TX-2035Thread 2

A cargo ship in the Gulf, the CGM San Antonio, was allegedly hit by an alleged long-range cruise missile, causing the injury of some members of the Philippine crew

A cargo ship in the Gulf, the CGM San Antonio, was allegedly hit by an alleged long-range cruise missile, causing the injury of some members of the Philippine crew

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TX-2034

President Donald Trump announced the 'suspension' of Project Freedom just one day after the start of the operation.

TX-2033

Iran announces the establishment of the 'Persian Gulf Strait Authority', a new legal framework for transit through the Strait of Hormuz. Ships must obtain authorization, contact the authority and pay tolls; info via info@PGSA.ir.

TX-2032

This evening, Shahed-136 Iranian drones hit the headquarters of the Komala Party of Iranian Kurdistan in Sulaymaniyah Governorate, Iraqi Kurdistan.

TX-2031

Ships intending to transit the Strait of Hormuz are notified of the procedures by e-mail from info@PGSA.ir, comply with the operating framework and obtain transit authorization.

TX-2030

The false bombing of the Emirates was a false flag. Pakistan, Saudi Arabia, the entire Gulf at the UN for the navigability of Hormuz: a chain of organized reactions. The Iranian president hasn't bombed anyone. It's simple.

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ArticleLa false flag di Ormuz e la corsa al diritto di navigazione
Il bombardamento agli Emirati non è avvenuto. Era una false flag, costruita con supporto mediatico e logistico per produrre una catena di reazioni calcolate. La reazione è arrivata puntuale. Il Pakistan reagisce, l'Arabia Saudita ha preso posizione, tutti i paesi del Golfo hanno presentato all'ONU una richiesta di discussione con USA . L'obiettivo è ottenere un appiglio giuridico sulla cosiddetta navigabilità dello stretto di Ormuz, cioè far entrare nel diritto internazionale il controllo di un passaggio nelle acque iraniane. Le dichiarazioni, le prese di posizione che si sono susseguite nelle ultime ore fanno parte dello stesso schema. Non sono reazioni spontanee a un evento costruito . Sono i movimenti di una partita già scritta prima. Il presidente iraniano non ha litigato con nessuno perché non ha bombardato nessuno.
TX-2029Thread 2

Another ship was hit in the Strait of Hormuz. Container ship, which tried to cross without coordination, was hit and set on fire; unknown properties, nature and fate of the crew.

TX-2028

Official Iranian statement refutes Abu Dhabi: the armed forces have not conducted any missile operation against the Emirates. Tehran warns: any action against Iran will have strong repercussions.

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ArticleL'Iran smentisce gli Emirati
È stata rilasciata una dichiarazione ufficiale: le forze armate della Repubblica Islamica non hanno condotto alcuna operazione missilistica contro gli Emirati Arabi Uniti. La dichiarazione smentisce direttamente quanto affermato dal Ministero della Difesa emiratino. Teheran non si ferma alla smentita. Avvisa che qualsiasi attività intrapresa contro l'Iran avrà forti ripercussioni. Il messaggio è preciso: ogni azione contro la Repubblica Islamica troverà una risposta. Secondo fonti di intelligence, sul tavolo sono già state decise operazioni anfibie contro gli Emirati nel caso in cui Abu Dhabi oltrepassi la linea rossa. Non è un'ipotesi in discussione. È un piano deliberato, pronto all'attivazione. Il quadro si chiarisce: attacchi a Fujairah attribuiti all'Iran da Abu Dhabi, smentita formale di Teheran, piano anfibio già approvato come risposta a qualsiasi escalation. La regione è entrata in una fase in cui ogni passo può diventare il passo decisivo.
TX-2027

Fujairah is not an attack only from the outside. In the Emirates there is a rift: those who want the regionalization of Hormuz with Iran and those who follow Israel and Washington. The blame goes to Iran. But the mine is inside.

