Messaggio singolo
TX-2608Permalink aperto
IranIsraeleStati UnitiIntelligenceTelex
L'attacco al Libano segna un cambio di strategia: fallito il tentativo di cambiare regime in Iran, Israele ripiega per ostacolare a ogni costo la rinascita dell'influenza iraniana in Medio Oriente.
Articoli collegati
ArticoloLibano, il ripiego di Israele e la pace «sintetica» di Trump
L'attacco israeliano al Libano va letto come un cambio di strategia. Non essendo riuscito a rovesciare il regime in Iran, Israele è costretto a ripiegare su se stesso. L'obiettivo principale diventa ostacolare a ogni costo la ricostruzione dell'influenza iraniana in Medio Oriente e impedire la normalizzazione dei rapporti tra Teheran e gli altri Paesi della regione.
Per farlo, secondo questa lettura, Israele dovrà alimentare crisi e tensioni: allarmi mediatici, dossier costruiti ad arte — un terreno in cui ha una lunga specializzazione — e possibili operazioni sotto falsa bandiera.
Sul fronte americano, Trump è stato di fatto obbligato a concedere qualcosa: ha scelto la via negoziale per evitare ulteriori perdite. Ma in Iran non tutti credono agli accordi con gli Stati Uniti, perché in passato ne sono già stati firmati e poi puntualmente cancellati.
I primi riscontri concreti si vedranno nel giro di una settimana. Netanyahu ha già dichiarato che non si ritirerà dal Libano, mentre a Trump serve soltanto una pace sintetica, falsa e di facciata.