TX-2638

These are decisive hours for the world: a new order is being born in the Middle East. These are decisive hours for the world: a new order is being born in the Middle East. We will know within 48 hours the fate of our economy and of the war.

TX-2637

The Iranian Revolutionary Guards Navy has issued an urgent warning via radio: any vessel that approaches the Strait of Hormuz without authorization will be considered a potential target. Maximum attention in the area.

TX-2636

An Iranian delegation led by Foreign Minister Abbas Araqchi will leave for Switzerland this evening to meet US officials.

TX-2635

Several boats that tried to pass through the Strait of Hormuz on the Oman side were invited by the Iranian authorities to suspend their passage and to wait for the requested authorizations.

TX-2634

Israeli helicopters are hitting western areas of Gaza City.

TX-2633

US envoy Steve Witkoff is headed to Switzerland for the first round of talks with Iran on a possible nuclear deal. However, the meeting remains uncertain due to regional tensions.

TX-2632

Increasingly intense Israeli bombing of Lebanon. Military operations continue despite the ceasefire, fueling the risk of a new escalation

TX-2631
In memory of Dr. Larijani, the man who tried peace and was betrayed.

In memory of Dr. Larijani, the man who tried peace and was betrayed.

Attached articles

ArticleL'eredità del Dott. Larijani
L'eredità del Dott. Larijani rimarrà nella storia di una democrazia per essere stato l'uomo che ha tentato la pace, ma fu tradito. A Teheran giurano che arriverà il momento di vendicarsi, e nella lista ci sono anche europei. Lasciate stare la propaganda. Quando Larijani andò a Mosca , lui che era il vero capo dell'Iran disse a Putin: «L'Iran non farà mai una guerra come quella che la Russia ha fatto con l'Ucraina, e noi siamo pronti, perché aspettiamo questo da anni». Putin era un po' incredulo sulle vere potenzialità di Teheran. Insomma, il Dott. Larijani, con un linguaggio quasi da confidente, gli fece capire che potevamo stare a parlare per ore come a lui piaceva confrontarsi e che la Russia stava sbagliando approccio. Per capire chi era Larijani devi essere in qualche modo preparato, e devi essere comunque all'altezza; altrimenti rischi di non capire. E gli europei non hanno capito. Il mondo Persiano, il mondo ideologico, il mondo scientifico, le economie informali e soprattutto il mondo del governo profondo, racchiuso non lontano dal centro di Teheran. «Una vita profonda è più importante della longevità.» Avicenna È il governo di uomini che hanno deciso di morire: non per soldi, non per potere, non per le cariche. Nei giorni più bui di Teheran, quando Israele, gli Stati Uniti e i paesi europei traditori spezzarono quel filo sottile che mantenevano con Larijani, fu presa la decisione di rispondere alle manifestazioni, che erano state infiltrate da criminali pagati dall'Occidente per compiere crimini efferati. Quel governo aveva deciso di combattere e di non svendere il proprio paese, qualsiasi accordo avesse stabilito. A Tel Aviv, in Europa e negli Stati Uniti si stavano preparando a scegliere i nuovi leader iraniani, quelli che avrebbero dovuto svendere l'Iran. Khamenei e i leader religiosi avevano già accertato i piani secondo cui Larijani doveva prendere il comando. Quel governo profondo ha salvato l'Iran e in qualche modo gli ha dato la vittoria strategica. È uno dei motivi per cui il mondo Persiano non si è mosso nelle manifestazioni ed è rimasto in silenzio, nonostante gli europei passassero informazioni all'alleato statunitense e a Israele per colpire scienziati e uomini della società civile costretti a nascondersi per non cadere vittime del tradimento europeo. Oggi forse Putin, dopo gli attacchi terroristici dell'Ucraina verso il suo territorio, ha capito il Dott. Larijani quando gli disse: «L'Iran è in grado di rispondere in maniera simultanea contro sette paesi della regione del Golfo, costringendoli a mettersi sulla difensiva sul piano militare, e abbiamo una risposta economica per il resto del mondo». Questi non capiscono la diplomazia: capiscono solo i soldi e il potere. Puoi avere tutte le armi più tecnologiche che vuoi, ma le narrative le comandano loro. Credo che Putin, con gli attacchi che ha ricevuto, le falsità sui cosiddetti droni russi in Romania e l'avventurismo europeo nelle sue dichiarazioni folli, abbia capito che ragionare militarmente con la sola strategia serve a poco, e che i bombardamenti devono in qualche modo accompagnare il cambio della narrativa. I leader europei devono capire che bisogna essere attenti a parlare, e che le loro intelligence non devono limitarsi a sventolare bollettini israeliani, né essere succubi della politica. Chi sa leggere queste parole deve capire che l'Europa è nel mirino, e che non è escluso che la Russia decida di colpire un paese europeo, scatenando un panico economico e finanziario. Larijani sapeva di essere un obiettivo, ma sapeva anche che la sua morte poteva diventare un simbolo. Ha dato all'Iran e alle sue generazioni future una possibilità, sperando che non si facciano ingannare. E, come amava dire: «Quando tutto questo finirà, mi prenderò una lunga pausa dagli amici». Noi, in Europa, non abbiamo uomini così. Abbiamo solo foto elemosinate e conferenze stampa. Gloria alle Nazioni.
TX-2630

Israel continues to bomb Lebanon with air raids despite the ceasefire. Tehran warns that it is considering next moves and possible answers.

