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Cinquanta ex funzionari italiani, società di consulenza in cybersecurity e risk intelligence, contratti pubblici, partecipate facili. Le porte girevoli tra Stato e lobby delle armi passano da Roma a Milano.

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ArticoloLe porte girevoli: ex funzionari, lobby delle armi e il Pentagono in salotto
In Italia operano almeno cinquanta ex funzionari istituzionali che hanno costruito società private di consulenza in cybersecurity, risk intelligence e analisi strategica. Il meccanismo è sempre lo stesso: si esce da un ministero, da un servizio, da un comando, e nel giro di pochi mesi si apre la partita IVA. I clienti arrivano subito, perché i contatti sono quelli di prima, i colleghi sono ancora dentro, e le gare vengono gestite di conseguenza. Uno studio commissionato in modo riservato a livello europeo ha mappato oltre tremila pseudo-consulenti strategici, ex funzionari diventati lobbisti, distribuiti su tutto il continente. In Italia la concentrazione è significativa e in crescita. Il sistema ha una regia esterna. Il Pentagono americano ha favorito nel tempo la creazione di questa rete di interlocutori privati nei paesi alleati: ex ufficiali, ex analisti, ex dirigenti che fungono da cinghia di trasmissione per contratti, commesse e orientamento delle scelte istituzionali. Nel frattempo a Roma si registrano acquisti immobiliari faraonici da parte di soggetti provenienti dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi, che stanno ripiegando su Italia, Grecia e Spagna dopo le tensioni nei loro paesi di origine. A Milano la lobby delle armi frequenta Via Montenapoleone, fa colazione da Cova con aperitivo rinforzato . Nessuno fa finta di niente. Tutti fanno finta di non sapere.
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