Silent People

Non-Aligned Free Minds Movement

TX-2276

America has ceded to Iran for the first time. The Pakistani mediator's operation ended on Tehran's terms. Iran won diplomatically. Read more

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ArticlePer la prima volta l'America cede all'Iran: la resa diplomatica che i media non racconteranno
Possiamo affermarlo in esclusiva: per la prima volta nella storia recente, l'America ha ceduto all'Iran. Non parzialmente, non su un dettaglio tecnico. Ha ceduto sul piano diplomatico, accettando condizioni che fino a poche settimane fa avrebbe definito inaccettabili. Il contesto è importante. Un gruppo di contatto ha fatto chiaramente capire a Teheran che i tweet di Trump non devono essere presi come indirizzo politico reale: l'uomo è fuori logica, le sue uscite pubbliche non corrispondono alle posizioni negoziali effettive, e parte dell'apparato americano non le sta seguendo. Questo non è un dettaglio: è la conferma che all'interno stesso del sistema americano si è creata una frattura tra la comunicazione pubblica del presidente e la realtà dei negoziati. Ieri l'operazione del mediatore pakistano Munir si è conclusa con un fallimento apparente. Ma stamattina Munir è tornato al tavolo con una carta in mano dicendo che le condizioni iraniane erano state accettate. In termini concreti: l'Iran ha presentato le proprie condizioni, e quelle condizioni sono state pagate. La mediazione non ha prodotto un compromesso. Ha prodotto una resa. L'offensiva diplomatica iraniana da questo momento sarà forte. Teheran è consapevole di ciò che ha ottenuto e lo userà come leva in ogni tavolo aperto. Chi aveva scommesso sull'isolamento dell'Iran, chi aveva costruito la propria narrativa sulla debolezza di Teheran, si ritrova oggi con una posizione indifendibile. Tutti i media che lavorano su commissione, tutti i politici allineati e tutte le istituzioni che seguono il copione diranno altro. Diranno che l'accordo non c'è, che l'Iran ha perso, che Trump ha vinto. Ma i fatti sono i fatti: sul campo diplomatico, oggi, l'Iran ha vinto.
TX-2275

Tehran awaits Trump's response but changes the method of negotiation: no generic agreements or open documents. Funds, withdrawals and commitments must have verifiable dates, amounts and guarantees.

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ArticleIran, la trattativa cambia metodo: niente promesse, solo scadenze e garanzie
L’Iran attende una risposta da Trump: il primo passaggio negoziale viene considerato esaurito e Teheran sembra voler ridefinire il metodo del confronto. Il messaggio che emerge è netto: niente documenti estesi, niente formule aperte e niente accordi costruiti su promesse politiche senza meccanismi di esecuzione. Secondo questa lettura, la richiesta iraniana non sarebbe orientata ai dettagli tecnici ma alle garanzie operative: se si parla di sblocco dei fondi, devono essere indicati importi, tempistiche e modalità di trasferimento; se viene prospettato un ritiro o una de-escalation, devono essere definiti calendario, condizioni e strumenti di verifica. L’idea implicita sarebbe che il problema non sia più negoziare il principio dell’intesa, ma stabilire quando, quanto e con quali garanzie di attuazione. In questo quadro, anche il tema dello Stretto di Hormuz viene interpretato non solo come leva di sicurezza o di deterrenza, ma come elemento economico e negoziale. Secondo questa impostazione, il costo del passaggio, la normalizzazione dei flussi e l’eventuale riassorbimento dei danni economici legati al conflitto entrerebbero nella logica di un riequilibrio più ampio tra concessioni e contropartite. La posizione che emerge da questa interpretazione può essere riassunta così: nessun impegno generico, nessuna promessa rinviata, nessun accordo senza condizioni verificabili e tempi definiti di esecuzione.
TX-2274

240 ships waiting for Iran's permission to cross the Strait of Hormuz

TX-2273

Restrictions on the movement of Iranian commercial containers bound for Iraq have been lifted

TX-2272

Intelligence has bowed to politics. Internal mutinies in America. Meloni follows the Trump doctrine on Iranian nuclear power: a mistake that risks isolating Italy.