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ArticleFujairah e la guerra interna agli Emirati
Le esplosioni al porto di Fujairah non vengono solo dall'esterno. L'operazione porta impronte americane, inserita in un disegno più ampio di pressione militare nel Golfo. Dentro gli Emirati esiste oggi una frattura. Una parte della leadership punta alla neutralità, vuole un accordo diretto con l'Iran per la regionalizzazione dello stretto di Ormuz, vuole gestire il transito come questione regionale. L'altra parte ha scelto il campo opposto, stretta a Israele e agli Stati Uniti, convinta che la protezione militare americana sia l'unica garanzia di sopravvivenza. Questa divisione produce effetti concreti. Le decisioni si contraddicono, i segnali verso Teheran e verso Washington sono spesso in conflitto. La narrazione pubblica emiratina indica l'Iran come responsabile di tutto ciò che accade nel Golfo. Ma chi conosce la struttura interna del potere ad Abu Dhabi sa che parte della tensione nasce dentro casa. Fujairah è uno dei nodi logistici più sensibili al mondo. Un attacco lì non è mai casuale. Nella guerra per il controllo di Ormuz, la linea di fuoco passa anche attraverso i palazzi degli Emirati.
TX-2026

The United States is offering a reward of 10 million dollars for information about Sheikh Akram al-Kaabi's whereabouts. The US is often considered unreliable in paying these rewards.

The United States is offering a reward of 10 million dollars for information about Sheikh Akram al-Kaabi's whereabouts. The US is often considered unreliable in paying these rewards.
TX-2025

The passage through the Hormuz, according to reports, would not be navigable on the Omani side where some ships have run aground; the transit would therefore take place on the Iranian side. Shipping companies are urged to exercise extreme caution.

TX-2024

Albania is indicated as a transit point for Libyan oil to Europe via Italy, from Tobruk, Benghazi and Ras Lanuf, with connections also to Turkey and the Arab Emirates for money laundering. The AVAX tanker.

TX-2023

Iranian minister's visit to China before the Trump-Xi meeting: possible decisions on Iran and the Strait of Hormuz.

TX-2022

Ongoing Iranian tactical movements: maximum restraint and caution are urged.

TX-2021

The United Arab Emirates has expelled around 15,000 Pakistani Shiite workers.

TX-2020

The ships are evacuating the port of Ras Al Khaimah, in the United Arab Emirates, on the orders of the Iranian Revolutionary Guards.

TX-2019

Missile and drone attacks against the United Arab Emirates, authorities urge citizens to stay in safe places.

TX-2018

Alert for those currently in the Emirates: closely monitor the Iranian response. The American plan involves internal destabilization operations in Iran. The piano is already on the table. The clues are there.

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ArticleOperazioni di destabilizzazione interna all’Iran: il piano americano via Kurdistan e Baluchistan
Parallelamente all’operazione sulle isole nello Stretto, gli Stati Uniti stanno portando avanti un piano per creare instabilità all’interno del territorio iraniano. I vettori di ingresso identificati sono il Kurdistan e il Baluchistan, due regioni con forti tensioni etniche e storiche che possono essere usate come corridoi per operazioni di tipo paramilitare e terroristico contro obiettivi strategici iraniani. Il piano non è una speculazione. Gli indizi già presenti sul terreno indicano che la fase preparatoria è avanzata. La logica è quella di aprire un secondo fronte interno all’Iran mentre la pressione militare esterna si intensifica sullo Stretto, costringendo Teheran a disperdere le proprie risorse di sicurezza su più fronti simultanei. L’Iran conosce questa dottrina e la risposta iraniana non sarà solo difensiva. Chi si trova attualmente negli Emirati Arabi Uniti deve monitorare con la massima attenzione l’evoluzione delle prossime ore. La risposta iraniana al complesso di queste operazioni può essere rapida, multidirezionale e colpire dove l’avversario è più esposto economicamente e logisticamente. Gli Emirati, per le ragioni già note, rimangono il bersaglio più probabile e più vulnerabile.
TX-2017

It is confirmed: the US and Israel are organizing a land action to conquer the Iranian islands in the Strait. Iran has already decided on the answer. On the table is a plan for amphibious operations in Emirati territory.

