TX-3031

MIDDLE EAST - KUWAITI JOURNALISTS CONSTRUCT THE ARAB ARMY NARRATIVE TO JUSTIFY THE GROUND ATTACK ON IRAN. IT'S A STAGING: AN IRREGULAR FORCE OF CRIMINALS RECRUITED FROM MULTIPLE THEATERS, PROMOTED BY TRUMP WITH EUROPEAN COMPLICITY.

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ArticleLa fabbrica del nemico e la messa in scena dell'esercito arabo
Come Silent People aveva già indicato, i Paesi arabi, con il sostegno dell'Occidente, sono impegnati nella preparazione di un attacco via terra contro l'Iran. La conferma è arrivata questa sera dalla stampa del Kuwait, che ha iniziato a costruire la giustificazione dell'operazione secondo uno schema preciso: gli iraniani vorrebbero invadere, dunque occorre difendersi, dunque si crea l'esercito arabo. È una messa in scena. La sequenza narrativa non nasce dagli eventi, li precede e li prepara, esattamente come accade quando si deve rendere accettabile all'opinione pubblica una forza che, nella sostanza, è composta da criminali reclutati da più teatri e addestrati da tempo. Questa forza irregolare è al centro del disegno, e la responsabilità politica della sua attivazione è leggibile: il presidente Trump ne è il principale promotore, e attorno a lui si dispone una rete di complicità europee. Tra queste l'Italia, trascinata nel quadro da una classe dirigente inadeguata al momento, incapace di sottrarre il Paese a un allineamento che non risponde ai suoi interessi. Il silenzio e l'adesione passiva sono la forma che la complicità assume: non serve agire, basta non opporsi. Il ruolo di Israele merita un'analisi a parte, perché la sua funzione è meno militare e più informativa di quanto appaia. Israele si è a lungo accreditato come uno dei grandi servizi di intelligence del mondo, ma quella reputazione va guardata con occhio critico: numerose operazioni attribuite alla sua eccellenza si sono rivelate, a un esame più attento, costruzioni gonfiate o episodi il cui esito reale era assai diverso dal racconto. La voce più consistente del suo sforzo, del resto, non è diretta contro i nemici sul campo, ma è investita nell'influenza: costruire, presso le opinioni pubbliche europea e statunitense, la percezione di un nemico esistenziale che giustifichi mobilitazione, spesa e allineamento. È la fabbrica del nemico, lo strumento che trasforma una scelta politica in una necessità apparente. A questa funzione se ne affianca un'altra, più opaca. Stati Uniti e Regno Unito hanno storicamente utilizzato il territorio e le strutture israeliane per condurre operazioni che nei rispettivi ordinamenti sarebbero illegali o difficilmente autorizzabili: dall'uso di dati alla sperimentazione di tecnologie e armamenti, in un contesto dove il controllo giurisdizionale è debole o assente. È questa la condizione che rende Israele una sorta di punto cieco, un'area in cui la magistratura fatica a esercitare la propria funzione di verifica. In un simile ambiente, la linea tra intelligence e speculazione si assottiglia, e non a caso, tra gli osservatori militari di lungo corso, la valutazione delle informazioni di provenienza israeliana è da tempo improntata a forte scetticismo. La reputazione ha coperto a lungo la sostanza; quando la sostanza viene esaminata, il divario emerge. Su un altro piano, la condotta israeliana è già oggetto di procedimenti davanti alla Corte penale internazionale, dove pesano accuse gravissime relative alle operazioni militari: quale che ne sia l'esito, il fatto stesso che quelle accuse siano al vaglio della giustizia internazionale segna un punto di non ritorno reputazionale. Da tutto questo emerge una necessità che va oltre il conflitto in corso. L'Europa, se vuole uscire dalla condizione di complice inconsapevole o rassegnata, deve affrontare il nodo dei propri apparati di intelligence, che si sono compromessi con il potere politico ed economico fino a perdere la funzione di servizio dell'interesse pubblico. Riformare quel sistema, restituirgli autonomia e trasparenza, è la condizione perché il continente smetta di essere strumento di disegni altrui e torni a leggere la realtà invece di subirne la costruzione.
TX-3030

IRAN - US MISSILE ATTACK HITS A POWER PLANT IN BUSHEHR.

TX-3029

KUWAIT - BE CAREFUL: SUICIDE DRONES ARE ARRIVING FROM IRAN HEADING TOWARDS THE COUNTRY.

TX-3028

KUWAIT - COLUMNS OF SMOKE RISE FROM ALI'S US BASE AT SALEM.

TX-3027

IRAN - AN ORDER HAS BEEN ISSUED TO OPEN FIRE ON ANY PLANE OR HELICOPTER SIGHTED WITHIN NATIONAL BORDERS. THE INDICATION IS ALSO AIMED AT THE POPULATION.

TX-3026Thread 4

PAKISTAN/YEMEN - AFTER THE HOUTHI ATTACK ON THE TWO SAUDI OIL TANKERS, PAKISTAN REACTS BY SIDING WITH RIYADH. THE MOVE CONTRADICTS THE ROLE OF NEUTRAL MEDIATOR THAT SHARIF HAD ATTRIBUTED TO HIMSELF.

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TX-3025Thread 4

YEMEN - THE HOUTHIS (ANSAR ALLAH) HIT THE TWO SAUDI OIL TANKERS ENCELIA AND LAYLIA WITH BALLISTIC MISSILES, CRUISE MISSILES AND DRONES.

TX-3024Thread 4

YEMEN - HOUTHI MILITARY SPOKESMAN YAHYA SAREE HAS CLAIMED RESPONSIBILITY FOR THE ATTACK ON TWO SAUDI OIL TANKERS.