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ArticleIntelligence sottomesse, Meloni con Trump: il costo di non capire l'Iran
Il problema grave dell'intelligence oggi non è la mancanza di informazioni. È la sottomissione alla rottura politica. I servizi non sono stati in grado di fermare determinate situazioni non perché non le vedessero: perché non sono stati ascoltati, o perché hanno smesso di parlare. Quando l'intelligence si piega alla politica, perde la sua funzione. Diventa uno strumento, non una guida. In America la situazione è grave. Ci sono stati casi documentati di ammutinamento interno, di funzionari che hanno rifiutato direttive, di analisti messi da parte perché le loro valutazioni non corrispondevano alle scelte del potere esecutivo. Un'intelligence che non viene ascoltata non è solo inutile: è pericolosa, perché lascia il campo alle decisioni prese senza basi reali. In questo quadro si inserisce la posizione di Giorgia Meloni sul nucleare iraniano. Il presidente del Consiglio continua a ripetere la dottrina Trump: il nucleare iraniano come minaccia primaria, come linea sulla quale non si tratta. È una posizione politicamente comoda, allineata con Washington, ma analiticamente sbagliata. Ciò che Meloni non sembra in grado di percepire è la portata di ciò che si sta muovendo dall'altra parte. L'Iran sta costruendo un'offensiva diplomatica sul dossier nucleare che sarà devastante per chi si troverà sul fronte sbagliato. Teheran sa come usare il negoziato come strumento di pressione, sa come isolare progressivamente chi resta ancorato alla narrativa americana, sa come costruire consenso internazionale attorno a una propria versione dei fatti. Chi continua a parlare di nucleare iraniano con la voce di Trump, tra qualche mese si troverà solo, con una posizione che nessuno dei suoi interlocutori votrà più difendere. Il rischio per l'Italia non è astratto. È concreto, immediato, e nessuno nel governo sembra volerlo vedere.
TX-2271

The real flop was not Iran. The real flop was those who should have read the moves beforehand.

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ArticleIl grande Flop delle Intelligence
Il problema non è ciò che l’Iran sta facendo oggi. Il problema è ciò che molti non hanno voluto vedere: mentre l’attenzione restava concentrata sugli aspetti militari e sulle dietrologie, Teheran avrebbe già iniziato una vera offensiva diplomatica e quasi nessuno se ne sarebbe accorto. Una strategia di lungo periodo che le intelligence occidentali rischiano di aver sottovalutato.
TX-2270

US fuel planes are flying over the Gulf.

TX-2269

A new narrative about Iran is about to start to circulate in the Western media and it is necessary to pay attention: it is constructed, it does not correspond to the reality of the facts.

TX-2268

Iranian tactical movements: pay maximum attention.

TX-2267

Munir, the Pakistani mediator, is leaving Tehran. No agreement was reached.

TX-2266

Warning: Should attacks be launched against Iran by Arab, US or Israeli forces, it is believed that the Iranian response would be immediate. Pay close attention to developments.

TX-2265

Iranian tactical activities in the next few hours

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GPS interference is currently between southern Syria, Kuwait, Qatar, United Arab Emirates and northern Oman

TX-2263

The failure of negotiations with Iran reflects a negotiating style very centered on the personal image of President Trump, rather than on the gradual construction of a compromise.

TX-2262

Emirates GPS disturbances

TX-2261

GPS signal interruptions in Qatar and Kuwait.

TX-2260

The Iranian armed forces have entered the highest state of alert.

TX-2259

A US MQ-4C 'Triton' drone has been spotted off the coast of Cuba

TX-2258

There are reports of a higher than average level of radar and GPS disturbance in the Emirates and the Gulf of Oman.

TX-2257

NOTAM, western Iranian airspace will remain closed until Monday morning, with the exception of daytime flights