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ArticlePiano anfibio iraniano sugli Emirati: la risposta alla conquista delle isole è già decisa
Non è più un’ipotesi. Gli Stati Uniti e Israele stanno organizzando in modo concreto un’operazione via terra per prendere il controllo delle isole iraniane nello Stretto di Hormuz. La notizia è nota ai principali servizi di intelligence della regione. La preparazione è in corso. L’Iran non aspetta di essere colpito per decidere come rispondere. Il piano iraniano è già stato approvato. Prevede operazioni anfibie in territorio emiratino. La scelta del bersaglio non è casuale: gli Emirati sono la piattaforma logistica e politica che ha reso possibile l’organizzazione dell’offensiva americana e israeliana. Colpire il territorio emiratino significa colpire il supporto strutturale dell’operazione, non solo rispondere a un attacco. Da questo momento la situazione negli Emirati può cambiare rapidamente. Tutto dipende dalle azioni che la leadership emiratina sceglierà di fare nelle prossime ore. Se gli Emirati partecipano attivamente all’operazione sulle isole, la risposta iraniana scatta. Se provano a prendere le distanze nell’ultimo momento, il piano potrebbe essere sospeso o ridimensionato, ma la fiducia tra Abu Dhabi e Washington si rompe in modo difficilmente recuperabile. Non esiste una via di uscita comoda. Gli Emirati hanno costruito la loro posizione attuale su scelte che li hanno portati dentro un conflitto che ora rischia di arrivare fisicamente sul loro territorio. Un’operazione anfibia iraniana negli Emirati sarebbe uno sconvolgimento senza precedenti per un paese la cui economia dipende dalla percezione di stabilità e sicurezza. Turismo, finanza, logistica, tutto si ferma nel momento in cui le immagini di un’operazione militare sul suolo emiratino escono sui mercati internazionali. Prestare la massima attenzione a quello che accade nelle prossime ore.
TX-2016

Borders have become elastic. International law has never been so alone.

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ArticleDalla terra allo stato non si torna: la narrativa che sta riscrivendo il diritto internazionale
Israele non ha una costituzione. Non è un dettaglio tecnico: è una scelta politica che dice qualcosa di preciso sul tipo di entità che Israele vuole essere. Uno stato con una costituzione ha confini definiti, diritti codificati, un perimetro giuridico riconoscibile. Uno stato senza costituzione può ridefinire se stesso in modo permanente. E oggi Israele ha scelto di ridefinirsi attraverso una parola sola: terra. Non territorio, non stato, non confini. Terra. La differenza non è semantica: è giuridica e politica. Il territorio è un concetto del diritto internazionale: ha coordinate, ha trattati, ha riconoscimenti. La terra è un concetto biblico, storico, emotivo. Non ha confini perché non ne ha bisogno. Tutti i partiti israeliani, senza eccezione, parlano oggi di terra. Nessuno parla più di stato nei termini del diritto internazionale. Trump usa esattamente lo stesso registro. Quando parla di Groenlandia, Canada, Messico, non usa il linguaggio della politica estera. Usa il linguaggio della conquista territoriale. Terra da prendere, terra da controllare, terra che appartiene per ragioni che stanno al di sopra dei trattati. Due leader diversi, la stessa struttura narrativa. Non è una coincidenza. Questo linguaggio si sta diffondendo. Alcune monarchie arabe, che fino a ieri usavano il vocabolario diplomatico convenzionale, cominciano a parlare di isole, di acque, di zone da controllare usando gli stessi termini. Quando i tuoi avversari conquistano con il linguaggio della terra, o adotti lo stesso linguaggio o resti indietro. I confini in questa dinamica non spariscono: diventano elastici, negoziabili, soggetti alla forza del momento. L’Italia osserva in silenzio. Non è neutralità: è complicità passiva. Quando una narrativa che viola le basi del diritto internazionale si afferma senza opposizione nei consessi internazionali, il silenzio degli stati che potrebbero parlare diventa parte del problema. La retorica della terra non è solo propaganda: è la preparazione giuridica e culturale alla prossima conquista. E funziona meglio quando nessuno la chiama con il suo nome.
SilentPeople | Page 59