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EMIRATES - EXPLOSIONS HEARD IN RAS AL-KHAIMAH.

TX-2988

IRAN - US MISSILE ATTACK ON TABRIZ, NORTH-WEST OF THE COUNTRY.

TX-2987

IRAN - US ATTACKS ON KONARAK AND CHABAHAR, SOUTH-EASTERN COAST.

TX-2986

KUWAIT - US MISSILE LAUNCH FROM BASES IN THE COUNTRY IN THE DIRECTION OF IRAN.

TX-2985

Iranian missile impact: Bahrain, Kuwait Kurdistan

TX-2984

IRAQ - THE PREMIER ASKS FOR A MEETING WITH THE NEW IRANIAN SUPREME LEADER AFTER THE CHEVRON AGREEMENTS AND THE 45 WASHINGTON PROTOCOLS. OPEN NODES: THE SECRET BASES AND THE IRANIAN GAS LEVER.

Attached articles

ArticleIl primo ministro iracheno tra Washington e Teheran: la richiesta di incontro che arriva troppo tardi
Il primo ministro iracheno ha chiesto un incontro con la nuova Guida Suprema iraniana. La richiesta arriva al termine di una sequenza di scelte che ne hanno segnato la traiettoria politica e che rendono la mossa tanto tardiva quanto contraddittoria. Prima di recarsi negli Stati Uniti, il premier aveva fatto arrestare una parte della classe politica irachena, operazione presentata come lotta alla corruzione ma coincidente con la necessità di presentarsi a Washington con un profilo gradito. Giunto alla Casa Bianca, ha firmato quarantacinque protocolli e siglato gli accordi con Chevron, letti in Iraq come una cessione del patrimonio energetico nazionale, e ha tenuto in quella sede un contegno che a Baghdad è stato giudicato inadeguato al ruolo: il riferimento è al modo in cui è stata trattata la vicenda dell'uccisione del generale Soleimani, con il presidente Trump che rivendicava quell'operazione come un favore reso e senza che l'ospite prendesse le distanze. La nomina di questo premier era stata sostenuta con pressioni dagli Stati Uniti, e i risultati di quella scelta sono ora sotto gli occhi di tutti: un esecutivo allineato a Washington in un Paese che dipende dall'Iran per una quota essenziale del proprio fabbisogno energetico. È qui che la richiesta di incontro con la Guida Suprema rivela la sua fragilità. Baghdad si presenta a Teheran dopo aver consolidato l'asse americano, e con almeno due nodi irrisolti sul tavolo: la questione delle basi segrete presenti sul territorio iracheno, che l'Iran esige di chiarire, e la leva del gas. Se Teheran interrompesse le forniture, l'Iraq sprofonderebbe in una crisi energetica immediata, con blackout e paralisi dei servizi. I bombardamenti che hanno colpito in questi giorni Giordania, Siria, Kuwait e Bahrein hanno con ogni probabilità reso più chiara, a Baghdad, la posta in gioco. La richiesta di incontro con la nuova Guida Suprema, in questo contesto, difficilmente troverà l'accoglienza riservata ai firmatari degli accordi di Washington: arriva da un governo che ha già scelto il proprio campo, e che ora scopre di dipendere dalla parte avversa per la propria stessa tenuta. È il paradosso di una leadership che ha costruito la propria legittimazione fuori dal Paese e si ritrova senza margini dentro la regione.
TX-2983

TURKEY/IRAN - ISRAELI MISINFORMATION ABOUT AN ANKARA READY TO DEFEND IRAN. IN REALITY, THE TURKS ARE OPPOSED TO THE ARMING OF THE KURDS BY THE US AND ISRAEL, ALREADY INTERCEPTED 5 DAYS AGO.

