dicono tutto: se le banche europee fossero costrette a restituire tutti i fondi illegalmente trattenuti, molti istituti fallirebbero. Non è un'ipotesi teorica. È la ragione reale per cui nessuno apre quel fascicolo.
Magistratura, batti un colpo.