Silent People

Non-Aligned Free Minds Movement

TX-2298

The United States has partly succumbed to Iranian demands: the toll on the Strait of Hormuz will be redefined as an ecological tax and the funds will also be released.

TX-2297

In the context of the release of funds by the United States, Abbas Araqchi and the Speaker of Parliament Mohammad Baqer Qalibaf came to Doha to finalize a Memorandum of Understanding under Qatari mediation.

TX-2296

Iran maintains that tolls will not be introduced in the Strait of Hormuz. Instead, the boats will have to pay a contribution for environmental protection and management services, as part of a joint mechanism between Iran and Oman.

TX-2295

Possible gradual reactivation of the Internet in Iran.

TX-2294

Tactical Movements Tel Aviv, Jordan, Northern Iraq, Tel Aviv, Iraq, Basra, Tel Aviv, Saudi Arabia, Persian Gulf Reconnaissance flights and AWACS are also continuing.

TX-2293

Continued activity of US tankers reported in the Emirates

TX-2292

The rapid expansion of the Chinese nuclear arsenal pushes towards a tripolar order: Beijing aims at more than 1,000 warheads by 2030, fueling risks of miscalculations and tensions with Washington.

TX-2290

Tomorrow, Handala will announce the identity of those responsible for the actions carried out against the Sumud Global Flotilla.

TX-2289

Japan had ordered 400 Tomahawk missiles from the United States with deliveries expected between 2025 and 2027. Washington is now considering a delay of at least two years to replenish its inventories.

TX-2288

A drone from the Emirates was shot down by Iranian defenses

TX-2287

An Iranian delegation is in Oman to define the technical details of the passage of the Strait of Hormuz.

TX-2286

Sanctions have become a market. European and American banks hold funds from dozens of countries and do not return them. The judiciary is silent.

Attached articles

ArticleIl grande mercato delle sanzioni: un'associazione a delinquere che si chiama sistema
Esiste un'economia informale made in USA che ha un nome ufficiale rispettabile: sanzioni. Iraq, Libia, Siria, Iran, Russia, e una lista lunghissima di altri paesi. I fondi vengono congelati, le banche commerciali europee e americane se ne contendono la liquidità, e quella liquidità non torna più a nessuno. Nel frattempo si costruiscono meccanismi di finanza alternativa per tenerla in movimento senza renderla. La magistratura è assente. Non distratta, non in ritardo: assente. E in questo vuoto operano figure precise: generali in pensione, ex capi dei servizi segreti, funzionari usciti dalle istituzioni che diventano consiglieri, promotori, rappresentanti di certe banche e di certi fondi. Fanno da foglia di fico. La loro credenziale istituzionale dà copertura a operazioni che senza quella copertura sarebbero difficilmente presentabili. Sono soldi sequestrati in modo illegale. Non è un giudizio politico: è una definizione giuridica che nessuno vuole applicare. Il meccanismo è rodato da decenni e è diventato quasi legge per inerzia, perché si è sempre fatto così. Ma il fatto che qualcosa si faccia sempre non lo rende legale. Lo rende un'abitudine criminale consolidata. Un'associazione a delinquere che opera con la benedizione delle istituzioni. I numeri dicono tutto: se le banche europee fossero costrette a restituire tutti i fondi illegalmente trattenuti, molti istituti fallirebbero. Non è un'ipotesi teorica. È la ragione reale per cui nessuno apre quel fascicolo. Magistratura, batti un colpo.
TX-2285

Iran is ready for a diplomatic offensive of historic proportions. The memorandum is only the beginning of a strategy aimed at isolating Israel. Netanyahu is leading the world to the abyss.

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ArticleL'offensiva diplomatica iraniana: Israele fuori dai giochi, le monarchie del Golfo cedono
L'Iran ha già pronta un'offensiva diplomatica di proporzioni sproporzionate rispetto a ciò che i media occidentali sono disposti ad ammettere. Non è improvvisazione. È una strategia studiata nei minimi dettagli, costruita nel tempo, e che si sta attivando adesso. La firma del memorandum non è un punto di arrivo. È il primo atto di una sequenza che ha un obiettivo preciso: portare Israele fuori dai giochi diplomatici regionali. Teheran sa che un accordo che regge isola progressivamente chi si rifiuta di farne parte. Ogni passo che segue la firma stringe il cerchio attorno a chi resta fuori. L'Iran è pronto alla guerra se necessario, ma non è la guerra il suo strumento primario in questo momento. Il suo strumento è la diplomazia, e la sta usando con una precisione che i suoi avversari non si aspettavano. Parte delle monarchie del Golfo lo sanno. Da domani alcune di queste potrebbero cedere, riposizionarsi, scegliere il lato che garantisce la sopravvivenza del loro potere. Netanyahu non ha nulla da offrire che non sia distruzione. Ogni soluzione che porta al tavolo porta il mondo verso il baratro: più guerra, più escalation, più instabilità. Non è una posizione negoziale. È un vicolo cieco con le armi puntate. Il quadro è chiaro: l'Iran avanza, le monarchie vacillano, Israele si isola, e chi in Europa e in America ha scommesso sulla narrativa opposta si trova oggi con una posizione che la realtà ha già superato.
TX-2284

