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l'America ha ceduto all'Iran per la prima volta. L'operazione del mediatore pakistano si è conclusa con le condizioni di Teheran. L'Iran ha vinto sul piano diplomatico. Leggi tutto

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ArticoloPer la prima volta l'America cede all'Iran: la resa diplomatica che i media non racconteranno
Possiamo affermarlo in esclusiva: per la prima volta nella storia recente, l'America ha ceduto all'Iran. Non parzialmente, non su un dettaglio tecnico. Ha ceduto sul piano diplomatico, accettando condizioni che fino a poche settimane fa avrebbe definito inaccettabili. Il contesto è importante. Un gruppo di contatto ha fatto chiaramente capire a Teheran che i tweet di Trump non devono essere presi come indirizzo politico reale: l'uomo è fuori logica, le sue uscite pubbliche non corrispondono alle posizioni negoziali effettive, e parte dell'apparato americano non le sta seguendo. Questo non è un dettaglio: è la conferma che all'interno stesso del sistema americano si è creata una frattura tra la comunicazione pubblica del presidente e la realtà dei negoziati. Ieri l'operazione del mediatore pakistano Munir si è conclusa con un fallimento apparente. Ma stamattina Munir è tornato al tavolo con una carta in mano dicendo che le condizioni iraniane erano state accettate. In termini concreti: l'Iran ha presentato le proprie condizioni, e quelle condizioni sono state pagate. La mediazione non ha prodotto un compromesso. Ha prodotto una resa. L'offensiva diplomatica iraniana da questo momento sarà forte. Teheran è consapevole di ciò che ha ottenuto e lo userà come leva in ogni tavolo aperto. Chi aveva scommesso sull'isolamento dell'Iran, chi aveva costruito la propria narrativa sulla debolezza di Teheran, si ritrova oggi con una posizione indifendibile. Tutti i media che lavorano su commissione, tutti i politici allineati e tutte le istituzioni che seguono il copione diranno altro. Diranno che l'accordo non c'è, che l'Iran ha perso, che Trump ha vinto. Ma i fatti sono i fatti: sul campo diplomatico, oggi, l'Iran ha vinto.
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