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La manipolazione dei prezzi dei container durante la pandemia mostra come logistica e catene di approvvigionamento siano diventate armi della nuova guerra economica globale.

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ArticoloContainer, prezzi e pandemia: la nuova guerra economica globale
L’incriminazione di sette dirigenti cinesi e di quattro tra i principali produttori mondiali di container apre un nuovo fronte nella guerra economica globale. Secondo le accuse, aziende strategiche del settore avrebbero coordinato per anni la riduzione della produzione e la manipolazione dei prezzi dei container standard, sfruttando la crisi logistica internazionale durante la pandemia. Tra il 2019 e il 2021 i prezzi dei container sarebbero quasi raddoppiati, mentre i profitti dei produttori avrebbero registrato aumenti eccezionali nel pieno della crisi delle catene di approvvigionamento globali. Le società coinvolte includono Singamas, CIMC, Shanghai Universal Logistics Equipment e CXIC, tutte realtà centrali nel commercio marittimo internazionale. L’aspetto più sensibile riguarda il controllo delle infrastrutture logistiche globali: i container rappresentano il cuore del commercio mondiale e qualsiasi alterazione artificiale dell’offerta può influenzare inflazione, trasporti, energia e sicurezza economica degli Stati. La vicenda conferma come la logistica sia ormai considerata un asset geopolitico strategico e non più soltanto commerciale.
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