TX-2616

The crime kept silent by Europe: complicit silence in the face of attacks against civilian targets. Space research center after the US and Israeli attacks.

TX-2615

Trump is pressuring Qatar and Pakistan to ask Iran not to publish the agreement with the United States.

TX-2614

Iranian oil tankers are passing through the Strait of Hormuz to Oman for the first time, while a Pakistani tanker is heading for the mouth of the strait. Everything suggests that the naval blockade has been removed.

TX-2613

Hezbollah fighters launch a guided missile at Israeli army vehicles, but the Israeli offensive did not have to end, because the army is advancing.

TX-2612

Hezbollah fighters launch a guided missile at Israeli army vehicles, but the Israeli offensive did not have to end, because the army is advancing.

TX-2611

Attack on Erbil Iraq with Iranian drones

TX-2610
The black swan theory used by Iran has been fatal for Western and Arab intelligence. An apparatus that has collapsed on itself, a politics without vision and a Europe that, in our opinion, has been tainted by a crime.

The black swan theory used by Iran has been fatal for Western and Arab intelligence. An apparatus that has collapsed on itself, a politics without vision and a Europe that, in our opinion, has been tainted by a crime.

Attached articles

ArticleLa disfatta delle intelligence
La teoria del cigno nero, utilizzata dall'Iran, si è rivelata fatale per le forze di difesa statunitensi e per i Paesi arabi, che più di tutti hanno pagato il loro doppio gioco. Secondo questa lettura, l'Iran si è infiltrato in ciò che era la burocrazia dei sistemi informativi occidentali, sfruttandone i punti deboli: la tendenza dei vertici a non voler sentire cattive notizie e meccanismi di merito così distorti da far implodere l'intero apparato. Governi e politici, nella corsa ad accrescere il proprio potere, si sono affidati a tecnologie fasulle, vendute ai nuovi responsabili da ex appartenenti agli apparati di intelligence. È un'accusa grave, ed è bene presentarla come chiave di lettura: ma il quadro è quello di chi si è arricchito tradendo il proprio Paese, svendendo il lavoro di milioni di persone, chi combatteva, se stesso e le generazioni future. L'intelligence è capitolata di fronte alle mire fantozziane di una politica incapace di una visione concreta e realistica. Israele, in questa lettura, ha venduto vento al mondo occidentale: lobbisti, ex agenti segreti, politici e faccendieri utilizzano strutture paragovernative per affari sporchi e per impadronirsi di aziende, perdendo completamente il filo della ragione. L'esperimento siriano rovesciare Assad, paralizzare l'esercito e consegnare la vittoria a Jolani/al-Sharaa, «dall'Isis alla democrazia» è stato solo un passaggio, costruito su false trattative. Con cinquanta milioni di dollari, si sono comprati il Venezuela. Ma in Persia si sono fermati. Pagando la criminalità per fomentare le piazze, disinformato il mondo con la complicità delle intelligence e corrotto le istituzioni europee. Sono loro i più pericolosi. L'Iran, intanto, resiste. La parte più interessante è il suo mondo accademico professori, insegnanti, ricercatori che il Mossad ha colpito senza pietà: famiglie bombardate, giovani docenti e scienziati uccisi, il tutto accompagnato da una propaganda falsa. I politici iraniani hanno sfilato per le strade nonostante i bombardamenti, immagini che in Europa non si vedono, perché i nostri sarebbero scappati. Milioni di contribuenti, le tasse delle imprese, sono finiti ad arricchire il mondo sporco di apparati che si sono venduti. Oggi l'Iran tenta di ricostruire un asse in Medio Oriente, e piccoli gruppi si arruolano in quella che viene chiamata «la coalizione di Maometto». Resta un punto fermo. La corruzione che ha attraversato gli apparati di intelligence, le notizie false costruite e diffuse da Israele e la complicità di un'Europa che — a nostro giudizio — si è macchiata di un crimine non possono restare senza conseguenze. I politici che hanno reso possibile tutto questo devono risponderne davanti alla giustizia.
TX-2609

Kiev is currently under attack

TX-2608

The attack on Lebanon marks a change in strategy: the attempt to change the regime in Iran failed, Israel falls back to hinder the rebirth of Iranian influence in the Middle East at any cost.

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ArticleLibano, il ripiego di Israele e la pace «sintetica» di Trump
L'attacco israeliano al Libano va letto come un cambio di strategia. Non essendo riuscito a rovesciare il regime in Iran, Israele è costretto a ripiegare su se stesso. L'obiettivo principale diventa ostacolare a ogni costo la ricostruzione dell'influenza iraniana in Medio Oriente e impedire la normalizzazione dei rapporti tra Teheran e gli altri Paesi della regione. Per farlo, secondo questa lettura, Israele dovrà alimentare crisi e tensioni: allarmi mediatici, dossier costruiti ad arte — un terreno in cui ha una lunga specializzazione — e possibili operazioni sotto falsa bandiera. Sul fronte americano, Trump è stato di fatto obbligato a concedere qualcosa: ha scelto la via negoziale per evitare ulteriori perdite. Ma in Iran non tutti credono agli accordi con gli Stati Uniti, perché in passato ne sono già stati firmati e poi puntualmente cancellati. I primi riscontri concreti si vedranno nel giro di una settimana. Netanyahu ha già dichiarato che non si ritirerà dal Libano, mentre a Trump serve soltanto una pace sintetica, falsa e di facciata.
TX-2607

Announcement on Iranian state TV: the agreement has been reached.

