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KUWAIT - AN IRANIAN AIR FORCE F-5 FIGHTER, IN SERVICE FOR MORE THAN 40 YEARS, HIT A TARGET AT A US BASE.

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RED SEA/GULF - THE HOUTHIS HINDER SAUDI SHIPS BOUND FOR YANBU. THE WAR CHANGES DIMENSION: INFRASTRUCTURE, ROUTES, OIL PIPELINES AND RAW MATERIALS. IRAN CHOOSES INDEFINITE RESISTANCE TO RE-ESTABLISH ITS REGIONAL HEGEMONY.

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ArticleLa guerra cambia dimensione: infrastrutture, rotte ed egemonia
L'ingresso in campo degli Houthi, pesantemente armati, aggiunge un fronte decisivo al conflitto. Il proxy iraniano sta ostacolando le navi saudite dirette a Yanbu, il grande terminale petrolifero sul Mar Rosso, saldando così l'interdizione occidentale a quella orientale: dopo Hormuz, anche la via del Mar Rosso è contesa, e l'Arabia Saudita si trova stretta tra due mari entrambi minacciati. È il segno che la guerra sta cambiando intensità ed entrando in una dimensione nuova. Non più solo basi e postazioni militari, ma infrastrutture, rotte marittime, oleodotti, materie prime: tutto ciò che collega il conflitto a un impatto economico diretto e globale. In questo quadro, l'Iran ha scelto la strada della resistenza a oltranza, con l'obiettivo di ristabilire una propria egemonia regionale. A Teheran sono consapevoli che la partita sarà lunga, e che la posta non è la sopravvivenza a un singolo attacco ma il riassetto degli equilibri dell'intera regione. È una scelta strategica, non tattica: si accetta il logoramento perché si punta a ciò che verrà dopo. Su questa linea si collocano anche i messaggi trasmessi nelle interlocuzioni informali degli ultimi giorni. Agli interlocutori che sondavano il terreno per una mediazione, la parte iraniana ha risposto rovesciando la richiesta: prima di chiedere concessioni a Teheran, hanno fatto intendere, sarebbe l'altra parte a dover cambiare il proprio presidente, descritto come un uomo interessato ad appropriarsi di territori e aziende altrui. E su un eventuale gesto di riconciliazione diretta, la posizione riferita è stata netta e minacciosa: «Non troverete nessuno a Teheran disposto a stringergli la mano, e chi lo farà sa che ne pagherà con la vita, e con la propria famiglia». È il segnale che, sul piano interno iraniano, qualunque apertura verso Washington viene trattata come tradimento capitale: una chiusura che restringe drasticamente lo spazio della mediazione qatariota e pakistana, e che dice quanto Teheran consideri la posta in gioco esistenziale.
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KUWAIT - THE GOVERNMENT ASKS IRAN TO STOP THE BOMBING AFTER THE HITS ON THE COUNTRY'S CRITICAL INFRASTRUCTURE.

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Petroliera Greca Colpita nelle acquemeridionali iraniane

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FRANCE - FLIGHTS TO RIYADH AND DUBAI SUSPENDED, A MEASURE ALSO EXTENDED TO BEIRUT.

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USA - TOTAL CRUDE OIL INVENTORIES ARE FALLING SHARPLY: ACCORDING TO ANALYSTS, THERE ARE ABOUT 50 DAYS OF COMMERCIAL AND STRATEGIC RESERVES LEFT.

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GULF - GENERAL ALERT. IRAN IS IN A STATE OF EMERGENCY AND IS PREPARING FOR A LAND CONFLICT. PAY ATTENTION: WHOEVER HAS THE CHANCE TO LEAVE THE GULF COUNTRIES.

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STRAIT OF HORMUZ - THE US HITS ALL IRANIAN POSITIONS ALONG THE STRAIT.

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KUWAIT - IRANIAN DRONE AND MISSILE ATTACK AGAINST US BASES IN THE COUNTRY.

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STRAIT OF HORMUZ - NAVAL ACCIDENT IN THE STRAIT.

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IRAN - EXPLOSIONS IN ISFAHAN, SHIRAZ, BANDAR LENGEH, CHABAHAR AND BANDAR ABBAS.

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MIDDLE EAST - CONTINUOUS ATTACKS IN IRAN, BAHRAIN AND ON HORMUZ. THE HEAD OF IRANIAN DIPLOMACY IS ON HIS WAY TO PAKISTAN. TEHRAN DEALS BUT IS PREPARING FOR CONFLICT. INTERNET BLACKOUT EXPECTED IN IRAN WITHIN 48 HOURS.

