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Fujairah is not an attack only from the outside. In the Emirates there is a rift: those who want the regionalization of Hormuz with Iran and those who follow Israel and Washington. The blame goes to Iran. But the mine is inside.
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ArticleFujairah e la guerra interna agli Emirati
Le esplosioni al porto di Fujairah non vengono solo dall'esterno. L'operazione porta impronte americane, inserita in un disegno più ampio di pressione militare nel Golfo.
Dentro gli Emirati esiste oggi una frattura. Una parte della leadership punta alla neutralità, vuole un accordo diretto con l'Iran per la regionalizzazione dello stretto di Ormuz, vuole gestire il transito come questione regionale. L'altra parte ha scelto il campo opposto, stretta a Israele e agli Stati Uniti, convinta che la protezione militare americana sia l'unica garanzia di sopravvivenza.
Questa divisione produce effetti concreti. Le decisioni si contraddicono, i segnali verso Teheran e verso Washington sono spesso in conflitto. La narrazione pubblica emiratina indica l'Iran come responsabile di tutto ciò che accade nel Golfo. Ma chi conosce la struttura interna del potere ad Abu Dhabi sa che parte della tensione nasce dentro casa.
Fujairah è uno dei nodi logistici più sensibili al mondo. Un attacco lì non è mai casuale. Nella guerra per il controllo di Ormuz, la linea di fuoco passa anche attraverso i palazzi degli Emirati.