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ArticleLa disinformazione israeliana sul ruolo turco e la partita curda
Nelle ultime ore ha preso a circolare, alimentata da fonti israeliane, la notizia secondo cui la Turchia sarebbe pronta a difendere l'Iran in caso di attacco terrestre curdo. Si tratta di disinformazione, costruita per rovesciare la realtà dei fatti e occultare la vera posizione di Ankara. I turchi non hanno alcuna intenzione di difendere l'Iran: hanno però un interesse diretto e prioritario a impedire che Stati Uniti e Israele armino le formazioni curde, e il loro allarme nasce da qui, non da una solidarietà con Teheran. Le ragioni dell'opposizione turca sono due, entrambe di natura strategica. La prima è che le armi consegnate ai curdi non verrebbero impiegate contro gli iraniani, come la narrazione ufficiale vorrebbe far credere, ma finirebbero per rafforzare militarmente un attore che Ankara considera la propria minaccia esistenziale. La seconda è che quelle forniture andrebbero a irrobustire proprio le fazioni che la Turchia ha impiegato anni a contenere e a ostacolare lungo il proprio confine meridionale: un armamento massiccio dei curdi vanificherebbe in poche settimane il lavoro di un decennio di politica turca. È in questo scarto tra realtà e racconto che si coglie la manovra. Mentre gli Stati Uniti tentavano di armare le formazioni curde di nascosto, l'operazione è stata intercettata proprio dai turchi cinque giorni fa; ed è a ridosso di quell'intercettazione che è comparsa sui giornali una storia completamente diversa, quella di una Turchia schierata a difesa dell'Iran. Il rovesciamento narrativo serve a un doppio scopo: coprire il tentativo fallito di rifornimento clandestino dei curdi e insinuare una frattura tra Ankara e l'Occidente presentandola come vicinanza a Teheran, così da giustificare, in prospettiva, una pressione sulla Turchia. La posizione reale di Ankara resta invece coerente con i propri interessi: né con l'Iran né con l'armamento dei curdi, ma contro qualunque mossa che rafforzi la propria minaccia interna sotto la copertura della guerra in corso.
TX-2982

AFGHANISTAN - THE TALIBAN HAVE LOST CONTROL OF SEVERAL CITIES IN THE COUNTRY. CLASHES ARE EXPECTED IN THE NEXT FEW HOURS AND DAYS.

TX-2981

QATAR - LAST-MINUTE MEDIATION ATTEMPT FOR A CEASEFIRE AND AN END TO THE WAR. THE STRAIT OF HORMUZ WOULD REMAIN UNDER IRANIAN CONTROL, WITH REOPENING AFTER 10 DAYS.

TX-2980

KUWAIT - SERIOUS DESTRUCTIVE ATTACKS AGAINST THE COUNTRY'S ENERGY INFRASTRUCTURE, COMBINED WITH CYBERATTACKS.

TX-2979

IRAN HITS REGIONAL INFRASTRUCTURE TO DELAY THE US GROUND OPERATION, ENTRUSTED TO FORMER ISIS TRAINED BY BRITISH COMPANIES. AN ESCALATION IS EXPECTED ON NEIGHBORING COUNTRIES.

