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MENTRE SI DISCUTE SE MOJTABA KHAMENEI SIA VIVO, DICIANNOVE BASI STATUNITENSI NELLA REGIONE SONO STATE COLPITE, HORMUZ E' CHIUSO E L'ATTACCO VIA TERRA E' STATO RESPINTO.

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ArticoloTutto questo mentre Mojtaba Khamenei era morto, o in fin di vita.
Il mondo si chiede se Mojtaba Khamenei sia vivo, morto o in fin di vita. Le intelligence rincorrono informazioni, le reti perdono da tutte le parti, e nel frattempo analisti della prima ora, esperti dell'ultimo minuto e gente che non ne ha mai azzeccata una in vita sua diventano di colpo dei geni. A noi pare che la domanda sia sbagliata, e vorremmo spiegare perché. Proviamo a mettere in fila cosa è successo. Diciannove basi americane colpite in Medio Oriente, con danni materiali e di influenza incalcolabili. La chiusura dello Stretto di Hormuz. Il respingimento dell'attacco via terra. L'abbattimento di droni di ultima generazione. Un'operazione americana fallita in territorio iraniano , con un aereo e degli elicotteri abbattuti. F-35 colpiti che per miracolo sono riusciti ad atterrare in una base del Golfo. Navi americane colpite. Il petrolio che sale, il dollaro che perde influenza. Ventimila marinai bloccati a Hormuz. Il silenzio europeo sui civili uccisi in Iran. Un Paese ricompattato, dove la gente alza la bandiera e nelle gioiellerie di Teheran le pietre tagliate a forma della mappa dell'Iran sono le più vendute. Ora, tutto questo sarebbe successo mentre Mojtaba Khamenei era morto, o in fin di vita. Allora la domanda che ci facciamo è un'altra: cosa sarebbe successo se fosse stato vivo. Ieri un giornalista arabo lo gridava: l'Iran fornisce ai suoi alleati armi tecnologicamente avanzate, gli Stati Uniti ci vendono ferri vecchi. Su questo, dice, bisogna cominciare a ragionare. Tutto questo mentre Mojtaba Khamenei era morto, o in fin di vita.
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