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Shock sull'alluminio globale: Wood Mackenzie stima 3–3,5 milioni di tonnellate fuori produzione nel 2026 — quasi metà dell'output medio-orientale. Prezzi in forte rialzo sui mercati internazionali.
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Gli attacchi missilistici e con droni dell’IRGC hanno messo fuori uso i due principali produttori di alluminio del Golfo Persico, innescando uno shock sull’offerta globale del metallo.
EGA AL TAWEELAH (Abu Dhabi): L’impianto, uno dei più grandi smelter al mondo nella Khalifa Economic Zone, ha subito la distruzione della centrale elettrica interna. Il blackout ha forzato uno shutdown incontrollato delle celle elettrolitiche (potline): il metallo fuso si è solidificato nei circuiti, causando danni strutturali che richiedono da settimane a 12 mesi di lavoro per essere riparati.
ALBA (Bahrein): Il più grande smelter monosito al mondo opera ora al 30% della capacità. L’IRGC ha rivendicato gli attacchi su EGA e Alba come ritorsione diretta per i bombardamenti USA-israeliani sugli impianti siderurgici iraniani.
IMPATTO GLOBALE: Wood Mackenzie stima che le interruzioni a EGA, Alba e Qatalum (Qatar, già ridotta in precedenza) rimuovano 3–3,5 milioni di tonnellate di capacità annua nel 2026 — circa la metà dell’intera produzione medio-orientale. I prezzi dell’alluminio sono già balzati del 6% sui mercati internazionali. ING Group avverte che l’impatto potrebbe propagarsi alle catene di fornitura globali nei settori automobilistico, aerospaziale e delle costruzioni.
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