TX-3611
Tehran accuses Washington of violating the agreements and criticizes the EU for appeasement to the US, considered an obstacle to international peace and security.
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ArticleIran accusa Washington e critica l’UE: «L’appeasement non favorisce la pace e la sicurezza internazionale»
Il ministro degli Esteri iran nel corso di un colloquio con l’Alto rappresentante dell’UE per la politica estera: «Le ripetute violazioni degli accordi da parte degli Stati Uniti sono state l’unico fattore a compromettere i processi diplomatici. Purtroppo, in numerose occasioni, l’UE, anziché attenersi ai principi dichiarati, come lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, ha scelto la strada dell’appeasement nei confronti delle prepotenze statunitensi, un atteggiamento che non giova in alcun modo alla pace e alla sicurezza internazionali».
TX-3608Thread 2
The decision of some European countries - including Italy - to host U.S. military bases, as well as any cooperation in preparations for acts of aggression against Iran, constitutes complicity in the aggression
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Trump, Iran and Europe: international tensions, markets on alert and energy crisis. Amid threats, reverse gears and political hypocrisy, popular discontent is growing and a reckoning is approaching.
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ArticleLa crisi globale e il caos politico: Trump, Iran ed Europa sull'orlo del precipizio
Gli Stati Uniti dovevano bombardare l'Iran e lo Yemen, ma si sono ritirati all'ultimo momento. L'Italia, con una tradizione «badogliana», è già in agitazione.
Nel frattempo, i politici europei stanno lentamente prendendo coscienza del fatto che le folle si stanno inferocendo, ma continuano a recitare la parte degli ottimisti. Giorgia Meloni canta, mentre il prezzo della benzina sale, i pensionati sono stati dimenticati e le aziende rischiano il fallimento.
La Germania è in subbuglio e persino alcuni ambienti dei servizi segreti dell'Est hanno ripreso a vendere cocaina.
Nel frattempo, gli Stati Uniti e i servizi europei si sono affidati alla tecnologia algoritmica per condurre indagini e operazioni militari, contribuendo a massacri e crimini a Gaza, in Iran e nello Yemen.
Tre giorni fa è successo di tutto: stava per scoppiare la Terza guerra mondiale. Poi, come se nulla fosse accaduto, tutti a casa. Trump, invece, si è rifugiato sui social, vomitando rabbia e lanciando avvertimenti: «Succederà qualcosa di brutto, vedrete», e così via.
Bin Salman, che vede sgretolarsi il proprio regno di facciata e assiste a un dissenso interno sempre più crescente, comincia ad avere paura di fare la fine di Khashoggi.
Trump ordina al Pakistan di recarsi a Teheran. Munir, che ormai sta diventando sempre più una barzelletta, deve contribuire a far scendere il prezzo della benzina e a rassicurare i mercati. Ma per calmare davvero i mercati serve qualcosa di più: è qui che entra in gioco la possibilità di un incontro con Pezeshkian, il presidente iraniano. È proprio un simile incontro che potrebbe contribuire a tranquillizzare le borse.
Non si capisce perché i mercati continuino a seguire un matto.
Il presidente iraniano sostiene di aspettarsi di tutto dagli Stati Uniti, persino un arresto, come nel caso di Maduro.
Ma nessuno dice che Israele, l'Europa e gli Stati Uniti non vogliono mollare Gaza perché, se lo facessero, le telecamere di mezzo mondo mostrerebbero il massacro, i crimini e il genocidio.
In tutto questo, Trump non sa cosa fare, l'Europa non sa cosa fare e l'ipocrisia politica e istituzionale sta abbandonando i propri cittadini. Tra poco, le masse potrebbero scendere in strada.
Dopo trent'anni di menzogne e rapporti falsi, è arrivato il momento di chiedere conto agli europei e alle loro istituzioni compiacenti.
