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Trump finge di cercare l'equilibrio pur sapendo bene cosa stava accadendo. E intanto Israele si arroga il diritto di colpire chiunque, legittimato dalla formula «Israele ha diritto a difendersi».
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Trump cerca disperatamente di mantenere l'equilibrio, o almeno di farlo credere, pur essendo pienamente consapevole di ciò che stava accadendo. Da uomo che confonde la furbizia con l'abilità, e che non sembra comprendere cosa significhi rispettare i patti, mescola pressappochismo e arroganza.
Un fatto solo in apparenza ridimensionato dall'amministrazione statunitense, ma che sul piano diplomatico e militare pesa moltissimo: Israele si arroga il diritto, nonostante un accordo, di bombardare, uccidere e colpire chiunque ritenga, e lo fa sentendosi legittimato.
La legittimazione passa da una frase ormai automatica, «Israele ha il diritto di difendersi», ripetuta dai giornalisti di tutto il mondo. A nostro giudizio non è uno slogan nato per caso: appare costruito a tavolino dalle società di comunicazione come arma culturale, utile a far accettare all'opinione pubblica anche i crimini più gravi, qualunque sia il governo che li commette.