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Il primo tentativo di coinvolgere la Turchia contro i proxy iraniani yemen è fallito. Il Pakistan ha giocato sporco, cercando di far scattare gli accordi della Mecca e trascinare Ankara direttamente nel conflitto.

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AIEA contro l’Iran e Ansar Allah avanza sul Mar Rosso: cresce il rischio di una crisi simultanea a Bab el-Mandeb e Hormuz. Se entrambi gli stretti venissero bloccati, sarebbe uno shock globale.

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ArticleIRAN, AIEA E NUOVA FASE DELLA GUERRA
L’AIEA ha deciso di deferire il dossier iraniano al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, accusando Teheran di non rispettare i propri obblighi di non proliferazione previsti dal TNP. È la prima volta da circa vent’anni che l’Iran viene sottoposto a una procedura di questo livello. Ma la questione non è soltanto nucleare. Rafael Grossi e la direzione dell’AIEA devono essere sottoposti a un severo giudizio politico per il modo in cui hanno gestito la crisi iraniana. Secondo questa lettura, le omissioni e i silenzi dell’Agenzia hanno contribuito a creare un contesto nel quale l’attacco contro l’Iran è diventato politicamente e diplomaticamente più facile da giustificare. Ora lo scenario è completamente cambiato. L’avanzata di Ansar Allah sul Mar Rosso apre una prospettiva che il mondo occidentale non può più ignorare: la possibile compromissione simultanea di Bab el-Mandeb e dello Stretto di Hormuz. Sarebbe uno scenario di enorme impatto sulle rotte energetiche e commerciali globali. L’Iran, nel frattempo, ha dimostrato di poter colpire obiettivi regionali e di poter minacciare le forze navali statunitensi. La guerra sta quindi entrando in una fase diversa: non conta più soltanto chi possiede più armi, ma chi riesce a individuare per primo il punto debole dell’avversario e a colpire prima. È una guerra di sorveglianza, missili, droni, intelligence e interdizione delle rotte. E se i due grandi stretti dovessero essere contemporaneamente messi fuori uso, la questione non sarebbe più soltanto mediorientale: diventerebbe una crisi globale.
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Ansar Allah è a circa 60 km dal raggiungimento del controllo dell’area strategica di Bab el-Mandeb.

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l’Algeria rompe le relazioni diplomatiche con gli Emirati Arabi Uniti, dopo il progressivo deterioramento dei rapporti tra i due Paesi.

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La possibile chiusura di Bab el-Mandeb e dello Stretto di Hormuz sarebbe uno shock economico globale: verrebbero colpite le principali rotte energetiche e commerciali, con forti ripercussioni sui mercati.

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ArticleYemen e Golfo verso una nuova escalation: Ansar Allah avanza, rischio chiusura Totale di Bab el-Mandeb e Hormuz
Ansar Allah sta conquistando rapidamente nuove posizioni, mentre l’esercito yemenita sostenuto dall’Arabia Saudita starebbe deponendo le armi. Il rischio è la chiusura degli stretti: Bab el-Mandeb nei prossimi giorni e Hormuz attraverso uno sbarramento. I missili iraniani tengono lontane le navi statunitensi dalla zona. La Turchia si trova in una situazione difficile, poiché gli interessi USA puntano a coinvolgerla direttamente nel conflitto.
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I combattenti di Ansarullah hanno iniziato ad avanzare nell’area di Jabal al-Nar, a est della città di Al-Mukha.

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Attacchi missilistici yemeniti contro l'Arabia Saudita

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L’Arabia Saudita, nel tentativo di fermare l’avanzata di Ansar Allah, colpisce con il fuoco amico anche le proprie forze proxy.

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Le forze saudite stanno effettuando attacchi aerei nell’area dei monti Al-Nar, a est della città di Al-Mukha, nel tentativo di fermare l’avanzata di Ansar Allah.

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PRESTARE ATTENZIONE: intensi attacchi da parte di Ansar Allah contro Mokha. La città potrebbe cadere.

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Riyadh spinge Pakistan e Turchia verso la guerra contro Ansar Allah. Islamabad potrebbe favorire gli interessi USA, mentre un intervento turco rischierebbe di allargare il conflitto.