The hawks in the war industry do not want peace: from tomorrow their weapons are no longer needed. New Middle East, the demise of the Atlantic Alliance.

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ArticleIl tramonto dei falchi: chi non vuole la pace e perché
C'è chi non vuole che Trump firmi questo accordo. Non per ragioni geopolitiche, non per la sicurezza dell'Occidente. Per denaro. I lobbisti delle armi sanno che dal giorno dopo la firma i loro contratti valgono zero. Nessun governo arabo comprerà più armamenti se il Medio Oriente entra in una nuova fase. Questo è il motore reale della resistenza all'accordo: non l'ideologia, non la sicurezza, il profitto. Dietro l'Iran non ci sono solo Russia e Cina. C'è anche un pezzo d'America e un pezzo d'Europa che combatte lo stesso sistema dall'interno. Il quadro che ne emerge è quello di istituzioni corrotte, governi genuflessi al ricatto finanziario e militare, classi dirigenti che hanno abdicato alla loro funzione per proteggere i propri interessi. Questo è il volto reale del mondo cosiddetto democratico, in Europa come in America come in Italia. Le forze che combattono la pace lo fanno perché un accordo potrebbe rompere il tabù nucleare in modo definitivo e imprevedibile. Chi cederà a questa pressione trascinerà l'Europa nella sua caduta. L'Alleanza Atlantica ha già cominciato il suo tramonto: non lo ammetteranno, ma i movimenti in corso lo confermano. Il governo italiano non ha saputo leggere nulla di tutto questo. Ha chiuso gli occhi davanti all'elefante nella cristalleria, ha voltato la testa, ha abbandonato le proprie responsabilità verso i suoi stessi cittadini. La sua posizione pseudo-democratica era il cordone che teneva addormentati milioni di persone. Quel cordone si sta spezzando. La disobbedienza nello Stretto di Hormuz ha il peso storico di quegli uomini che al crollo del Muro di Berlino attraversarono la linea per andare a prendere amici che non conoscevano nemmeno, e vennero venduti dalla stessa democrazia che dicevano di difendere. Pochi capiscono queste parole. Ci rivolgiamo a chi dice di difendere il paese con il conto corrente pieno e tutte le garanzie possibili: da domani, benvenuti nel nostro mondo.
TX-2283

The United States does not want to transfer the funds and has changed the cards on the table. Iran refuses to sign the memorandum

TX-2282

This would not be a United States withdrawal from the Gulf, but something deeper: the emergence of a new regional balance in which Tehran aims to transform its negotiating advantage into political and diplomatic influence.

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ArticleIran e il Nuovo Medio Oriente: l’inizio di un ordine regionale post-americano
il punto non sarebbe un ritiro americano dal Medio Oriente, ma l’eventuale inizio della fine dell’ordine di sicurezza costruito dagli Stati Uniti nel Golfo Persico. Secondo questa interpretazione, Teheran starebbe cercando di trasformare il vantaggio negoziale in un nuovo equilibrio regionale fondato su regole meno dipendenti dalla garanzia militare americana. Le mediazioni regionali, incluse quelle pakistane, non avrebbero prodotto le concessioni inizialmente attese da Washington. Il risultato, in questa lettura, è un indebolimento della credibilità deterrente americana e un aumento del costo politico per gli alleati regionali. Il dossier Hormuz diventerebbe così non solo una questione di sicurezza marittima ma uno strumento di influenza economica e politica. Il passaggio successivo potrebbe essere l’apertura di una nuova offensiva diplomatica iraniana sul nucleare, con effetti potenzialmente rilevanti sugli allineamenti regionali e sulla fiducia nelle architetture di sicurezza esistenti.
TX-2280

Kiev impact missiles

TX-2279

Trump speaks of opening the Strait of Hormuz, but the definition risks being misleading: it would not be a question of full normalization of traffic, but of easy and regulated access under Iranian control.

TX-2278

Gunshots were heard outside the White House, with about 20 to 30 shots fired. The secret services ordered the journalists gathered on the lawn

TX-2277

Partial release from the US of Iranian assets frozen abroad 12 billion dollars

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