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Trump parla di divisione dell'Iran senza basi chiare, mentre la sua popolarità crolla del 35%. Generali che si dimettono, congressisti che lo attaccano, fedelissimi che tacciono. E la CIA continua a disinformare.
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Donald Trump ha parlato pubblicamente di "divisione" dell'Iran come se fosse un fatto compiuto. Non è chiaro su quali basi concrete poggi questa affermazione. È un'analisi politica? Un messaggio ai propri sostenitori? O semplicemente una narrativa costruita su report di intelligence selezionati o falsificati?
Il contesto interno americano dice tutt'altro. La popolarità di Trump è calata del 35% rispetto ai picchi recenti. Tra 18 e 20 generali si sono dimessi o hanno preso le distanze dall'amministrazione. Decine di rappresentanti del Congresso , inclusi repubblicani, hanno criticato apertamente le scelte del presidente. E parte dei suoi fedelissimi più esposti, quelli che lo avevano sostenuto pubblicamente, ora tacciono: si scusano, ma spariscono.
In questo quadro, la CIA e alcune organizzazioni private di intelligence continuano ad alimentare un flusso di report costruiti su fonti false o distorte, producendo una narrativa sul terreno che non corrisponde alla realtà operativa. Questo non è un'ipotesi: è un pattern documentato.
Quale sia il grado di complicità dei governi europei in questo sistema di disinformazione è ancora da stabilire con certezza. Ma l'Italia non era fuori da questo gioco, le evidenze indicano il contrario.
Le dichiarazioni del capo del Mossad rilasciate ieri, e il segnale politico inviato all'Italia, pongono una domanda precisa: eravamo d'accordo? E adesso che la situazione si complica, state semplicemente scomparendo?