TX-3023Thread 4

RED SEA - SAUDI SHIP HIT BY A MISSILE 70 KILOMETERS NORTH OF THE BORDER WITH YEMEN.

TX-3022

USA/UN - TRUMP PUSHES FOR FIFA PRESIDENT INFANTINO AS THE NEXT UN SECRETARY GENERAL. IN THE EVENT OF A FAILURE TO RECONFIRM FIFA, THE UNITED NATIONS SUMMIT WOULD BE RESERVED FOR HIM.

USA/UN - TRUMP PUSHES FOR FIFA PRESIDENT INFANTINO AS THE NEXT UN SECRETARY GENERAL. IN THE EVENT OF A FAILURE TO RECONFIRM FIFA, THE UNITED NATIONS SUMMIT WOULD BE RESERVED FOR HIM.
TX-3021

KUWAIT - THE LOCAL PRESS BEGINS TO SPREAD THE NARRATIVE OF THE CREATION OF AN “ARAB ARMY” FOR A GROUND ATTACK. IN FACT, IT IS AN IRREGULAR FORCE COMPOSED OF FORMER ISIS MILITIAMEN.

TX-3020

MIDDLE EAST - US ATTACKS IN IRAN AND IRANIAN RESPONSES IN JORDAN, IRAQ, BAHRAIN AND KUWAIT CONTINUE.

TX-3019

MIDDLE EAST - AFTER TRUMP'S THREATS TO HIT IRANIAN CRITICAL INFRASTRUCTURE, TEHRAN WARNS THAT IT WILL TARGET BRIDGES AND POWER PLANTS IN THE GULF AND RESERVES THE RIGHT TO HIT ISRAEL.

TX-3018

Italy continues to provide logistical support to the United States in the context of a conflict whose international legitimacy is widely contested.

Italy continues to provide logistical support to the United States in the context of a conflict whose international legitimacy is widely contested.
TX-3017

IRAN/NORTHWEST: systematic US attacks on Urmia and Tabriz. Hypothesis: opening of an air corridor for a possible deep raid.

TX-3016

Activation of defenses in Tehran.

TX-3015

US ATTACKS ON IRAN: Qeshm, Chabahar, Konarak, Sirik, Kerman, Fasa, Baneh, Omidiyeh, Urmia, Parchin

TX-3014

Manipulating the enemy is a job; manipulating your own or your allies is breaking the pact. That's where the betrayal of the mandate begins.

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ArticleQuando l'intelligence smette di conoscere la realtà per gestirla
Un servizio di intelligence esiste per una cosa sola: conoscere la realtà e dirla a chi decide, anche quando è sgradevole. Tutto il resto — l'inganno, l'azione coperta, la manipolazione delle percezioni — è uno strumento al servizio di quel fine. Quando lo strumento diventa il fine, e la gestione della percezione sostituisce la conoscenza, il servizio non difende più nessuno. Ha rovesciato la ragione per cui esiste. La linea è chiara: contro chi. Manipolare il nemico è mestiere, vecchio quanto la guerra. Manipolare i propri decisori, o gli alleati, è un'altra cosa: è rottura di un patto. Il problema non è la manipolazione — è il bersaglio. Un apparato che orienta le percezioni di chi dovrebbe servire, o di chi gli siede accanto, ha smesso di essere uno strumento ed è diventato un attore politico autonomo. È lì che comincia il tradimento del mandato. La realtà ha una scadenza per le bugie. La percezione si distorce; i prezzi, i bilanci, i flussi di capitale, gli esiti sul terreno no. Nel breve anche i mercati si manipolano — bolle, panico, aspettative pilotate — ma il vincolo materiale presenta sempre il conto, e nessuna narrazione può pagarlo al posto suo. Da qui la nemesi del manipolatore: chi ottimizza per controllare il racconto perde la capacità di vedere il mondo com'è. La manipolazione rivolta all'esterno corrode l'organo interno della conoscenza. Ci si acceca da soli. Lo scudo spegne il correttivo. Niente di tutto questo sarebbe possibile senza la segretezza abusata. Riservare fonti e metodi è legittimo; usare il segreto per sottrarsi al controllo è un'altra cosa. L'effetto è strutturale, non morale: tolto il feedback esterno — parlamentare, giudiziario, pubblico — sparisce l'unico meccanismo che correggerebbe l'errore. E senza correttivo la deriva non è un rischio: è l'esito prevedibile. La prova sta nei soldi. La domanda che smaschera tutto è banale: chi paga e chi guadagna? Se a pagare è il cittadino, con denaro pubblico e sotto l'etichetta della difesa comune, mentre a guadagnare sono soggetti privati, la missione è diventata una copertura. È lo schema classico — costi socializzati, profitti privatizzati — reso possibile dalla cattura dell'apparato da parte di chi ne intercetta i budget. Qui il tradimento smette di essere un'opinione e diventa una domanda con risposta: quali contratti, quali importi, a beneficio di chi. L'esito non è un mandato trascurato: è invertito. Mandato pubblico, scudo che annulla il controllo, deriva verso interessi privati o di fazione fino a manipolare i propri e gli alleati, costo pubblico e beneficio privato. Alla fine l'apparato nato per difendere il cittadino lavora contro di lui, o sopra di lui. È questa inversione — non la segretezza in sé, non l'esistenza di una filiera — il vero oggetto dell'accusa. E la domanda "non è forse un tradimento?" non è una premessa retorica: è una conclusione.
TX-3013

Resumption of attacks in Iran: Tabriz, Bushehr, Mahshahr, Behbahan, Bandar Abbas.

TX-3012

IRAN - THE EXPLOSION IN THE NARMAK DISTRICT OF TEHRAN IS NEITHER AN ATTACK NOR AN ATTACK: IT WAS THE EXPLOSION OF GAS IN AN APARTMENT.

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