TX-2606

Trump is offering concessions to Iran to avoid a military response, but in return he asks for the immediate signing of the agreement.

TX-2605

A Kish Air flight departing from Kish and bound for Tehran was not authorized to land at Mehrabad airport and was diverted to airports in northern Iran

A Kish Air flight departing from Kish and bound for Tehran was not authorized to land at Mehrabad airport and was diverted to airports in northern Iran
TX-2604

Iran on alert. Exercise extreme caution

TX-2603

Anomalies and interferences with GPS signals detected in Jordan

TX-2602

Iranian tactical movements detected

TX-2601

Trump asks Iran to avoid attacks against Israel and focuses on negotiating concessions to keep the path open

TX-2600

Trump pretends to seek balance even though he knew very well what was happening. Meanwhile, Israel claims the right to attack anyone, legitimate by the formula 'Israel has the right to defend itself'.

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Article«Il diritto a difendersi»: la formula che copre tutto
Trump cerca disperatamente di mantenere l'equilibrio, o almeno di farlo credere, pur essendo pienamente consapevole di ciò che stava accadendo. Da uomo che confonde la furbizia con l'abilità, e che non sembra comprendere cosa significhi rispettare i patti, mescola pressappochismo e arroganza. Un fatto solo in apparenza ridimensionato dall'amministrazione statunitense, ma che sul piano diplomatico e militare pesa moltissimo: Israele si arroga il diritto, nonostante un accordo, di bombardare, uccidere e colpire chiunque ritenga, e lo fa sentendosi legittimato. La legittimazione passa da una frase ormai automatica, «Israele ha il diritto di difendersi», ripetuta dai giornalisti di tutto il mondo. A nostro giudizio non è uno slogan nato per caso: appare costruito a tavolino dalle società di comunicazione come arma culturale, utile a far accettare all'opinione pubblica anche i crimini più gravi, qualunque sia il governo che li commette.
TX-2599

Trump will once again be refuted by the facts: Iran, for now, will not sign any agreement, despite the Qatari delegation to Tehran today. And the confrontation with Israel is destined to escalate even further.

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ArticleNessun accordo per l'Iran, e l'Europa che tace
Trump sarà ancora una volta smentito dai fatti. L'Iran, per adesso, non è disposto a firmare alcun accordo, nonostante in queste ore una delegazione del Qatar si trovi a Teheran per tentare una mediazione. Intanto Israele agisce senza freni, e a nostro giudizio può permetterselo grazie al silenzio europeo. Un silenzio che appare tutt'altro che casuale: secondo questa lettura è alimentato dagli interessi legati all'acquisto di armi da parte dei Paesi europei, e da una rete di influenza fatta di viaggi, donazioni a centri studi e rapporti compiacenti con una parte della stampa, che finisce per ripetere come un mantra le tesi più indifendibili. È un'accusa pesante, ed è bene presentarla come una chiave di lettura, non come un verdetto: ma il quadro è quello di un'Europa che ha scelto di non vedere. Sul fronte americano, il compleanno di Trump si è rivelato un boomerang. I giornali che avevano annunciato un grande evento si sono ridotti, di fatto, a un copia-incolla di veline, senza alcun contenuto reale. Lo scenario, infine, resta apertissimo sul piano militare: secondo questa lettura l'Iran si prepara a colpire Tel Aviv, e l'escalation potrebbe arrivare a breve.
TX-2598

The Iranian crisis is intertwined with Ukrainian attacks on Russian infrastructure. For now, Russia is cashing in, but it is not excluded that it will react. Meanwhile, Europe remains uninformed and Italy slips into political irrelevance.

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ArticleIran, Ucraina e l'irrilevanza italiana
La crisi iraniana non va letta come un fronte isolato. È intrecciata con gli attacchi quotidiani che l'Ucraina porta alle infrastrutture critiche russe. Per ora Mosca incassa e non risponde, ma le sue intelligence monitorano in modo costante le attività europee di finanziamento all'esercito ucraino. Non è affatto escluso che la Russia decida di reagire in modo deciso: secondo questa lettura esistono già piani definiti, in attesa solo del momento. Il problema più grave è interno all'Europa: le opinioni pubbliche sono tenute all'oscuro di ciò che sta accadendo, da una stampa che appare allineata e da istituzioni e classi politiche prive di autonomia. In questo quadro l'Italia si è ridotta all'irrilevanza politica. Il governo Meloni, di fatto, non sembra più in grado di reagire. La premier appare più assorbita dalla gestione delle poltrone e dagli equilibri interni che dall'azione di governo. Mantovano coltiverebbe l'ambizione del Quirinale, pur dovendo ancora molte spiegazioni sul caso Paragon. L'aver legato il destino politico del Paese a Trump si è rivelato fallimentare: resta difficile capire perché la presidente del Consiglio si sia vincolata a una figura tanto controversa, così come perché abbia legato mani e piedi l'Italia a interessi ucraini e israeliani. Il dato di fatto è che la gran parte delle iniziative di questo esecutivo si è dissolta nel nulla. L'aspetto più inquietante è che le decisioni più rilevanti non sembrano maturare nei luoghi istituzionali. Infine la prova dei fatti: l'Italia, che rivendica un rapporto privilegiato con la Libia, non riesce nemmeno a ottenere la liberazione di un attivista della flottiglia sequestrato dalle autorità libiche legate ad Haftar. Oltre alle foto opportunity di cui questo governo è ghiotto, sul terreno concreto non produce risultati. I dettagli di questa vicenda in un prossimo intervento.
TX-2597

Israel is on alert