Gli Stati Uniti hanno colpito una nave nello Stretto di Hormuz, provocando una rapida escalation. Segnalati attacchi contro posizioni USA in Bahrein e Kuwait e raid statunitensi contro infrastrutture sull'isola di Qeshm
mercoledì · 3 giugno
martedì · 2 giugno
Continuano i pesanti attacchi israeliani contro il Libano. La presunta telefonata di Trump appare sempre più come un'operazione di propaganda e una semplice messinscena mediatica
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La notizia del New York Times secondo cui gli Stati Uniti avrebbero guidato il passaggio di circa 70 navi in tre settimane è completamente falsa. Mancano nomi delle imbarcazioni.
Dal caso Al Masri alla cybersicurezza, fino al peso delle lobby delle armi, restano interrogativi irrisolti. Ma il tradimento più grave è aver delegittimato cittadini onesti per le loro opinioni.
I cavalli in fuga come metafora della Repubblica
La fotografia dell'Italia di oggi sono quei cavalli in fuga dopo i petardi lanciati da chi avrebbe dovuto garantire ordine e responsabilità. Un simbolo di istituzioni che troppo spesso scaricanoresponsabilità sui cittadini: cartelle esattoriali errate, silenzi su vicende gravi, pressione fiscale crescente, porte girevoli tra pubblico e privato, sprechi e inefficienze. L'impressione è quella di uno Stato che fatica a tutelare i contribuenti mentre protegge interessi consolidati e logiche di potere. Restano inoltre aperte questioni che chiamano in causa responsabilità politiche e amministrative ai più alti livelli: dal caso Almasri alle vicende legate alla cybersicurezza, fino al peso delle lobby della difesa nelle scelte pubbliche. Ma il danno più profondo è un altro: l'uso della menzogna, della delegittimazione e dell'etichettatura per colpire cittadini che esprimevano legittimamente le proprie opinioni. Quando il dissenso viene trattato come una minaccia anziché come una risorsa democratica, il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini si incrina. Ed è proprio questa perdita di fiducia il rischio più grave per una Repubblica.
Attacco israeliano libano
Se persino gli alleati descrivono i protagonisti del conflitto come imprevedibili, perché Europa e Occidente continuano a seguirne le linee?
Quando i “pazzi” guidano la guerra, chi controlla davvero le decisioni?
Axios sostiene che Trump avrebbe definito Netanyahu un “pazzo” e un “ingrato”. Al di là dell'attendibilità di queste indiscrezioni, resta un aspetto interessante: viene ormai normalizzata l'idea che decisioni con conseguenze devastanti sui civili dipendano da leader descritti dagli stessi alleati come pazzi. Nel frattempo ONU, Europa e governi occidentali continuano a basare le proprie scelte politiche, diplomatiche e militari sulle loro dichiarazioni, autorizzando forniture di armi e misure di sostegno. La domanda è inevitabile: siamo arrivati al limite di un modello che non riesce più a distinguere tra sicurezza, propaganda e gestione della guerra?
Gli Stati Uniti chiedono all’Oman di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Iran, aumentando la pressione su Muscat affinché abbandoni la propria tradizionale posizione di equilibrio tra Washington e Teheran
Le sanzioni USA contro un cittadino italo-iraniano, fondate su informazioni attribuite al Mossad, sollevano dubbi su legalità e proporzionalità. Un segnale preoccupante per le PMI italiane attive nel mondo.
Le sanzioni USA contro un cittadino italo-iraniano, fondate su informazioni attribuite al Mossad
Gli Stati Uniti hanno sanzionato un cittadino italo-iraniano sulla base di informazioni attribuite al Mossad. Se queste misure vengono applicate senza un adeguato vaglio giudiziario, rischiano di apparire come sanzioni extraterritoriali arbitrarie e pretestuose. Questo caso potrebbe non essere un'eccezione. Se l'Italia non tutela i propri cittadini e le proprie imprese, il messaggio per le PMI italiane che operano a livello internazionale è motivo di preoccupazione.
Se infrastrutture private vengono impiegate in operazioni militari, emerge il tema della responsabilità delle aziende. Il loro utilizzo in un conflitto può avere implicazioni giuridiche e politiche rilevanti.
Starlink e guerra: dove finisce il servizio commerciale e inizia la responsabilità?
Se una società privata commerciale fornisce infrastrutture, connettività o servizi utilizzati in operazioni militari, si apre un dibattito sulla responsabilità delle aziende nei conflitti armati. Qualora tali capacità contribuissero ad attacchi illegali contro civili o obiettivi protetti, potrebbero emergere questioni di corresponsabilità giuridica e politica, con possibili implicazioni rispetto al diritto internazionale umanitario.
La Spagna prende le distanze dall’escalation con l’Iran. Il ministro degli Esteri conferma che Madrid non parteciperà ad azioni militari e ribadisce il rispetto del diritto internazionale.
La guerra cognitiva non conquista territori, ma percezioni. Attraverso dati, algoritmi e narrative coordinate, influenza opinione pubblica, consenso e decisioni politiche senza sparare un solo colpo.
La guerra cognitiva: il nuovo campo di battaglia del consenso
La guerra cognitiva si fonda sulla raccolta massiva di dati, sull'analisi dei comportamenti e sulla capacità di influenzare percezioni e processi decisionali. Quando media, istituzioni e leader politici adottano rapidamente narrative identiche, si crea un effetto di uniformità del pensiero che riduce il confronto critico. In alcuni casi, l'attribuzione delle responsabilità avviene con estrema rapidità; in altri, eventi analoghi restano avvolti nell'incertezza per lungo tempo. Questa asimmetria contribuisce a orientare la percezione pubblica e il consenso politico.
massicci incendi a Kiev
Gli abitanti di Kiev si rifugiano nella metropolitana
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lancio missili verso kiev
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Movimenti Tattici Russi prestare cautela
rete telex attiva Ucraina
Si registrano interruzioni di corrente nella capitale ucraina