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ArticleTra mediazione e conflitto: le 48 ore che precedono il blackout iraniano
Il quadro delle ultime ore resta segnato da attacchi continui in Iran, in Bahrein e lungo lo Stretto di Hormuz, senza soluzione di continuità. In questo contesto si inserisce un movimento diplomatico di rilievo: un aereo che si presume trasporti il ministro degli Esteri iraniano è diretto in Pakistan, segnale che il canale negoziale resta aperto in parallelo alla guerra. Rispetto alla mediazione proposta dal Qatar, la posizione iraniana è duplice e leggibile: ufficialmente Teheran si presta al dialogo, ma nei fatti si prepara al conflitto. È la postura classica di chi tratta da una posizione di forza, tenendo il tavolo aperto senza rinunciare all'iniziativa militare. Un indicatore concreto di questa preparazione è atteso a breve: si ritiene che entro 48 ore l'Iran chiuderà totalmente l'accesso a internet sul proprio territorio. Il blackout delle comunicazioni è una misura tipica della fase che precede operazioni di ampia portata, sia difensive sia offensive: serve a proteggere il comando e controllo, a impedire il tracciamento e a chiudere il Paese agli occhi esterni. La sua imminenza va letta come uno degli orologi della crisi, e come un limite operativo per la stessa rete di informazione, che da quelle aree vedrà interrompersi il flusso. Sul versante arabo, la preoccupazione dei Paesi del Golfo per le proprie infrastrutture è aumentata bruscamente, per una ragione precisa e allarmante: numerosi missili sono riusciti a penetrare in aree senza che le sirene di allarme si attivassero. È il dato tecnicamente più grave delle ultime ore, perché indica che i sistemi di allerta e difesa, oltre a essere logorati, presentano falle di rilevamento: se il missile arriva prima o senza l'allarme, non c'è né intercettazione né tempo per la protezione civile. Si salda con quanto già documentato, dalle autodistruzioni dei Patriot in Bahrein alla dichiarata incapacità delle basi USA di difendere i Paesi ospitanti. Le monarchie del Golfo scoprono così che l'ombrello sotto cui hanno investito la propria sicurezza ha smesso di garantirla, e che il prezzo di ospitare il dispositivo americano lo pagano senza nemmeno il preavviso di una sirena.
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RED SEA - THE HOUTHIS DECLARE A BAN ON MARITIME NAVIGATION AGAINST SAUDI ARABIA.

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GULF - RENEWED THE CALL TO LEAVE THE AREA DUE TO THE INTENSITY OF THE ATTACKS. THE US ACCUMULATES WEAPONS FOR THE GROUND OPERATION, ISRAEL BECOMES A LOGISTIC BACKWATER. DO NOT TRUST THE APPARENT CALM.

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ArticleAppello a chi si trova nel Golfo: lasciare i Paesi finché è possibile
Rinnoviamo l'appello a quanti si trovano nei Paesi del Golfo: cerchino di lasciare l'area, per l'intensità crescente degli attacchi in corso. Non è una precauzione formale. Gli Stati Uniti stanno accumulando quante più armi possibile nelle proprie retrovie, in vista dell'operazione di terra, ed è precisamente questa preparazione che l'Iran cerca di ostacolare colpendo in modo sistematico le infrastrutture di Giordania, Kuwait e Bahrein, i teatri da cui quella preparazione passa. In parallelo, Israele va assumendo sempre più la funzione di Paese di stoccaggio del dispositivo, retrovia logistica in cui si concentrano i materiali per la fase successiva. Su tutto questo, la stampa e le istituzioni europee non riferiscono come le cose stanno realmente. Il racconto ufficiale copre la sostanza degli eventi, e la distanza tra ciò che accade sul terreno e ciò che viene comunicato è essa stessa parte dell'operazione. Da qui un avvertimento necessario a chi legge: anche di fronte a una calma apparente, non ci si fidi. Quella calma non è la fine della crisi, è l'intervallo tra due fasi. Gli Stati Uniti non hanno una soluzione. Bombardano ponti, porti e tunnel iraniani nel tentativo di smembrare il Paese, di spezzarne la continuità territoriale e logistica per renderlo frammentabile. Ma è un obiettivo che non è mai riuscito in passato, e nulla nelle condizioni attuali indica che possa riuscire ora: l'Iran ha profondità, coesione e capacità di assorbimento che i teatri già sperimentati, dall'Iraq alla Libia, non offrivano. Resta la contraddizione più rivelatrice della loro condotta: sostengono pubblicamente una narrazione di controllo e di normalità, e nello stesso tempo diramano allerta di sicurezza immediate ai propri cittadini. Le due cose non stanno insieme, e proprio in quella incoerenza si legge la verità che il racconto ufficiale nasconde.
TX-2995Thread 3

EMIRATES - FOUR EXPLOSIONS IN RAS AL-KHAIMAH.

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TX-2994

IRAN - US MISSILE LAUNCHES CONTINUE TOWARDS SIRIK, PROVINCE OF HORMOZGAN, AND TOWARDS THE PROVINCE OF BUSHEHR.

TX-2993

IRAN - US MISSILES FROM KUWAIT HIT IMAM KHOMEINI'S PORT IN MAHSHAHR.

IRAN - US MISSILES FROM KUWAIT HIT IMAM KHOMEINI'S PORT IN MAHSHAHR.
TX-2992

OMAN - SHIP ON FIRE FOR REASONS TO BE ASCERTAINED 8 NAUTICAL MILES NORTHWEST OF KUMZAR.

TX-2991Thread 3

EMIRATES - THE EXPLOSIONS FELT IN THE COUNTRY COME FROM SHIPS STATIONED OFFSHORE.

TX-2990

OMAN - MARITIME ACCIDENT NEAR THE COUNTRY'S COAST.

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