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ArticleLa risposta iraniana e la corsa contro l'operazione di terra
L'Iran ha cominciato a rispondere in modo strutturato agli attacchi statunitensi, colpendo le infrastrutture dei Paesi della regione che ospitano il dispositivo americano. La chiave per comprendere questa reazione, e i tempi anticipati con cui si manifesta, sta nella preparazione di un'operazione di terra da parte degli Stati Uniti: l'ingresso del cosiddetto esercito arabo, una forza irregolare composta da elementi provenienti dalle file dell'ISIS dislocati tra Siria, Iraq, Somalia, Africa e Libia, addestrati circa un anno fa da società di sicurezza britanniche in Europa orientale e in diverse altre località. È a questa minaccia che Teheran risponde, e ogni suo attacco va letto in funzione di un obiettivo preciso: ritardare l'operazione in corso, colpendone le retrovie, le piattaforme logistiche e le basi da cui dovrebbe muovere. Sul piano diplomatico, diversi Paesi si muovono per fermare l'escalation. La Turchia e il Pakistan chiedono agli Stati Uniti il ritorno al dialogo, segnale che gli attori regionali con maggior peso percepiscono l'avvicinarsi di una soglia oltre la quale il conflitto sfuggirebbe a ogni controllo. Il Pakistan, in particolare, ha già scelto di non attivare l'accordo di difesa con Riad dopo l'attacco iraniano in Arabia Saudita, indicando la via del contenimento anziché quella dell'allargamento. Ma le ultime ore vanno in direzione opposta al dialogo. I bombardamenti strategici iraniani contro le infrastrutture di Kuwait, Giordania e Bahrein proseguono con metodo, e ogni indicatore lascia prevedere che nelle prossime ore l'intensità aumenterà, estendendosi ai Paesi vicini. La corsa è ormai tra due orologi: quello dell'operazione di terra che gli Stati Uniti cercano di far maturare, e quello della campagna iraniana che punta a renderla impraticabile prima che cominci. È in questo scarto di ore che si decide se il conflitto resterà una guerra di logoramento infrastrutturale o diventerà una guerra di occupazione sul terreno.
TX-2978

IMPORTANT MESSAGE: THE NATION NETWORK HAS BEEN ACTIVATED THROUGHOUT THE GULF AREA. EXERCISE CAUTION, RED ALERT ACTIVATED. FOLLOW ONLY INFORMATION FROM OFFICIAL SOURCES.

TX-2977

Nation network activated throughout the Gulf

TX-2976

KUWAIT - OVERCROWDING AT THE INTERNATIONAL AIRPORT DUE TO THE INFLUX OF PASSENGERS DEPARTING FROM THE COUNTRY, DUE TO ATTACKS, UNCERTAINTY AND WIDESPREAD RUMORS OF HIGH-INTENSITY OFFENSIVES.

TX-2975

THE US RAID ON CHABAHAR, PRESENTED AS PART OF THE OPERATION TO REOPEN HORMUZ, ACTUALLY HITS A STRATEGIC LOGISTICS HUB OF THE BRICS, RUSSIA, CHINA AND INDIA. FIRST DIRECT BLOW TO THE ALTERNATIVE LOGISTICS ARCHITECTURE TO THE WEST.

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ArticleChabahar non è Hormuz: Washington colpisce la logistica dei BRICS
La mossa americana più significativa è invece il bombardamento del porto di Chabahar. Presentato come parte dell'operazione per "riaprire" lo Stretto di Hormuz, l'attacco colpisce in realtà un asset di natura completamente diversa: Chabahar è un'infrastruttura logistica strategica che serve Russia, Cina e India, i pilastri dei BRICS, quale terminale del corridoio che collega l'Oceano Indiano all'Asia centrale ed europea aggirando i passaggi controllati dall'Occidente. Colpire Chabahar non ha nulla a che vedere con Hormuz: significa spezzare un nodo del sistema logistico alternativo che i BRICS stanno costruendo per sottrarsi al controllo occidentale sulle rotte commerciali. Sotto la copertura della crisi dello Stretto, Washington attacca l'architettura infrastrutturale di un ordine economico concorrente, trasformando una guerra regionale nel primo colpo diretto contro la logistica dei BRICS.
TX-2974

CYBER ATTACKS AGAINST EMIRATI AND US GAS COMPANIES in Kurdistan Iraq

TX-2973

EIGHT TANKER PLANES CURRENTLY FLYING IN THE REGION. A BRITISH RAF AIRBUS KC2 VOYAGER IS ALSO IN SERVICE FROM CYPRUS.

TX-2972

THE US HITS THE CONTROL UNITS FOR INTERNET ACCESS IN THE PROVINCE OF HORMOZGAN.

TX-2971

Erbil

TX-2970

IRAN - THE US HAS LAUNCHED AN ATTACK ON THE COUNTRY.

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