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ArticlePakistan verso l’intervento in Yemen?
Il Pakistan sta valutando seriamente la possibilità di lanciare attacchi aerei contro Ansar Allah in Yemen su richiesta dell’Arabia Saudita, mentre considera l’attivazione dell’Accordo di difesa congiunta della Mecca con Arabia Saudita e Turchia. Secondo le fonti, l’operazione potrebbe iniziare nei prossimi giorni ed essere annunciata successivamente. Tra gli obiettivi indicati vi sarebbe quello di respingere Ansar Allah dalla provincia di Saada, principale roccaforte del movimento vicino al confine saudita, anche se una decisione definitiva non è ancora stata presa. Le dichiarazioni arrivano dopo che il ministro della Difesa pakistano, Khawaja Asif, ha affermato che un attacco di Ansar Allah contro l’Arabia Saudita o un’estensione del conflitto yemenita al territorio saudita farebbe scattare il Patto della Mecca, secondo il quale un attacco armato contro uno dei tre membri viene considerato un attacco contro tutti. In questo scenario, il Pakistan sta svolgendo un ruolo particolarmente utile agli interessi statunitensi. Un suo eventuale coinvolgimento militare consentirebbe a Washington di aumentare la pressione su Ansar Allah attraverso un alleato regionale, riducendo al tempo stesso la necessità di un’esposizione diretta delle proprie forze. Sul piano politico, la strategia saudita rischia tuttavia di trasformarsi in un tentativo di trascinare Ankara e Islamabad direttamente nel conflitto. Riyadh ha già sacrificato numerosi uomini sul terreno, lasciando diverse forze alleate esposte e in difficoltà, mentre cerca di creare le condizioni per un intervento militare esterno. Un eventuale ingresso della Turchia nel conflitto aprirebbe uno scenario ancora più grave. Gli Houthi potrebbero considerare gli interessi militari turchi come nuovi obiettivi e, nel caso di un coinvolgimento diretto di Ankara, il conflitto potrebbe assumere una dimensione regionale, coinvolgendo indirettamente anche la NATO e trasformando la guerra yemenita in una crisi di portata molto più ampia.
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il presidente del governo guidato dagli Houthi annuncia un’amnistia presidenziale per tutti i combattenti del PLC sostenuto dall’Arabia Saudita impegnati sul fronte della costa occidentale, a condizione che depongano le armi e si arrendano.

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PRESTARE ATTENZIONE: la navigabilità nello Stretto di Hormuz potrebbe essere compromessa.

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Forze sostenute dall'arabia saudita che si arrendon in yemen houti

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IL MONDO OCCIDENTALE, DOPO LA FINE DELLA GUERRA FREDDA, SCELSE DI ACCORDARSI CON LE NUOVE ÉLITE DELL’EX BLOCCO COMUNISTA, MENTRE LA RESISTENZA ANTICOMUNISTA VENIVA EMARGINATA, PERSEGUITATA E, IN ALCUNI CASI, ELIMINATA.

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Articlela Germania rischia di diventare un obiettivo diretto della Russia?
La Germania, insieme agli Stati Uniti e al Regno Unito, tradì l’Europa attraverso il processo di riunificazione tedesca e il successivo allargamento verso Est. Parallelamente, vennero alterati gli equilibri economici e finanziari europei, con la complicità di alcune istituzioni e di settori della politica italiana, favorendo l’espansione del modello economico tedesco. La Germania ottenne enormi vantaggi dall’apertura dell’Europa orientale, attraverso l’accesso alle materie prime, alla manodopera a basso costo e ai nuovi mercati dell’ex blocco sovietico. Il saccheggio economico e industriale dell’Est divenne così uno dei pilastri della competitività dell’industria tedesca. Con la fine della Guerra Fredda e la dissoluzione dell’Unione Sovietica, gli Stati Uniti si trovarono senza il principale nemico strategico che aveva dominato la politica internazionale per decenni. La nuova strategia americana si concentrò quindi sulla lotta al terrorismo internazionale: al-Qaeda e il terrorismo jihadista divennero il nuovo principale fronte di conflitto, mentre l’Iran venne progressivamente trasformato in uno dei principali avversari geopolitici di Washington in Medio Oriente. Nel frattempo, nell’ex spazio sovietico, le privatizzazioni produssero una gigantesca concentrazione di ricchezza e potere nelle mani di nuove élite economiche, dando origine al fenomeno degli oligarchi. Gli Stati Uniti consolidarono così la propria influenza politica ed economica nello spazio post-sovietico. Il modello tedesco beneficiò per decenni dell’accesso alle risorse dell’Est, dell’energia a basso costo e dei mercati internazionali. Oggi, venuti meno molti di questi vantaggi, il sistema industriale tedesco è entrato in una fase di profonda crisi: aumentano le chiusure degli stabilimenti, diminuisce la competitività e il vecchio modello economico mostra evidenti difficoltà. Di fronte alla perdita dei vantaggi che avevano sostenuto la sua industria, la Germania sta scegliendo una politica sempre più orientata al confronto con la Russia, rischiando di trascinare l’intera Europa verso una nuova fase di contrapposizione militare. La domanda diventa quindi inevitabile: la Germania rischia di diventare un obiettivo diretto della Russia?
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ATTENZIONE: number station in lingua portoghese riprendono a trasmettere codici di emergenza. Le stazioni, che risultavano inattive dal 1995, avrebbero ricominciato le trasmissioni circa 30 minuti fa.

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ATTENZIONE: dall’ascolto delle comunicazioni radio si sostiene che Camp Khalid, in direzione di Mokha, sia stato conquistato da Ansar Allah. Se confermata, sarebbe una importante conquista strategica.

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Il governo Meloni dovrà assumersi la responsabilità politica e giudiziaria per aver fornito armi e agibilità politica a soggetti accusati di crimini di guerra.

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I servizi segreti pakistani sarebbero in Turchia per convincerli su richiesta dell’Arabia Saudita, a bombardare le posizioni degli Houthi in Yemen.

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drovi dallo yemen verso arabia saudita Abha, Khamis Mushait

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