TX-2629

The Iranians do not show up in Switzerland: the basis of the decision would be the continuation of Israeli bombing in Lebanon, considered contrary to existing agreements.

TX-2628

Russia warns NATO: the supply of weapons to Ukraine favors terrorist acts. Moscow also reports poisoning that would have affected millions of people, while accusing Europe of continuing to provoke Russia

TX-2625

Israeli ships are firing intensely towards the coast of the Gaza Strip

TX-2624

Shahbaz Sharif from Pakistan proclaims himself a mediator: he was only a paper-changer. The real brokers don't even want to be appointed, because they don't trust Trump.

TX-2623

Trasformare un fallimento in una vittoria è l'arte dell'imbroglio.Il mondo tace e guarda incredulo al fallimento, ma ci piace dire che sia una vittoria.

TX-2622

The reformist newspapers, on the front page, with one title: 'Iran will receive 300 billion', and the other: 'The world is finished'

TX-2621

Pezeshkian will go down in history for demonstrating in Tehran while Israel and the US were bombing, together with the entire government, while challenging US drones. Glory to the nations.

Pezeshkian will go down in history for demonstrating in Tehran while Israel and the US were bombing, together with the entire government, while challenging US drones. Glory to the nations.
TX-2620

Israel continues to bomb Lebanon

TX-2619

Today we live and survive by photo opportunity. We work to prosecute criminals.

TX-2618

The document signed by Trump is a surrender: the US has accepted all Iranian conditions. Now where do the reconstruction billions come from? How much is the word of Trump and the Europeans worth?

TX-2617
The international stance of our Prime Minister, before the world, at a G7 that looked more like a funeral. After the era of statesmen, influencers remain who read ideas not theirs. And Italy, the real one, is elsewhere.

The international stance of our Prime Minister, before the world, at a G7 that looked more like a funeral. After the era of statesmen, influencers remain who read ideas not theirs. And Italy, the real one, is elsewhere.

Attached articles

ArticleMeloni e la postura che non c'è
C'è una cosa che riguarda il presidente del Consiglio italiano: la postura internazionale, il modo in cui ci si presenta davanti al mondo. E a quel G7 che somigliava più a un funerale che a un vertice, quella postura non c'era. Lontani sono i tempi degli incontri tra statisti: oggi vediamo influencer dai modi e dalle parole incomprensibili, e la loro stessa postura tradisce che le idee che pronunciano non sono le loro le leggono, perché rubate ad altre menti. Qui sta il punto politico, ed è duro: per essere credibili servono tre cose insieme una postura, una narrativa e, soprattutto, uomini. È esattamente ciò che l'Italia ha bruciato e svenduto, abbracciando un cannibalismo che divora la propria classe migliore. Senza uomini veri, la postura diventa posa e la narrativa diventa recita. E non è un dettaglio di stile. Quelle decisioni, a nostro giudizio, segnano l'inizio di una guerra: aprono la strada a un conflitto che può arrivare fino alla soglia nucleare. E Giorgia Meloni non può non saperlo. Quando Trump lascia cadere il rimprovero — «ci avete lasciati soli» — e lei risponde con una risata isterica, quella risata racconta un calcolo politico sbagliato: aveva scommesso sulla caduta dell'Iran. Ma quando l'Iran non è caduto, al momento di mandare i rinforzi è sparita. L'orgoglio sbandierato nel mondo, la donna forte, l'Italia a testa alta, tutte le formule ripetute fino alla nausea si sono frantumate in un giorno solo , il giorno della crisi di nervi, quando è diventato evidente che Mantovano non è né carne né pesce, senza sale, e che l'intera banda di suonatori che la circonda non contava nulla. E allora va detto con chiarezza. L'Italia è un Paese piccolo, multietnico, ricco di creatività: il nostro gusto, le nostre innovazioni sono il vero simbolo dell'Italia nel mondo. Non sono le armi a fare l'Italia, non è la politica, non sei tu Meloni, non sei tu Mantovano, non sono i governanti né le istituzioni. Sono le imprese che viaggiano, gli unici veri ambasciatori del Paese. Non sei tu, Meloni: davanti al mondo non rappresenti l'Italia, rappresenti a nostro giudizio soltanto la complicità con le armi e con un genocidio.